Capitolo 4
Ashley
«Sei pronto, Alfie?»
«Cazzo se lo sono, bellezza, andiamo a fare il culo a questi stronzi!»
Sollevo lentamente la testa per dare una sbirciatina e poi li vedo: circa quindici lupi circondano mio padre e noto subito i tre guerrieri migliori, oltre al futuro Alpha e al Gamma.
E so che, nonostante il nostro sangue Beta e il fatto che siamo ottimi combattenti, non c'è modo di uscirne vivi.
Mi scuoto di dosso ogni esitazione e avanzo lentamente nell'acqua finché non raggiungo la riva. Mio padre mi individua all'istante e mi lancia un'occhiata implorante; so che è disposto a sacrificare la sua vita per la mia, ma non ho intenzione di permetterglielo: o ne usciamo vivi entrambi, o cadremo combattendo insieme.
«Bene, bene, bene, guarda un po' chi c'è, l'ape regina in persona», sputa fuori Tray, il futuro Gamma, mentre i suoi cagnolini leccaculo ridono alla battuta.
«Oh, molto originale.» Alzo gli occhi al cielo per quella battuta scadente e risalgo la riva verso mio padre.
«Perché non potete semplicemente lasciarci in pace? Dico sul serio, perché volete sprecare il vostro tempo a inseguirci? Sappiamo tutti che avete cose migliori da fare, quindi, per favore, illuminatemi.»
Incrocio lo sguardo di Troy mentre mi fissa per quelle che sembrano ore; non dice una parola, ma riesco a leggerglielo negli occhi. Riesco ancora a vedere il mio migliore amico lì dentro, anche se si sta comportando come quella testa di cazzo di suo padre.
Come se la Dea non si fosse ancora divertita abbastanza a torturare me e mio padre, l'Alpha in persona appare improvvisamente tra i cespugli e mi ci vuole tutta la forza che ho per non lasciare campo libero ad Alfie e farlo a pezzi proprio ora.
«È perché conosco il segreto dell'Alpha, non è vero, Roland?» dice mio padre, con la sua voce da Beta ferma e decisa. Accade così velocemente che dubito che molti dei lupi presenti l'abbiano notato, ma io sì: ho visto un lampo di paura e dolore attraversare il volto dell'Alpha e la cosa mi incuriosisce all'istante.
«E quale sarebbe questo segreto?» urla Troy, cercando di mantenere un tono fermo ma fallendo miseramente.
«STATE TUTTI ZITTI!» tuona l'Alpha Roland.
Guardo mio padre e riconosco quello sguardo, l'ho visto mille volte: non si piegherà davanti all'Alpha, non questa volta.
Mio padre scoppia a ridere. «Neanche adesso che sei un Alpha. Neanche adesso che hai un intero branco ai tuoi piedi riesci a essere onesto con te stesso o con chiunque altro, vero Roland?»
Guarda Troy e vedo pietà nei suoi occhi; anche se Troy mi ha scagliato contro il branco, sento comunque una fitta di tristezza per lui. «Troy, perché tuo padre ha detto che ci stavate dando la caccia?»
«Smettila di parlare, Beta!» tuona l'Alpha e, in tutta onestà, col modo in cui si comporta sta solo sembrando colpevole. Mio padre scuote la testa e questa sembra essere la goccia che fa traboccare il vaso per l'Alpha, che si scaglia contro mio padre mentre, contemporaneamente, quattro guerrieri lo afferrano da dietro e lo tengono fermo. Capisco cosa stanno per fare e lo capisce anche Troy, che sembra avere un improvviso ripensamento e urla a suo padre di fermarsi.
Quando finisce di urlare, sono quasi a portata dell'Alpha e mi lancio su di lui mentre sta facendo piovere colpi su colpi sul viso di mio padre.
Riesco a staccarlo da mio padre, ma nell'istante in cui lo faccio l'Alpha urla un ordine e gli uomini che lo tenevano fermo fino a un attimo fa ora sono quelli che lo pestano. Quattro lupi contro uno.
«PAPÀ, BASTA!» urla Troy, ma ancora una volta le sue parole cadono nel vuoto e, pochi secondi prima che il mio pugno colpisca la faccia dell'Alpha, vengo strattonato via da altri suoi guerrieri e, prima che io possa...
Nemmeno il tempo di sbattere le palpebre, mi tiene la gola in una presa mortale e gli basterà un solo colpo del polso per trasformarmi in un lupo morto.
"Lascia andare mio padre, è me che vuoi, non lui!" Non so perché cerco di ragionare con lui quando so già che è inutile, e la risata malvagia che gli sfugge dalle labbra non fa che confermare i miei pensieri. Abbasso lo sguardo su mio padre, ma non riesco più a riconoscere il suo viso.
Al posto di quello che una volta era il volto amorevole e radioso di mio padre, ora c'è un'immagine tumefatta, insanguinata e spezzata che so non dimenticherò mai. È qui solo per colpa mia, è tutta colpa mia.
"PAPÀ!" urlo. Inizio a dimenarmi per cercare di liberarmi, ma più ci provo più la sua presa si stringe; tuttavia non ho intenzione di arrendermi in silenzio e col cazzo che starò qui a guardarli uccidere mio padre senza fare un cazzo.
Sento un fruscio provenire dagli alberi e si riversano fuori altri suoi guerrieri, inclusi alcuni volti che non ho mai visto prima. Seriamente, siamo in due, quanti cazzo di lupi pensa che servano per finirci?
In qualche modo, riesco a sferrare un bel calcio ai gioielli di famiglia dell'Alpha e la sua presa si allenta quel tanto che basta per liberarmi dalla sua mano e assestargli il pugno più forte della mia vita in faccia; barcolla all'indietro a sufficienza da permettermi di girarmi e scagliarmi direttamente contro gli uomini che stanno ancora attaccando mio padre.
"Ashley... Non combatterli... Fai quello che devi... Per vivere... Per scappare... Ti voglio bene... Figliolo." Il legame mentale con mio padre mi strazia, lasciandomi immobile, e so che non importa cosa farò adesso o quanto vorrei che le cose andassero diversamente: so che queste sono le ultime parole che sentirò mai da mio padre. Cerco di rispondergli attraverso il legame, ma la connessione è spezzata e so che se n'è andato.
"PAPÀ!" urlo mentre i singhiozzi esplodono dentro di me, ma non c'è risposta né movimento da parte sua. Avevo giurato che ne saremmo usciti vivi insieme o saremmo caduti insieme, e intendo attenermi al piano.
"BRUTTI BASTARDI!" ruggisco, con il mio sangue Beta che scorre come non mai. Mi scaglio contro l'Alpha ma i suoi scagnozzi mi trattengono e lui mi afferra di nuovo la gola tra le mani, ma proprio ora, in questo preciso momento, non me ne frega un cazzo se mi uccide.
"Fallo, Alpha!" sputo fuori le parole e vengo ricompensato con un ghigno malvagio che non ho mai visto prima sul suo volto, mentre sento la sua presa stringersi. Non mi preoccupo nemmeno di provare a combatterlo, sono felice di andarmene ora. Preferirei essere morto con mio padre piuttosto che restare qui con questi bastardi; vorrei solo sapere che Kelly starà bene. Continua a stringere la presa e lentamente inizio a sentire gli occhi gonfiarsi, sento il battito martellare dietro le orbite e inizio a sudare mentre il cuore comincia a rallentare. Tutto questo perché sono gay, tutto questo perché non volevo sottomettermi al volere dell'Alpha, tutto questo perché papà e io volevamo essere liberi da loro. Il mio mondo inizia lentamente a svanire, ma la risata dell'Alpha continua a martellarmi i timpani.
"Papà, fermati!" urla Troy, ma è troppo poco e troppo tardi. "Ashley, mi dispiace così tanto!" Mi guarda e finalmente... Finalmente, per la prima volta dopo quella che sembra un'eternità, lo vedo. Vedo il mio migliore amico Troy e vedo l'espressione affranta dipinta sul suo viso.
"Va tutto bene, tesoro," ridacchio verso di lui e per un breve secondo mi sorride, prima di essere strattonato via da due guerrieri. Do un ultimo sguardo al corpo senza vita di mio padre a terra prima di chiudere gli occhi e prepararmi ad accogliere la morte... Finalmente, sarò libero...
"TOGLIETE LE VOSTRE CAZZO DI MANI DAL MIO COMPAGNO O VI STRAPPO LA GOLA!"
