Capitolo 3

Il punto di vista di Jesse

«Sei forte quanto i tuoi fratelli?» mi chiese Lana, sussurrando mentre osservava i miei fratelli seduti nell'ultima fila sopra di noi, in aula.

«Ognuno di noi è più forte dell'altro in qualcosa, ma nel complesso ci equivaliamo» le risposi, ricordando le innumerevoli ore di allenamento che affrontavamo ogni giorno.

Papà mi aveva persino insegnato trucchi e segreti che gli altri non possedevano. Loro hanno un anno di addestramento in più rispetto a me, data l'età, ma papà si è assicurato che fossi al loro stesso livello.

«È fantastico. Le mie ombre sono così lente, e probabilmente non le più forti, quindi non vedo l'ora di imparare. Chissà se potrò diventare forte come voi ragazzi entro la fine del semestre.» Sorrise eccitata. Le risi in faccia a quell'ultima affermazione.

«Ci vorranno anni di sessioni di allenamento di tre ore al giorno per arrivare dove siamo noi ora, ma per quando avrai raggiunto questa forza, noi saremo ancora più forti. Scusa Lana, ma non c'è modo di recuperare. Il divario è già troppo vasto.»

Suona duro, lo so, ma è la maledetta verità. Non gonfierò il suo ego né alimenterò speranze insensate. Può odiarmi, se vuole. Quello che non farò è sminuire la mole di lavoro che c'è voluta per diventare così forti.

«Beh, cavolo, Jess, potevi anche mentire.» Mise il broncio, afflosciandosi sulla sedia.

«Non è stato molto carino, piccola» Damon si sporse per sussurrarmi all'orecchio.

«È la verità» sussurrai di rimando.

Mi lanciò quel mezzo sorrisetto, facendomi capire che segretamente gli piaceva quando facevo un po' la stronza. I suoi occhi azzurro chiaro e i capelli striati d'argento mi avevano attratta verso di lui fin dall'inizio. Con occhi del genere, sapevo che doveva avere un'ombra potente. Più chiari sono gli occhi, più forte è l'ombra. Io ho preso quelli verde chiaro di mio padre, mentre Augustus ha l'oro di suo padre, Kiran, e Ares ha quelli lilla della mamma.

Augustus è l'unico di noi ad aver ottenuto un'ombra antica, però. Ares ha avuto un'ombra esecutiva, con la capacità di congelare il tempo. Si abbina bene alle sue abilità di veggente. Anch'io ho un'ombra esecutiva. La mia ombra, Luz, può piegare la luce, il che le permette di clonarmi, rendermi invisibile, creare miraggi o illusioni, e così via. Aggiungi poi il fatto che sono fusa con una piccola parte dell'ombra della mamma e di quella di papà, cosa che mi conferisce una piccola dose della capacità curativa di mio padre e l'abilità della mamma di controllare le ombre altrui, rendendomi una maledetta potenza.

Damon aveva una mascella squadrata che scattava quando era arrabbiato. Adoravo vederla contrarsi, però. I suoi occhi erano freddi e pericolosi, il che mi elettrizzava più di ogni altra cosa. Ho un debole per i cattivi ragazzi. Ha un anno più di me, ma teniamo la nostra relazione segreta. Tra Augustus e mio padre, non rimarrei mai sola con Damon se lo sapessero.

«Oggi valuterò voi poveri disgraziati, nello stesso modo in cui sono stata valutata io. Incontriamoci al campo.» May ci sorrise con un luccichio malvagio negli occhi, mentre sprofondava nella sua ombra.

Cambiai lo scenario circostante, facendo passare la porta d'ombra attraverso di me invece di attraversarla io stessa. Il viaggio è più veloce e fluido in questo modo. Augustus, Ares ed io fummo i primi ad arrivare, seguiti da May e poi dagli altri studenti.

«Mi lasci indietro, piccola? Che freddezza» mi sussurrò di nuovo Damon all'orecchio.

Il suo mento mi solleticò il collo, facendomi rizzare i peli e scatenando una scia di brividi. Augustus socchiuse gli occhi in direzione di Damon. Fantastico, ora è finito nel suo mirino.

«Non sapevo avessi bisogno di un passaggio. Credevo sapessi badare a te stesso» replicai, strappandogli un sorriso malizioso. Sta già elaborando le punizioni per stanotte. Glielo leggo negli occhi, e un’ondata di eccitazione mi attraversa da capo a piedi.

«Vedrai stasera quanto so badare a me stesso» promise lui, e dovetti mordermi l'interno della guancia per trattenermi dal rispondere. Non ho bisogno di essere eccitata da morire prima della valutazione di May. Ha intenzione di farci scontrare davanti a tutti.

«Cominceremo con quelli che so essere i più forti, per poi scendere di livello. Quindi, Augustus, tu duellerai con Ares; Jesse, tu te la vedrai con me. Dopodiché, il vincitore affronterà quelli di livello inferiore. Voglio vedere quanto voi Watts riuscite a resistere.» Sembrava divertirsi a nostre spese. Me ne ricorderò più tardi; magari mi divertirò io a spese di suo figlio, se lei continua con queste stronzate.

«D'accordo» risposi, sciogliendo le braccia e mettendomi in guardia. La posizione che la mamma mi aveva inculcato dal momento in cui avevo compiuto cinque anni.

«Vedete la sua guardia? Memorizzatela, ragazzi, è la postura migliore per il combattimento. Le vostre ombre non potranno proteggervi sempre, quindi anche il vostro corpo deve essere pronto a subire un attacco» spiegò May a tutti, usandomi come modello.

Lo scontro ebbe inizio, ma May non mi permise di batterla. Interruppe il combattimento prima che potessi farlo. Mi dichiarò comunque vincitrice. La scusa fu che non voleva farmi stancare troppo contro di lei, ma ho l'impressione che il vero motivo fosse non voler perdere davanti ai suoi studenti.

Augustus e Ares si mandarono quasi al tappeto a vicenda nello stesso istante, ma May li bloccò un attimo prima. Dichiarò il pareggio, sostenendo che i due si equivalevano troppo. La cosa non piacque a nessuno dei due. Avrebbero voluto continuare fino a decretare un vincitore.

L'allenamento proseguì su quella falsariga. Augustus batté Damon con una facilità disarmante, mandandolo su tutte le furie. Damon non sapeva perdere e il suo ego ne uscì ammaccato dopo una sconfitta così rapida. Fui sollevata che Ares non si fosse scontrato con Damon, altrimenti avrebbe potuto vedere un futuro in cui ci baciavamo o, peggio... scopavamo.

Ovviamente nessuno riuscì a batterci, ma, per le Ombre, ero stanca morta. Più tardi i muscoli avrebbero urlato pietà, e so che a Damon non sarebbe importato nulla. Mi scoperà con la stessa foga, se non di più, quando scoprirà che sono indolenzita.

«Andate a mettere del ghiaccio su quei muscoli. Vi raddrizzerò tutti entro la fine del semestre. Forse qualcuno di voi sarà abbastanza fortunato da creare uno scudo d'ombra sufficientemente potente da restare vivo, qualora dovesse mai lottare per la propria vita.» May rise quasi, mentre veniva inghiottita dalla sua stessa ombra. Si spostava alla vecchia maniera, lenta, senza avere l'accortezza di viaggiare come facevamo noi.

Ombre, questo semestre sarà lunghissimo.

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