Capitolo centotrentasette

Sembrava che il tempo si fosse fermato e ripiegato su se stesso. Luca stava seduto con i gomiti sulle ginocchia e la testa tra le mani. Aveva le nocche bianche. Il respiro era superficiale. Le pareti cominciavano a opprimerlo, ma non si muoveva da più di un’ora.

Nemmeno Roman, appostato alla porta ...

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