Capitolo sei: Il punto di vista di Clara
Alle due del mattino ero sdraiata nel letto, incapace di prendere sonno.
Il giorno dopo andai in studio con profonde occhiaie.
Quando ebbi finito il lavoro che avevo tra le mani, era già l’una del pomeriggio. Solo allora mi accorsi di avere un po’ di fame, così mi alzai e andai nella sala relax a cercare qualcosa per tirare avanti.
Thorne era rientrato da pochi giorni, eppure finiva praticamente in bocca a tutti ogni singolo giorno.
Perfino quando entrai nella sala relax, sentii i colleghi parlarne.
«Avete visto? Il giovane padrone della famiglia Thorne… non solo è ricco, ma è anche così bello. Mi chiedo proprio com’è a letto.»
Lucia sollevò un sopracciglio. «Anche se fosse straordinario a letto, non è che tu abbia qualche possibilità. Il signor Thorne è sposato da una vita.»
«E allora? Come se uno sposato si limitasse a una donna sola.»
«Be’, tu non lo sai, ma il signor Thorne tratta benissimo sua moglie. Qualche anno fa, quando si sono sposati, l’ha perfino portata a sciare sulle Alpi.»
Il tono di Lucia faceva pensare che conoscesse Thorne molto da vicino. Senza rendermene conto, alzai lo sguardo verso di lei.
Lucia e io eravamo entrate nello studio lo stesso anno, su progetti diversi, ma lei sembrava sempre nutrire nei miei confronti un’ostilità inspiegabile.
Quando Thorne e io ci sposammo, andammo davvero a sciare sulle Alpi, ma a parte Freya quasi nessuno lo sapeva. Come faceva Lucia a saperlo?
«Non mi credete? Vi faccio vedere le foto.»
Anch’io, curiosa, allungai il collo nella direzione di Lucia. La foto era un po’ sfocata, ma in quell’immensità di neve bianca si vedeva chiaramente Thorne che mi insegnava a sciare.
«Non è molto nitida, però ve lo dico io: la signora Thorne è una gran bellezza.»
«Che invidia! Non avrei mai immaginato che il signor Thorne si mettesse perfino una tuta da sci coordinata.»
«Lucia, sei incredibile! Sei andata a sciare con il signor Thorne e sua moglie…»
Sentendo le lodi dei colleghi, Lucia parve particolarmente compiaciuta. «Be’, non è stato male. Il signor Thorne è davvero un po’ freddo, ma con sua moglie è incredibilmente premuroso. Le ha persino costruito apposta dei piccoli pupazzi di neve a forma di cuore.»
Pupazzi di neve a forma di cuore. Mi immobilizzai per un istante.
Me lo ricordavo ancora: era il secondo giorno dopo il nostro arrivo in hotel. Quando scostai le tende, fuori dalla finestra vidi un pupazzo di neve che reggeva un cuore. Thorne mi abbracciò da dietro e mi chiese se mi piaceva il regalo che mi aveva fatto.
Eppure, più tardi, quando gli chiesi di tornare sulle Alpi con me, mi rispose gelido che la cosa che odiava di più al mondo era la neve.
«Ehi, non vi sembra… ho l’impressione che il profilo della signora Thorne somigli un po’ a… a Clara?»
Le colleghe si voltarono all’istante verso di me. Io dissi con leggerezza: «Vi state immaginando le cose. La tuta da sci è così imbottita, come fate a capirlo?»
«No, guarda questa silhouette, sul serio…»
«Ma dai.» Lucia interruppe le altre, alzando persino gli occhi al cielo in modo plateale. «Come potrebbe essere Clara? Lo status della famiglia Thorne… lei dovrebbe strisciare solo per avvicinarsi.»
Fissai Lucia negli occhi. «Io non potrei proprio strisciare…» io ci ero entrata in braccio a Thorne.
Leora sapeva che io e Lucia non andavamo mai d’accordo, così si fece avanti in fretta e mi cinse le spalle con un braccio. «Oh, per favore. Con la faccia che ha Clara, quale famiglia ricca non se la prenderebbe?»
«Eh.»
Lucia sogghignò. «Be’, sono passati tre anni: qualcuno di voi ha mai visto il marito di Clara? Se fosse davvero un uomo eccezionale, come potrebbe nasconderlo a tutti? Scommetto che è l’amante di qualcuno, di nascosto.»
Non risposi alle parole di Lucia. Stavo solo pensando seriamente a che faccia avrebbe fatto Thorne se avesse saputo che qualcuno lo stava chiamando il mio amante.
Vedendo che l’atmosfera si stava facendo imbarazzante, una collega tirò piano la manica di Lucia e disse a bassa voce: «Lucia, stai esagerando. Come puoi dire una cosa del genere su Clara?»
«E allora? Se vuole dimostrare qualcosa, che ci porti suo marito e ce lo faccia conoscere.»
Guardai la copertina del settimanale finanziario sul tavolo. Guarda! Guarda! Guarda! Non l’hai fissata tutta la mattina? Perché devi guardare ancora!
Scossi la testa. «Meglio di no. È troppo brutto… ho paura che vi spaventi tutte.»
«…»
Quando rientrai nel mio ufficio, ricevetti un altro messaggio di mio padre che mi ricordava di non dimenticare di portare Thorne a cena domani sera.
Dopo averci pensato a lungo, decisi di chiamare Thorne e chiederglielo.
Il telefono squillò a lungo. Proprio quando stavo per riattaccare, qualcuno rispose all’improvviso.
«Pronto, signora Thorne, che succede?»
Non era Thorne ad aver risposto, ma il suo assistente, Miller.
«Thorne… che sta facendo?»
«Il capo sta parlando con Miss Shirley. In questi giorni sarà molto impegnato. Ha qualcosa di urgente, signora Thorne?»
Stringendo il telefono con forza, mi imposi un sorriso debole.
«Non è niente. Non c’è bisogno che gli dica che ho chiamato.»
Shirley: una popolare attrice di Hollywood, brillante e piena di vita. Non c’era da stupirsi che Thorne ieri notte non fosse tornato a casa.
Verso la fine della giornata lavorativa, mi chiamò Freya.
«Ehi, tesoro mio, Linda è tornata a Manhattan. Mi ha detto che stasera devo assolutamente portarti fuori a bere.»
Linda era la cugina di Freya. Quando anni prima si era separata dal marito, c’era stata una disputa per i beni. Quell’uomo aveva praticamente raggirato Linda portandole via quasi tutti i soldi e aveva persino provato a fabbricare delle prove per farla finire in prigione.
Ero stata io ad aiutarla a raccogliere le prove e a vincere quella causa.
Dopo quell’episodio, Linda aveva lasciato Manhattan per girare il mondo. Ci eravamo promesse che, al suo ritorno, tutto sarebbe ricominciato da capo.
Non mi aspettavo che un anno passasse così in fretta.
«La nuova vita di Linda merita davvero di essere festeggiata. Mandami l’indirizzo: arrivo appena esco dal lavoro.»
Quando arrivai al bar, Linda e Freya mi stavano aspettando all’ingresso.
«Perché non entrate?»
Freya sorrise e mi infilò il braccio nel suo. «È tutta colpa di Linda: ha insistito per aspettarti alla porta e salutarti.»
Quel bar era piuttosto lontano sia dallo studio sia da dove abitavo. Non ci ero mai stata, ma l’atmosfera era piacevole e gli stuzzichini erano buoni—solo un po’ troppo affollato.
Linda ordinò un sacco di drink e ci raccontò dei suoi viaggi in giro per il mondo. Mi resi conto che, quando le persone escono e vedono davvero il mondo, riescono sul serio a lasciarsi alle spalle molte cose.
A metà serata, Linda andò in bagno.
Freya, all’improvviso, si sporse verso di me con un’aria pettegola. «Dimmi la verità: tuo marito è tornato all’improvviso a Manhattan per lottare per il comando della famiglia?»
Lottare per il comando della famiglia?
L’immagine di Thorne mi affiorò alla mente.
«Probabilmente no. Thorne… non ha quel tipo di ambizione.»
«E allora perché è tornato all’improvviso?»
Sorrisi e scossi la testa, bevendo un sorso.
Probabilmente… per il divorzio. Thorne, con ogni probabilità, non riusciva più ad aspettare.
Proprio in quel momento, Linda tornò di corsa con un’espressione sconvolta. «Oh mio Dio, indovinate chi ho appena visto?»
Freya sparò a caso: «Beckham.»
Linda alzò un dito e lo agitò davanti a lei. «No, ho visto Thorne.»
Mi si bloccò ogni movimento. Non mi aspettavo che fosse lì anche lui.
Freya mi guardò all’istante. «Che ci fa qui tuo marito?»
Gli occhi di Linda si spalancarono e si portò in fretta una mano alla bocca. «Oh mio Dio, che cosa sto sentendo? Thorne è davvero il marito di Clara? Ma… ma sembra che con lui ci sia un’altra donna—quel bastardo!»
Detto questo, Linda si precipitò verso la sala VIP.
Sospirai. Quindi girare il mondo può renderti più audace?
Chiunque potesse venire in un bar con Thorne non era qualcuno con cui scherzare.
E infatti, quando io e Freya arrivammo, Knight stava puntando una pistola alla testa di Linda, e Thorne era appoggiato al divano, che la fissava con un’aria vagamente interdetta.
«Come mi hai appena chiamato?»
«Bastardo! Se sei sposato, dovresti essere fedele a tua moglie…»
Durante la nostra conversazione di poco prima, Freya aveva accennato al mio rapporto coniugale con il mio partner e Linda si era impietosita per me. Mi pentii di non aver avuto il tempo, quando ci eravamo conosciute, di dirle che avevo già deciso di mettere fine a quel matrimonio.
Click—
Knight armò la pistola. I miei occhi guizzarono mentre avanzavo di scatto, mettendo Linda dietro di me e deviando la canna dell’arma verso di me.
Tra i fratelli di Thorne, Knight era il più incontrollabile. Unico erede della famiglia Reade, sembrava uno che amava solo divertirsi, ma in realtà era il più spietato.
La sua amicizia con Thorne era l’unica, forgiata tra vita e morte. Di solito gli stava appiccicato addosso chiamandolo “fratello”.
Ora che Linda aveva insultato Thorne in quel modo, ero convinta che Knight avrebbe sparato davvero.
«Clara… tu…»
Knight mi fissò; la rabbia gli scivolò via dal volto mentre abbassava la pistola. Nella stanza calò all’istante il silenzio.
«Se devi sparare, spara a me.»
Knight fece il broncio, estrasse i proiettili e gettò la pistola da parte. «Io… io non potrei mai spararti.»
Il mio sguardo superò la spalla di Knight e andò a Thorne. La donna seduta accanto a lui prima mostrò un’espressione scioccata, poi qualcosa di simile a una gioia segreta, mentre strusciava il petto mezzo scoperto contro il braccio di Thorne.
«È questo con cui sei stato occupato?»
«A bere e a giocare con le donne?»
Le labbra di Thorne si incurvarono appena, con un tono vagamente canzonatorio. «Sono appena arrivato e mi hai già beccato. La prossima volta che vuoi controllarmi, vieni a cercarmi di persona.»
Non dissi nulla. Freya voleva parlare in mia difesa, ma le pizzicai di nascosto il braccio, e anche lei serrò le labbra.
Proprio allora, quella donna si appoggiò all’improvviso a Thorne. «Tesoro, mi gira un po’ la testa. Mi accompagni a riposare in una stanza di sopra?»
Quella donna non era affatto stupida. Dalla nostra conversazione aveva già capito che ero la moglie di Thorne, ma sapeva anche che non avevo il suo amore: per questo osava sedurlo con tanta sfacciataggine.
Le dita di Thorne tamburellarono piano sul ginocchio. «Cosa ti fa pensare di esserne degna?»
La donna rimase di sasso.
Non si aspettava di essere respinta in pubblico. L’espressione le si fece sgradevole.
Mi tornò all’improvviso in mente che, prima che Thorne partisse per New York, aveva umiliato pubblicamente anche me in quel modo. Il petto mi si strinse, come se mi mancasse l’aria.
Era fatto così: quando era di buon umore sapeva tenerti nel cuore, ma poteva anche, da un momento all’altro, sguainare una lama e piantartela nel petto. Ero stata troppo ingenua a fantasticare di poter ricevere l’amore di Thorne.
«Thorne, spero che stasera tu possa tornare a casa un po’ prima. C’è una cosa di cui voglio parlare con te.»
«Non disturberò oltre il tuo divertimento. Vado via per prima.»
