Capitolo 103:

Punto di vista di Joanna

Il giorno dopo fu la luce a svegliarmi. Non la sveglia, non un incubo, non Nana che mi camminava nel cranio con i suoi artigli irrequieti.

Sbatté due volte le palpebre fissando il soffitto.

Aspetta. Ho dormito? Ho dormito davvero, cazzo.

«Sette ore e venti minuti.» Nana ...

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