Capitolo 118

Il tempo, in quel posto, si dilatava all’infinito.

La finestra della cella era stata sigillata: non c’era modo di distinguere il giorno dalla notte. Niente luce. Nessun ritmo. Solo un’immobilità soffocante.

Ero seduta sul pavimento gelido, in attesa.

Lui non era lontano da me. Di tanto in tanto, ...

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