L'impegno
«Che cosa hai detto di me, Eli? Che cosa hai detto?» gli chiese Darius, furibondo.
«Niente, Darius. Giuro, niente.» rispose, codardo com’era. La sua voce in preda al panico per poco non mi fece ridere.
«Ha cercato di uccidermi, Darius. Te lo giuro, l’ha fatto, e prometto che io sono stata brava!» gridai.
Darius gli assestò un pugno pesante: la faccia gli scattò di lato e, quando riportò la testa in posizione, il sangue gli si era raccolto attorno ai denti e gli colava dalle narici.
«Per me sarebbe un attimo piantarti un paletto in quel povero cuore miserabile» gli disse Darius.
«Non oseresti.» Eli parlò finalmente, trovando la voce. Aveva persino il fegato di rispondergli.
In una manciata di lampi, Darius gli sferrò diversi colpi e Eli crollò a terra.
Io trattenni Darius. «Smettila di sfigurargli la faccia, Darius. Ricordati che lo sposo deve essere davvero affascinante, al matrimonio» gli dissi, sarcastica.
Mi fissò con aria confusa, poi colse l’ironia. Lasciò andare Eli.
«Te lo prometto, Eli: stroncherò qualunque rapporto tu abbia intenzione di creare con mia sorella. Finché sarò vivo, non avrai mai l’occasione di sposare mia sorella, e non azzardarti neppure a immaginare di portartela a letto. Questo è un giuramento che un fratello fa a sua sorella» disse, colmo di rabbia.
Il calore mi salì alle guance a quella parola — “portartela a letto” — e un disgusto vischioso mi strisciò sulla pelle al solo pensiero di Eli che mi toccava. Mai.
Darius mi prese la mano. «Vieni, sorellina. Dobbiamo prepararci per il banchetto di stasera» disse con dolcezza, e io annuii camminandogli accanto. Oh, quanto amo quest’uomo! Non in senso romantico: nel senso che era mio fratello, quello che mi copriva le spalle quando gli altri non lo facevano.
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«Com’è andato l’appuntamento, bambina mia?» chiese Mother quando ci fummo avvicinati. Ci aveva visti arrivare insieme ed era tutta sorrisi. Forse pensava che Darius fosse venuto a prendermi da Eli?
Mi costrinsi subito a sorridere. «È stato davvero un pomeriggio delizioso» le dissi.
I suoi occhi si illuminarono. «Sono così felice di sentirlo. Avrai visto le qualità…» cominciò, ma si interruppe stringendo gli occhi. «Che cos’hai al collo?» domandò, aggrottando la fronte.
Mi toccai il collo. Le dita di Eli dovevano avermi lasciato il segno sulla pelle. «Come ho detto, Mother: è stato un pomeriggio delizioso» ripetei, sempre con quel tono sarcastico. Non m’importava che avesse notato il segno sul collo. Che senso aveva accorgersi della mia cicatrice fisica e non di quella emotiva?
«Sì, lo è stato eccome. E non solo Ash ha visto in Eli le grandi qualità di un marito: le ho viste anch’io, Mother. Ho visto tutto» intervenne Darius, altrettanto sarcastico. Lei corrugò la fronte verso di lui. Darius mi riprese la mano e le passò accanto senza rallentare.
Io mi voltai a guardarla: sul viso le si era disegnata un’espressione inquieta. Entrati nella mia camera, Darius chiuse la porta.
«Credo che tu abbia un piano, così non dovrò arrivare fino in fondo con questo matrimonio» gli dissi. Lui annuì.
«Non stare a crucciarti, sorellina. Ti prometto che non sposerai Eli, e farò in modo che sia così» mi assicurò. Io mi avvicinai e lo abbracciai. Se non ci fosse stato lui, in questa famiglia la mia voce non sarebbe mai stata ascoltata.
«Lo so che mi proteggerai sempre, qualunque cosa accada» mormorai, trattenendo le lacrime di gioia.
Mi accarezzò con un gesto da fratello. «Adesso devi prepararti per il banchetto di Father e guardare il dramma che si scatenerà» rispose. Ci staccammo, io annuii e lo guardai uscire.
Mi tolsi le forcine dai capelli, chiedendomi che cosa avesse in mente mio fratello. Non avevo idea che quella sera mi avrebbe cambiato la vita per sempre. Quella sera avrei imboccato un nuovo corso, in un’altra direzione.
Allo scoccare delle nove scesi le scale. La casa, in effetti, era stata abbellita in mille modi, con un’eleganza dichiarata e squisita. Addobbi che non vedevo da molti anni, e tutto grazie allo sguardo vigile di madre.
La casa era gremita di gente. Vampiri, viaggiatori, turisti, ma soprattutto vampiri. Gli umani erano il contorno della serata.
Alcuni erano seduti, altri in piedi a scambiarsi convenevoli. Io continuavo a domandarmi quale fosse davvero l’occasione.
Poi vidi padre mettersi davanti a tutti e, non appena lo fece, l’intera sala sprofondò in un silenzio da cimitero. Era l’effetto che padre aveva sulle persone, e sono certa che credesse di poter imporre la stessa sottomissione anche ai Lycanthropes.
Si schiarì la gola e cominciò a parlare. «Stasera è una notte speciale», disse, e io non gli prestai attenzione: cercavo mio fratello con lo sguardo.
Trovai Otis accanto a una bionda. Sembrava annoiato dall’evento e sapevo che non vedeva l’ora di soggiogare quella donna, banchettare con lei e finire a fornicare. È mio fratello: so benissimo quali pensieri gli attraversano la testa, per la maggior parte.
Dall’altra parte c’era Josh, che sorseggiava whiskey. Darius non lo vedevo. Mi voltai per andarlo a cercare, quando la voce di padre mi fermò.
«L’annuncio ufficiale del fidanzamento di mia figlia, Ashlyn Ambrosia, ed Eli Manning.» E mi immobilizzai. Mi si gelò il sangue.
Ero terrorizzata, inorridita. Non me l’avevano detto. Sapevano che, se l’avessero fatto, sarei scappata. Sarei stata ovunque, pur di non essere lì. Mi girai, e lo sguardo di padre incrociò il mio.
Sorrise. «Eccola lì», disse, e la folla si voltò verso di me applaudendo.
Joshua aveva un ghigno stampato in faccia mentre sollevava il bicchiere verso di me, come per brindare. Un brindisi?! Per poco non urlai. Come poteva brindare a me, in quel momento cruciale, al capolinea della mia vita?
«Vieni qui, figlia», disse padre, più un ordine che non osai disobbedire. Docile come un agnello avviato al sacrificio, andai dove si trovava.
«E tu, Eli, figlio mio. Vieni qui.» Padre fece cenno a Eli, che sorrise raggiante. Le ferite che Darius gli aveva inflitto stavano guarendo. Vantaggi dell’essere un ibrido. Si avvicinò a noi. Suo padre aveva un sorriso enorme incollato alla faccia. Adesso avrebbe strofinato le spalle ai padroni. Che patetico.
Padre sorrise. Ero certa che fosse contento. Non contento perché mi stavo sposando, ma perché si stava liberando di me con la scusa fragile di un matrimonio. Non avrebbe più dovuto preoccuparsi del mio benessere. La mia incapacità di comportarmi come un vampiro sarebbe stata un problema in meno per lui. Mi stava cedendo. In pratica, mi stava vendendo a quel vampiro perverso e presuntuoso.
«Stasera sono lieto di annunciarvi questo fidanzamento, che mi rende estremamente soddisfatto. Sono certo, con tutto l’amore paterno che ho nel cuore, che Eli sarà un buon marito per la mia Ashlyn.» La sala esplose di nuovo in applausi.
Amore paterno? Mi scappò un sorrisetto amaro. Amore paterno, certo. Non riusciva nemmeno a vedere il mio dolore, a sentirlo. Peggio: lo stava ignorando.
Dov’era Darius quando avevo più bisogno di lui?
Mi costrinsi a sorridere mentre padre mi prendeva la mano. «Stasera do la mia benedizione e unisco mia figlia ed Eli in—»
«Basta!» La voce di Darius rimbombò, interrompendo padre. Un sollievo dolcissimo mi travolse. Non credo di essere mai stata così felice di vedere mio fratello.
