Capitolo 145 Centoquarantacinque

Il silenzio che seguì le scuse di Kennedy era denso.

Scomodo.

Carico di tutto ciò che era rimasto non detto per troppo, troppo tempo.

Antonia rimase immobile, le dita che si chiudevano appena lungo i fianchi mentre cercava di ritrovare equilibrio.

«Mi dispiace», ripeté Kennedy, con la voce più bas...

Accedi e continua a leggere