CAPITOLO 212

«So come farlo parlare.»

Mi raddrizzai lentamente, la graffetta ormai distesa ancora stretta tra le dita; la punta luccicava appena, macchiata da una traccia sottile di sangue del letto ungueale di Maxwell.

Maxwell ansimava, il petto che si sollevava a scatti, il sudore che scavava solchi netti ne...

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