Capitolo 4
Il punto di vista di Kyra
Ero stesa sul letto, nuda sotto le lenzuola bianche. Fissavo il bel viso di Nathan. I suoi occhi erano di un marrone profondo; le sopracciglia, folte e nere, incorniciavano perfettamente il suo sguardo stupendo. Il naso era fiero e appuntito, le labbra rosse e sottili. Sembrava in tutto e per tutto il classico bello e dannato.
Mi guardava con affetto, con ammirazione. Il cuore mi batteva all'impazzata. È il mio migliore amico, ma sento che potremmo essere molto di più. Lo amo. Lo amo così tanto che sento che morirei se dovessi perderlo.
«Perché mi fissi così?»
Deglutii a fatica; il fastidio in mezzo alle gambe mi ricordava la notte precedente, la notte in cui mi ero concessa a lui. Dopo il nostro matrimonio.
«E se rimanessi incinta?»
Non mi amava come lo amavo io. Mi aveva sposata solo per via dei suoi nonni. Sua nonna era malata e le nostre famiglie erano alleate. Un'unione politica, niente di più. Non mi sarei mai aspettata che accettasse.
Le sue dita mi sfiorarono la guancia, l'espressione che si addolciva. «Kyra, lo sai che non sono pronto a diventare padre. Non sono nemmeno pronto per questo matrimonio. L'ho fatto solo per i miei nonni. So che per te è lo stesso, no?»
Sentii il cuore andare in pezzi a quelle parole. Gli sorrisi, anche se dentro stavo morendo. Si avvicinò, mi abbracciò e mi posò un bacio delicato sulla fronte. Trattenni il respiro e strinsi forte gli occhi. È una follia! Una vera follia! Perché mi sono innamorata del mio migliore amico?
«Kyra…»
«Kyra, svegliati…»
Una mano mi scosse la spalla. «Kyra, forza! Perché hai dormito qui?»
Aprii lentamente gli occhi e sollevai il viso. Mi resi conto di essermi addormentata sulla scrivania dell'ufficio; avevo il collo e la schiena indolenziti.
«Nathan?» Fissai l'uomo accanto a me.
«Sembri esausta. Hai fatto gli straordinari in questi giorni?»
Lo guardai in faccia. Era lì. Perché era lì? Da quel che ricordavo, era uscito con il suo primo amore. Sentii una fitta al petto a quel pensiero.
«Che ore sono?»
Lui sorrise. «Quasi le quattro. Sono venuto con una persona.»
«Una persona?» Aggrottai la fronte mentre mi guardavo intorno, e il mio umore cambiò all'istante quando vidi Sophia seduta comodamente sul divano, che mi osservava. C'era disgusto nei suoi occhi, ma non appena Nathan guardò nella sua direzione, lei sfoderò subito un sorriso dolce.
«Ho portato Sophia qui per discutere del suo contratto. Sarà la nostra nuova modella.»
Guardai di nuovo Nathan con espressione impassibile. Che scocciatura!
«Vieni qui, Sophia. Kyra ti parlerà del contratto.»
«Contratto? Dovrebbe sostenere un colloquio e superarlo, Nathan.»
Lui mi guardò grattandosi la guancia. «A tal proposito, Kyra. Non possiamo lasciar perdere? Sai, per i vecchi tempi.»
«Infrangeresti le regole per chiunque, solo per i vecchi tempi?»
L'espressione di Nathan cambiò immediatamente. Strinse la mascella e lanciò un'occhiata a Sophia, mentre io tenevo gli occhi fissi su di lui, studiando la sua reazione.
«V-Va bene se devo fare il colloquio, Nathan.»
Sylvia ringhiò nella mia mente. Quella lupa puzza di ipocrisia.
Lo so, pensai in risposta. Ma lui non riesce a sentirlo attraverso il suo odore.
Sophia catturò la mia attenzione con quelle parole. La guardai con espressione stoica.
«Ti piace prendere scorciatoie, a quanto pare» dissi con indifferenza.
«Kyra!» Nathan mi afferrò il braccio e guardò Sophia con aria di scusa. L'aria divenne pesante, carica di un'energia opprimente: Nathan stava esercitando il suo dominio da Alpha. Come membro del suo branco, non avevo altra scelta che sottomettermi al suo comando.
Strinsi la mascella e lo guardai negli occhi. «Sei tu l'Alpha, Nathan. Puoi fare quello che vuoi.»
Si accigliò scuotendo lentamente la testa. «Che cos’hai?»
«Niente.» Scossi la testa e afferrai la borsa, ritraendo il braccio dalla sua presa e sorridendo. «In bocca al lupo.»
L'ironia più crudele? Non capisce nemmeno perché mi comporti così. Il suo istinto di proteggere la sua compagna lo ha spinto ad agire in questo modo, solo che la compagna che è deciso a proteggere non sono io.
«Kyra!»
Uscii dal mio ufficio col cuore pesante. Continuavo a serrare la mascella e a digrignare i denti. È un idiota. È bello, ma è un idiota! Ha osato portarmi davanti la sua compagna predestinata? Bastardo insensibile.
«Kyra!»
Lo ignorai e continuai a camminare. I dipendenti intorno ci stavano guardando, ma non me ne fregava niente. Andai dritta all'ascensore e premetti il tasto del parcheggio sotterraneo. Le porte scorsero chiudendosi tra noi; la sua faccia frustrata fu l'ultima cosa che vidi.
Non voglio litigare con lui per Sophia. Quindi è meglio che me ne vada e li lasci fare quello che vogliono. Non riesco proprio ad accettare che Sophia sia così spudorata da farsi vedere da me dopo essere tornata come se nulla fosse e aver iniziato a trattare il mio ingenuo compagno come un cagnolino.
Luke mi stava già aspettando in auto quando raggiunsi il parcheggio. Stava fumando di nuovo, ma gettò subito la sigaretta e la spense col piede appena mi vide arrivare.
«Portami a casa», dissi freddamente salendo in macchina.
Strinsi le labbra e inspirai a fondo, portandomi una mano sulla pancia. Stai calma. Per il mio cucciolo.
«Luke…»
«Sì, Luna Kyra?»
Presi un respiro e scossi la testa. «Lascia perdere.»
Quando arrivai a casa, mi diedi subito una sistemata. Feci una doccia e iniziai a prepararmi la cena. Scommetto che Nathan sta già mangiando con quella stronza della sua compagna predestinata. La cosa mi riempie di amarezza.
«KYRA!»
Il ruggito di Nathan riecheggiò per tutta la casa. Irruppe nella stanza, col collo arrossato dalla rabbia.
«Che cosa hai fatto?»
Inarcai un sopracciglio. «Ho cucinato.»
Mi afferrò per le spalle. «Hai detto a mio padre di Sophia! Perché l'hai fatto?»
«Te ne vai in giro incautamente con la tua compagna predestinata e ora dai la colpa a me? Le notizie hanno le ali, a quanto pare. Affascinante, vero?»
«Non fare la sarcastica con me, Kyra! Sai cosa provo davvero per lei. Perché mi fai questo? Ti chiedo solo comprensione, Kyra! Non c'è bisogno di fare così!»
Lo spinsi via con rabbia. «Perché te la prendi con me? Sei sicuro che sia stata io?»
«Nessuno lo farebbe a parte te, Kyra! Ora capisco perché c'era qualcosa di strano. Sei arrabbiata con me e adesso stai trascinando la nostra famiglia in questa storia!»
Risi sarcasticamente e spinsi via la sedia. Cadde sul pavimento piastrellato con un tonfo sordo, ma non me ne curai. Lo guardai dritto negli occhi, combattendo la rabbia che montava. Si comporta così a causa della sua compagna predestinata. È incredibile.
«Se gli stupidi sapessero nuotare, tu saresti un pesce.»
«Non voltarmi le spalle...»
«Oh, eccome se lo farò!» ringhiai furiosa fulminandolo con lo sguardo. «Ti volterei le spalle ogni volta che voglio, Nathan, ma sai una cosa? Non posso. Voglio farlo ma non posso! Lo capisci? Voglio lasciarti disperatamente perché mi stai trattando come spazzatura. Hai detto che sono importante per te. Hai detto che sono una delle persone più preziose per te, ma questo? È così che tratti ciò che ti è prezioso?»
Schiuse le labbra mentre mi fissava negli occhi. Scossi la testa con le labbra tremanti.
«Sai una cosa? Se volessi sbarazzarmi di lei, andrei dritta da lei a spaccarle la faccia con una dannata mazza da baseball d'argento, piuttosto che giocare a fare la stupida casalinga. Stai abbaiando alla persona sbagliata, Nathan.»
