Capitolo 7: Documento Pack Alliance
Punto di vista di Lyra
Nella stanza era calato di nuovo il silenzio.
L’odore persistente nell’aria si stava dissipando a poco a poco.
Ormai ero del tutto sveglia, la pelle ancora segnata da ciò che era appena successo fra noi.
Drax era in piedi a torso nudo, il fisico muscoloso bene in vista, e su quella distesa di pelle c’erano i graffi e i succhiotti che gli avevo lasciato.
E poi c’erano i vestiti, sparsi in disordine sul pavimento.
Un’ondata di rimpianto e frustrazione mi travolse.
Odiavo Vern ancora di più: se non fosse stato per lui, le cose non sarebbero diventate così terribili.
E Drax era lì, ad aspettare ancora la mia risposta.
Gli risposi con la maggiore leggerezza possibile. «Il mio odore è instabile. Te l’ho già detto, ricordi? Quindi… vado in calore in momenti imprevedibili.»
Mi crederà? E se avesse già sentito l’odore di Vern? Elle era irrequieta dentro di me, avanti e indietro come una belva in gabbia.
Osservai con attenzione la reazione di Drax.
Non sembrava furioso per essere stato ingannato, né mostrò una reazione eccessiva.
Quegli occhi grigio-azzurri restavano imperscrutabili come sempre, impossibili da leggere.
«Capisco…» Nel tono c’era qualcosa di significativo. «Farò venire un medico a visitarti.»
Il cuore per poco non mi balzò fuori dal petto.
Mi affrettai a fermarlo. «No… non è necessario! Sto molto meglio adesso, e non mi piace avere a che fare con i medici. Non sopporto l’odore delle erbe e dei disinfettanti.»
Se fosse arrivato un medico, la mia bugia sarebbe stata smascherata all’istante, no?
Deglutii senza volerlo, fissandolo in cerca di una reazione.
Il suo sguardo rimase profondo e indecifrabile.
Non reagì con forza; si limitò a dire: «Va bene, finché stai bene.»
Sembrava aver creduto alla mia spiegazione.
«Tuttavia…» Fece una pausa.
Quella pressione intensa mi strinse di nuovo il cuore.
«A quanto pare… siamo parecchio compatibili. Il tuo odore è instabile e io ho una dipendenza dal sesso. È un abbinamento perfetto, non trovi? Hai bisogno di me per gestire le tue reazioni di calore incontrollabili. Non sei d’accordo?»
L’angolo della sua bocca si sollevò in un’espressione a metà tra un sorriso e qualcos’altro.
Ebbi perfino l’impressione che mi stesse ponendo quella domanda apposta.
Come dovevo rispondere?!
Avrei voluto negare, certo, ma non potevo.
«Sì… sì, immagino di sì…»
Affondai le unghie nel palmo, costringendomi a sfoderare quello che speravo sembrasse un sorriso docile, innocuo.
Ma dentro avevo voglia di piangere.
Perché Vern aveva attivato il marchio, scatenando il mio calore, ed ero passata da una situazione in cui potevo ancora inventare scuse a una in cui dovevo accettare passivamente il fatto che avremmo dovuto fare sesso.
Però è stato davvero fantastico, disse Elle nella mia mente, la coda che scodinzolava come se non fosse appena stata soddisfatta fino in fondo.
Non lo negai.
Il cazzo di Drax era più grosso e più duro di quello di Vern, e lui sapeva esattamente dove spingere per farmi superare il limite.
Quel piacere che mi aveva fatto tremare da capo a piedi sembrava ancora indugiare nel mio corpo.
Bastava pensare al suo tocco, alle sue carezze… non dovevo pensarci.
Il calore mi si raccolse di nuovo in basso, nel ventre.
Repressi l’impulso.
Anche se non eravamo compagni, l’istinto continuava a trascinarmi verso di lui, ancora e ancora, accendendo un desiderio crudo, bruciante.
Quella sensazione inspiegabile di familiarità che gli si aggrappava addosso era impossibile da ignorare.
Che cosa poteva aver reciso il legame che avrebbe dovuto esistere tra noi?
D’altra parte, non eravamo veri compagni. Forse condividevamo soltanto una compatibilità insolita, sotto questo aspetto.
«Alpha.» Un colpo bussò alla porta.
«Entra.»
Drax lo faceva di proposito, senza dubbio!
Mi affrettai ad afferrare i vestiti e a indossarli.
Proprio in quell’istante la porta si aprì.
Un uomo in abito nero entrò e posò con rispetto due fascicoli sulla scrivania.
«L’Alleanza ha completato la revisione. Questi sono i Documenti dell’Alleanza dei Branchi, timbrati e registrati.»
«Date le circostanze speciali, ho fatto accelerare la procedura.»
Detto questo, chinò leggermente il capo e si ritirò in silenzio.
Il mio sguardo cadde su quei due fascicoli.
Erano contratti di matrimonio riconosciuti dall’Alleanza dei Branchi.
Partner come noi, legati insieme soltanto dall’alleanza politica tra branchi: quella era l’unica prova legale del nostro rapporto.
In fondo alle pagine, due nomi erano scritti uno accanto all’altro:
Cynthia Collins
Drax Hollister
Fissai quelle righe stordita, con una strana sensazione d’irrealtà.
Ero rimasta al fianco di Vern per quattro lunghi anni.
Non mi aveva mai dato alcuno status legale: a rigore, io non ero la Luna di Vern.
L’unica cosa che mi aveva lasciato era quel marchio bruciante sulla nuca.
Quel marchio mi aveva fatto credere, un tempo, di essere amata.
Ed era sempre quel marchio che mi aveva tenuta in piedi così a lungo.
La mia giovinezza, tutto il mio amore, tutta la mia passione, la mia sincerità: gli avevo dedicato ogni cosa.
E adesso, il mio alfa marito combinato mi aveva dato uno status legale nel minor tempo possibile.
Anche se… il nome lì sopra non era il mio vero nome.
«I Documenti dell’Alleanza tra Branchi sono validi presso l’Alleanza. Il nostro rapporto è ufficialmente certificato. D’ora in poi sei la mia compagna legale. Spero che tu ti ricordi bene questo status.»
«Non hai relazioni che non hai tagliato completamente, vero?»
All’improvviso si protese in avanti, e i suoi feromoni da alfa mi schiacciarono addosso con un controllo opprimente.
I suoi occhi grigio-azzurri portavano con sé esame e pressione.
«Certo che no!»
Mi forzai a sorridere, ma il cuore mi saltò in gola.
Per un istante ebbi perfino l’impressione che quegli occhi taglienti avessero già visto attraverso le mie bugie, fino in fondo.
Drax mi fissò per qualche secondo, con uno sguardo pesante e soffocante.
«Faresti meglio a dire la verità.»
«Visto che ormai sei mia moglie, dovresti ricordarti chi sei.»
Lo disse piano. Eppure suonò comunque come un ordine.
«Non mi piace condividere la stessa cosa con altri.»
«Soprattutto le cose che mi appartengono.»
Quando cadde quell’ultima frase, le sue labbra si incurvarono appena.
«Dopotutto, io non condivido ciò che è mio.»
«Certo…»
Le ginocchia mi stavano quasi cedendo, terrorizzata all’idea di essere scoperta.
Proprio in quel momento, il telefono squillò.
In quell’istante la suoneria risultò particolarmente stridente e brusca.
Istintivamente abbassai lo sguardo sullo schermo: era Vern!
Dannazione, perché chiamava proprio in un momento così teso?!
Stavo per impazzire!
Rifiutai subito la chiamata, ma il telefono continuò a squillare senza sosta.
Drax si alzò. «Rispondi», disse, poi si voltò e se ne andò.
Tirai un sospiro di sollievo e volevo bloccare quel maledetto Vern, ma per sbaglio premetti il tasto di risposta.
«Lyra! Dove sei finita?!»
Il ruggito di Vern esplose immediatamente dall’altoparlante.
In passato, mi sarebbe bastato sentire la sua voce per irrigidirmi d’istinto, temendo di aver fatto qualcosa di sbagliato e di averlo fatto arrabbiare.
Ma adesso mi limitai a tenere il telefono in silenzio.
Il cuore mi faceva ancora male.
Però non era più come prima.
Come una ferita strappata e riaperta troppe volte: dopo aver perso fino all’ultima goccia di sangue, restava solo intorpidimento.
«Che cosa vuoi?!»
Niente spiegazioni, nessun tentativo di compiacerlo: solo freddezza e distanza.
«Non hai visto il messaggio che ti ho mandato?! Ti ordino di tornare—subito!»
La voce di Vern aveva la solita dominanza e autorità, come se qualunque cosa accadesse io dovessi restare obbediente al mio posto, in attesa che mi chiamasse.
«Altrimenti ti taglio le spese mediche di tua sorella! E… tua madre non vuole più continuare le cure?!»
All’improvviso mi venne da ridere, tanto era assurdo.
Mia madre era già morta, e lui continuava a minacciarmi e a controllarmi usando lei.
Repressi il dolore e la rabbia che mi montavano nel petto.
«Ero seria, prima. Lasciami andare. Non ho alcun interesse a far parte di qualunque cosa tu e la tua matrigna stiate combinando.»
«Quando accetterai, allora tornerò!»
Riagganciai con forza.
Inspirai a fondo.
Avevo davvero detto di no. A Vern. E lo intendevo.
Mi ero sottomessa a lui per tutti quegli anni, eppure era bastata una frase semplice per respingerlo!
Ma proprio mentre mi voltavo, vidi Drax lì, immobile.
Il cuore mi si contrasse con violenza.
