Capitolo 5 Il fuoco

Quella notte, Zachary non tornò a casa.

Nemmeno Sophia riuscì a chiudere occhio, e rimase seduta sul letto per tutta la notte.

Sentiva il cuore come trafitto da una lama, con un dolore che le si contorceva nel petto.

Dopo quella notte insonne, Sophia scese a fare colazione con delle profonde occhiaie. Dylan lo notò immediatamente e non poté fare a meno di preoccuparsi.

«Sophia, per favore, abbi più cura di te: mangia a dovere, riposati di più. Zachary ha detto che ieri sera aveva degli affari urgenti da sbrigare e ti ha lasciata a casa da sola. Quando torna, gli farò sicuramente una bella ramanzina.»

Sophia sapeva bene che Dylan stava solo cercando delle scuse per giustificare Zachary.

Un debole sorriso le sfiorò le labbra mentre cercava di rassicurare Dylan.

«Il lavoro viene prima di tutto. Non fargliene una colpa.»

Dopo colazione, terrorizzata all'idea di lasciar trapelare troppo davanti a Dylan, Sophia si congedò in fretta e fece ritorno alla villa che condivideva con Zachary.

La sua valigia pronta era ancora lì all'ingresso, esattamente dove l'avevano lasciata il giorno prima.

A quanto pareva, nemmeno Zachary era rincasato.

Sophia non ebbe bisogno di rifletterci su; l'istinto le suggeriva che Zachary aveva trascorso la notte con Paula.

Un altro sorriso amaro le increspò le labbra. Dopo aver lanciato un'ultima occhiata alla casa in cui aveva vissuto per anni, Sophia afferrò la valigia, determinata a lasciare Zachary per sempre.

Non appena aprì la porta d'ingresso, si ritrovò faccia a faccia con James Smith, che stava proprio per suonare il campanello.

James era l'assistente di Zachary. Dato che si conoscevano già, entrambi si ripresero dalla sorpresa iniziale e ricomposero la propria espressione.

James fece un cenno educato a Sophia, sfoggiando il suo collaudato sorriso professionale.

«Signora Spencer, questa sera si terrà un gala aziendale che richiede la presenza sia sua che del signor Spencer. Il signor Spencer mi ha mandato per accompagnarla in salone a prepararsi.»

Sophia rimase un po' spiazzata. Di solito, per quel genere di eventi, Zachary preferiva farsi accompagnare da Paula.

Perché oggi toccava a lei?

Lo sguardo di James si posò sulla valigia che Sophia si trascinava dietro.

«Signora Spencer, se ha in programma di mettersi in viaggio, posso contattare la compagnia aerea per posticipare temporaneamente la sua partenza.»

Sophia scosse piano la testa. «Oggi non sono disponibile. La prego di invitare Paula al mio posto.»

Dato che per il momento il divorzio doveva rimanere un segreto, Sophia non poteva fare altro che inventare delle scuse.

Ma, inaspettatamente, James si dimostrò insistente quanto Zachary.

«Il signor Spencer ha accennato che all'evento potrebbe partecipare anche il signor Dylan Spencer, perciò la sua accompagnatrice non può che essere lei.»

Sophia fu invasa da un senso di totale impotenza.

Dal momento che Zachary aveva tirato in ballo Dylan, cos'altro avrebbe potuto obiettare?

Dopo una breve esitazione, a Sophia non restò altra scelta che posare la valigia e seguire James allo studio di styling.

Era uno studio che Sophia aveva già notato online: di solito si occupavano esclusivamente di socialite e celebrità di prima grandezza.

Un'enorme gigantografia di Paula campeggiava in bella vista proprio fuori dall'ingresso.

Nella foto, Paula sfoggiava un sorriso abbagliante, che fece pizzicare leggermente gli occhi di Sophia.

Quando ebbero finito di prepararla, era già pomeriggio. Sophia fissò il proprio riflesso nello specchio, momentaneamente frastornata.

Il delicato abito a sirena viola scendeva fino a raccogliersi elegantemente sul pavimento. Lo stylist si era limitato a creare dei morbidi boccoli tra i capelli di Sophia, lasciandoli ricadere a cascata sulle sue spalle delicate.

La mise esaltava alla perfezione l'aura dolce e raffinata di Sophia.

Guardandosi allo specchio, Sophia pensò inspiegabilmente a Paula.

Paula era come una rosa irta di spine, bellissima e appariscente, in netto contrasto con il suo stile.

Sophia si riscosse subito, scacciando quei pensieri inutili.

Una volta superata quella serata, avrebbe finalmente potuto lasciare Zachary e sfuggire a quei ricordi dolorosi.

James scortò Sophia fino al luogo del gala aziendale. Non avendo un invito, poté accompagnarla solo fino all'ingresso prima di congedarsi.

Da quel momento in poi, Sophia avrebbe dovuto affrontare tutto da sola.

In piedi davanti alle imponenti porte del salone, Sophia fece un respiro profondo, cercando di farsi coraggio.

Due inservienti aprirono i battenti all'unisono e un fascio di luce sfolgorante si riversò all'esterno, inondandola completamente.

Socchiuse appena gli occhi per abituarsi al chiarore, poi spinse lo sguardo all'interno della sala.

Chi si trovava vicino all'ingresso sentì che qualcuno stava entrando e si voltò a guardare.

Non appena videro Sophia, rimasero tutti senza parole.

«Di chi è figlia? Non l'ho mai vista prima.»

«Hai visto l'abito che indossa? È un modello di alta moda su misura creato da un grande stilista... varrà centinaia di migliaia di dollari!»

«E anche la collana che porta al collo non scherza, costerà almeno altri centomila dollari!»

Quei lussi tanto ammirati dai presenti erano spese per le quali Zachary non avrebbe battuto ciglio.

Ignorando le occhiate d'invidia, Sophia tenne la testa alta ed entrò nel salone a passo deciso.

Essendo cresciuta nella famiglia Spencer, aveva partecipato a un'infinità di eventi mondani ben prima di sposare Zachary.

Nonostante mancasse da tempo a simili occasioni, Sophia mantenne un portamento elegante e aggraziato.

Trovare Zachary tra la folla non fu difficile.

La sua figura alta e imponente attirava naturalmente l'attenzione, ovunque si trovasse.

Sophia individuò rapidamente Zachary, circondato da un gruppetto di persone.

Stava ascoltando qualcuno parlare, facendo roteare con disinvoltura un flûte di champagne tra le dita.

Per completare il suo look, Sophia indossava scarpe con il tacco lilla, ma l'abito attillato a sirena le limitava i movimenti, costringendola a procedere a passi piccoli e misurati.

Una volta scorto Zachary, Sophia cercò di affrettare il passo verso di lui.

Era in ritardo; si domandò se Dylan fosse già arrivato e avesse notato la tensione tra lei e Zachary.

Persa in questi pensieri carichi d'ansia, all'improvviso una figura in abito rosso scuro entrò nel campo visivo di Sophia, appariscente come una rosa in fiore.

Paula volteggiò al fianco di Zachary come un uccellino felice, avvicinandosi al suo orecchio per sussurrargli qualcosa con un sorriso.

Dalla sua angolazione, Sophia vide chiaramente le labbra di Zachary incurvarsi in un lieve sorriso.

Che coppia perfetta: un uomo affascinante e una donna bellissima, fatti l'uno per l'altra.

Sophia si bloccò di colpo, ritrovandosi all'improvviso in una situazione insostenibile.

Le persone attorno a loro non mostravano il minimo stupore per quell'atteggiamento così intimo.

Era Paula la sua accompagnatrice per la serata?

E allora perché Zachary le aveva chiesto di venire?

Al pensiero della cura meticolosa che aveva dedicato al proprio aspetto per quell'evento, Sophia si sentì profondamente umiliata.

Il suo umore si inasprì, come quando si morde una mela verde. Sophia si lasciò sfuggire una risata amara e autoironica.

Forse il suo sguardo era troppo intenso: all'improvviso Zachary si voltò nella sua direzione.

I loro sguardi si incrociarono, e il sorriso di Zachary svanì all'istante.

Lo sguardo di Sophia vacillò, ma lei finse di non averlo visto e si voltò per andarsene.

In pubblico, Sophia non aveva alcuna intenzione di fare una scenata con Zachary.

«Sophia, cosa ci fai qui?» La voce squillante di Paula risuonò all'improvviso alle sue spalle.

Quella frase mandò in frantumi la facciata di serenità che Sophia stava disperatamente cercando di mantenere.

Fece del suo meglio per preservare la propria dignità, voltandosi lentamente, ma prima ancora di riuscire ad abbozzare un sorriso, la folla attorno a loro esplose nel caos.

«La cucina è in fiamme! C'è un incendio in cucina!»

Non appena quelle parole echeggiarono nella sala, tutti individuarono le uscite di emergenza e vi si precipitarono.

Colta alla sprovvista dalla calca, Sophia venne spintonata a terra e tentò a più riprese di rialzarsi.

Nel mezzo del caos, Sophia lottava per restare in piedi e continuare a respirare.

Con la coda dell'occhio, intravide Zachary che stringeva Paula tra le braccia in un gesto protettivo.

Un netto contrasto con il suo stesso stato, ormai del tutto stravolto.

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