Capitolo 5 La prima vittoria della Nuova Luna

•MASON•

«Hmm. Sì, ah…» I gemiti di Nadia erano musica per le mie orecchie, e affondai con più forza dentro di lei mentre sentivo l’orgasmo avvicinarsi. Esplosi dentro di lei, riversando ogni goccia.

Mi strinse le gambe attorno alla vita, gli occhi le si rovesciarono all’indietro, poi mi lasciò andare.

«Ah… cazzo.» Mi sfilai lentamente e crollai accanto a lei sul letto, cercando di riprendere fiato.

Anche se il piacere di stare con lei non avrebbe mai potuto reggere il confronto con quello che provavo con Cassandra, visto che tra noi non c’era mai stata l’attrazione di un legame di compagni, non mi importava.

La donna che amavo era finalmente tornata. E io ero finalmente sul punto di liberarmi da quel matrimonio che mi aveva intrappolato per così tanto tempo.

Dopo un po’, Nadia appoggiò la testa sul mio petto e ridacchiò. «Non riesco a credere che adesso possiamo stare insieme senza che nessuno ci si metta in mezzo. Mi ero stancata di aspettare l’occasione per stare con te, e ora quell’occasione è finalmente arrivata. Quando Cassandra firmerà le carte del divorzio, saremo liberi di sposarci e di essere una famiglia, insieme a nostro figlio.»

«È vero», sospirai, sedendomi e infilandomi la camicia. «Comunque, oggi ho una riunione del consiglio. Se la tua proposta finisce nella rosa dei candidati, il consiglio comincerà a fidarsi di te e il branco non si opporrà quando prenderai il posto di Luna.»

«Ugh.» Si lasciò ricadere la testa sul cuscino con un gemito. «Ti ho dato un figlio, Mason. Non basta a guadagnarmi la loro fiducia?»

«Cassandra è rimasta accanto a Rowan quando era malato, e il branco l’ha lodata per la sua resistenza e per l’amore verso la sua famiglia. L’hanno considerata una qualità fondamentale per una Luna: prendersi cura dei propri figli e del branco.»

«E cosa vorresti che facessi? Andare a fare da infermiera a un membro del branco malato solo per farmi apprezzare?» sbuffò. «Dai, Mason.» Si alzò e mi cinse il collo da dietro con le braccia, appoggiando il mento sulla mia spalla. «Ho fatto più che abbastanza. Ti ho salvato la vita durante l’attacco di un rogue e ti ho dato un figlio, tutto nello stesso anno.»

«Allora dimostralo al consiglio», risposi. «Fagli vedere che sei la scelta giusta quando Cassandra farà un passo indietro.» Le baciai la fronte e uscii per andare a controllare i contadini prima della riunione.

A differenza di altre case di branco, noi dipendevamo dalle nostre scorte per il cibo e usavamo l’eccedenza per guadagnare soldi extra per il branco, vendendo i prodotti ai territori umani.

Il Beta Noah gestiva i lavoratori agricoli. Si assicurava che raggiungessimo gli obiettivi di produzione annuali e che le vendite portassero abbastanza denaro per il bilancio del branco.

Usavamo quei soldi per rafforzare i confini e comprare attrezzature d’addestramento per i nostri esploratori e cacciatori.

Il Gamma, Nathan, faceva in modo che fossero tutti efficienti nei rispettivi compiti, supervisionando i doveri dei Guardiani.

«Se superiamo la tempesta del prossimo mese, avremo prodotto più di quanto abbiamo fatto l’anno scorso, e questo significa che avremo abbastanza soldi per aprire un’altra scuola per il branco. Così risparmieremo il costo di finanziare gli studi universitari nei territori umani», suggerì Noah mentre camminavamo tra i campi.

«È un’ottima idea, Beta. La Luna gestisce i nostri fondi, quindi ne parleremo con lei e vedremo se abbiamo il denaro per costruire un’altra scuola l’anno prossimo.»

Lui annuì. «Grazie, Alpha.»

Come al solito, ci trasformammo in lupi per l’ultimo giro di controllo attraverso i campi, prima di tornare alla casa del branco.

Quando arrivai alla sala del consiglio, Nadia e Cassandra erano già lì. Cassandra stava presentando la sua proposta e non mi guardò nemmeno.

La sua voce rimase ferma mentre esponeva la sua idea.

«Se apriamo una struttura di addestramento per i guaritori, dove possano sviluppare le loro capacità e imparare nuovi metodi di cura, potremo ridurre la nostra dipendenza dagli ospedali umani e impedire che i guaritori arrivino al limite dopo le battaglie.»

«Negli ultimi sei mesi» proseguì, «ho esaminato ogni registro dei guaritori e ogni rapporto sulle perdite dell’ultimo decennio. Il quarantatré per cento delle morti prevenibili è stato causato dallo sfinimento dei guaritori. Un altro ventuno per cento è avvenuto perché le cure sono state ritardate mentre trasportavamo i feriti nelle strutture umane.»

Alcuni anziani si scambiarono sguardi inquieti.

«Non sarebbe soltanto una scuola» continuò Cassandra. «È un piano a lungo termine per rendere il nostro branco autosufficiente: formare nuovi guaritori, rafforzare quelli che già abbiamo e alleggerire la pressione sui nostri guerrieri. Se non lo costruiamo adesso, il prossimo attacco dei rogue o anche solo un inverno rigido potrebbe costarci più vite di quante possiamo sopportare.»

Sollevò una pila di fogli ordinati con cura.

«Ho già delineato un bilancio quinquennale, riallocato risorse inutilizzate e predisposto accordi preliminari di condivisione delle conoscenze con due clan di guaritori confinanti. Questa proposta è pratica, sostenibile e offre benefici immediati.»

Sorrise, poi si rimise a sedere con le mani intrecciate in grembo. Mi infastidì che non mi guardasse nemmeno.

Nella sala calò il silenzio per un istante, finché uno degli anziani si schiarì la gola. «Grazie, Luna Cassandra, per la sua proposta. E ora…» Si voltò verso Nadia. «Signorina Dean, si faccia avanti, per favore.»

Nadia scivolò fino al centro della sala. «Grazie, Anziani» esordì con voce morbida. «Come sapete, le nostre abitazioni sono instabili durante il maltempo. Propongo di costruire un muro fortificato attorno all’area residenziale per prevenire i danni da inondazione e i crolli dovuti alla neve. Proteggerà le nostre case e ci darà spazio per un’espansione futura.» Fece una riverenza, e diversi anziani annuirono con apprezzamento.

«Bene, Anziani» disse il capo del consiglio con un sospiro soddisfatto. «Abbiamo ascoltato tutte le proposte, e nessuna supera quella presentata dalla signorina Dean. Il budget per le abitazioni verrà trasferito sotto la sua gestione immediatamente.»

Mi si strinse il petto quando vidi Cassandra irrigidirsi. Si alzò lentamente dalla sedia.

«Che cosa… interessante» sogghignò. «Ho presentato la stessa idea tre mesi fa e l’avete liquidata come superflua. Che cos’è cambiato, da allora?»

L’anziano Draven le fece un gesto sprezzante con la mano. «Forse la sua esposizione mancava della convinzione della signorina Dean. È tutto, Luna. Può tornare al suo posto.»

Le labbra di Cassandra tremarono per mezzo secondo. Poi sorrise. «Certo» mormorò. «Capisco che le cose stanno cambiando intorno a lei, e quindi il mio punto di vista è inutile, in questo momento.»

Allungò la mano verso i fogli della sua proposta, li impilò con precisione, poi si fermò.

Per un attimo, tutti pensarono che li avrebbe lanciati o che avrebbe urlato. Invece li piegò e li rimise sul tavolo. «Mi occuperò io che il budget venga trasferito a lei» borbottò. «Congratulazioni, signorina Dean.»

Senza aggiungere altro, si voltò e uscì. E dietro di lei, Nadia sorrise con orgoglio. Quasi non credevo che sarebbe riuscita a impressionare gli anziani.

Ma anche dopo che Cassandra era scivolata fuori dalla porta, il petto continuò a serrarsi, carico d’inquietudine. Avevo sempre voluto lasciarla, ma non avevo mai desiderato che le cose diventassero brutte.

Deglutii, senza capire perché mi sentissi così, quando avrei dovuto festeggiare con Nadia il fatto che finalmente fossimo liberi di stare insieme.

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