Capitolo 2 La notte in cui tutto è cambiato

•CASSANDRA•

Mason prese la mano di Nadia quando lei raggiunse il palco e scese insieme a lei, con lei al fianco, mentre l’intera sala li osservava.

«Questa è Nadia Dean» annunciò con orgoglio. «Molti di voi conoscono già il suo nome.»

Deglutii quando sentii la gente ricominciare a bisbigliare.

«È quella con cui Alpha Mason usciva. Ho sentito che una volta gli ha salvato la vita e tutti pensavano che sarebbe diventata la Luna.»

Nadia sorrise.

Mason si voltò verso di me. «Cassandra, Nadia è tornata di recente, dopo essere andata via alcuni anni fa. D’ora in poi resterà con noi, per ripagarla di avermi salvato la vita.»

Mantenni un’espressione neutra anche se lo stomaco mi si strinse. «È molto gentile da parte tua, marito.»

Mason annuì. «Ero solo nel bosco quando ci siamo incontrati, e lei mi ha salvato da un attacco di un rogue di cui non mi ero accorto. Se quel giorno non ci fosse stata lei, oggi io non sarei qui.»

La folla applaudì fragorosamente.

Nadia sorrise di nuovo. «Ringrazio la dea della luna per avermi permesso di essere lì a salvare l’Alpha, perché anche lui ha salvato la mia vita in modi che non potrebbe neppure immaginare.»

Nadia e Mason si guardarono per un breve istante e lo stomaco mi precipitò. Era come se io non fossi nemmeno lì, in piedi accanto a loro.

«A partire da stanotte, Nadia entrerà ufficialmente nel branco Silvercrest sotto la mia autorità» annunciò Mason.

Gli anziani si scambiarono occhiate. Perfino Kira, accanto a me, sembrava sconvolta. Silvercrest accoglieva raramente degli estranei, a meno che non fossero compagni destinati o rogue in cerca di protezione.

Raggiunsi Mason attraverso il legame mentale. Chi è, Mason? Non mi hai mai parlato di lei.

Non ho tempo per questo, Cassandra, rispose, guardandomi. Nadia mi ha salvato la vita, e devo dimostrarle che non starei festeggiando sei anni da Alpha di Silvercrest se sette anni fa lei non fosse stata lì per me.

Se ti stanno celebrando come Alpha da sei anni è per merito mio, Mason. Sbuffai. Sono stata io a rendere possibile tutto questo, non lei.

Mason troncò il legame mentale senza rispondermi. Rowan arrivò e mi strappò a quel momento quando mi afferrò la mano.

«Mamma» sussurrò. «Possiamo tornare dentro casa adesso? Non voglio più stare qui.»

Mi accovacciai accanto a lui. «Sì, torniamo a casa.» Gli sorrisi, e lui annuì.

Mason alzò di nuovo la mano. «Stanotte ci sarà anche un altro annuncio» dichiarò. «Nadia Dean lavorerà a stretto contatto con me per supervisionare l’agricoltura e il raccolto del branco.»

I membri del branco applaudirono. All’improvviso tutta la sala fu concentrata solo su di loro, mentre io restavo lì come se mi fossi persa.

Nadia si avvicinò di più a Mason, accettando le congratulazioni dei membri del consiglio e degli alpha dei branchi vicini.

Capii che non appartenevo a quel posto e che Mason non aveva più bisogno di me. Così mi voltai con Rowan e mi diressi verso l’uscita, quando la voce di Mason mi fermò.

«Cassandra.»

Mi girai e lo guardai. La sua espressione si indurì. «Devi restare al mio fianco stanotte.»

Non era una richiesta. Il comando dell’Alpha, dietro quel tono, sfiorò la mia lupa e Lyra ringhiò furiosa.

Mi costrinsi a restare calma perché Rowan era lì accanto a me.

«Certo, Alpha» risposi, e la mascella di Mason si serrò alla mia risposta formale.

Il banchetto continuò, ma l’atmosfera intorno a me cambiò completamente. Ogni volta che Nadia rideva accanto a Mason, nella sala si diffondevano altri sussurri.

Ogni volta che Mason si chinava verso di lei per parlarle, qualcuno mi fissava con pietà. Quando gli anziani terminarono i loro discorsi, io volevo già che la notte finisse. Ma peggiorò.

Il consiglio aveva richiesto una cerimonia di benvenuto tradizionale per Nadia al campo d’addestramento. Torce accese illuminavano il terreno aperto all’esterno, mentre i membri del branco si radunavano attorno alla piattaforma centrale.

Nadia si cambiò, indossando abiti cerimoniali bianchi prima di avanzare sotto la luce della luna.

Io stavo accanto a Mason in qualità di Luna, mentre Rowan rimaneva vicino al Beta Noah. Mason si chinò leggermente verso di me senza guardarmi. «Stasera non farmi fare brutta figura», mormorò.

Io fissai davanti a me. «Ti faccio fare brutta figura stando al tuo fianco?»

«Sai benissimo cosa intendo.»

Alla fine lo guardai. «Ti faccio fare brutta figura chiedendoti chi sia Nadia per te? Il branco sussurra e mi guarda come se le avessi rubato il posto nella tua vita.»

«Non credo che questo sia il luogo per parlarne», rispose. «Ma Nadia resterà, e apprezzerei che tu la facessi sentire la benvenuta nella casa del branco.»

Deglutii.

L’anziano che conduceva la cerimonia fece un passo avanti. «In quanto Luna di Silvercrest, Cassandra deve dare formalmente il benvenuto al nuovo membro.»

L’intero branco si voltò verso di me. Feci un passo avanti e mi ricordai di non perdere il controllo davanti alla gente e davanti a mio figlio.

«Nadia Dean», cominciai, «in quanto Luna del branco Silvercrest, ti do il benvenuto sotto la protezione del nostro territorio e delle nostre leggi.» Nadia mi guardò. «Che la tua lealtà resti fedele a questo branco», conclusi.

L’anziano Orin annuì con approvazione.

Nadia si portò sotto la luce della luna e si trasformò pochi secondi dopo. Le ossa le scricchiolarono forte mentre il pelo argentato prendeva il posto della pelle.

La folla esplose subito in un boato di esultanza, e Mason sorrise con orgoglio accanto a me, osservando la lupa di Nadia.

Fui io ad abbassare lo sguardo per prima, lottando contro l’impulso di piangere. Mi sembrava che il mondo intero mi stesse schiacciando e non riuscivo a respirare. Il cuore mi si frantumò dentro.

•••

Ore dopo, il banchetto finì finalmente. Misi a letto Rowan e andai nella mia camera da letto ad aspettare Mason, così da poter parlare.

Mi tolsi l’abito elegante, poi mi sedetti vicino alla finestra. Il silenzio nella stanza era insopportabile. Senza pensarci, accesi la televisione appesa al muro.

Comparve subito un notiziario.

«Il dottor Dante Larke sta celebrando tre anni da quando ha aperto il più grande ospedale di Beverly Hills. L’ospedale ha avuto più di diecimila pazienti.»

La telecamera si spostò su un uomo seduto in quello che sembrava un ufficio all’interno dell’ospedale.

Mi immobilizzai quando lo vidi sullo schermo: era lo stesso uomo che avevo lasciato a Goldenmane Court, dopo che mio zio aveva combinato il mio matrimonio con Mason.

Era stato il primo uomo che avessi mai amato, e vederlo lì, come il medico che mi aveva sempre detto che sarebbe diventato quando studiavamo insieme, aveva qualcosa di irreale.

La giornalista gli sorrise. «Molti giovani medici la considerano un’ispirazione. C’è stato qualcuno che l’ha ispirata mentre cresceva?»

Dante esitò, poi un sorriso gli si allargò sul volto. «Sì», rispose. «C’è stata una persona molto importante per me, un tempo. Era una delle persone più intelligenti che abbia mai conosciuto.»

Il petto mi si strinse dolorosamente.

«Se la vita fosse andata diversamente», continuò Dante, «credo che avrebbe cambiato questo mondo. In medicina è migliore di me.»

Deglutii, ricordando come lo avevo lasciato indietro. L’avevo ferito e non meritavo il suo perdono.

Allungai la mano verso il telecomando e abbassai il volume. La stanza sembrò più fredda, e io lanciai un’occhiata alla porta della camera.

Erano le 23:53, ma di Mason non c’era ancora traccia. Dov’era?

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