Capitolo 6 Lei mi ucciderà
Punto di vista di Lyric
Quando arrivo all’ospedale del branco, la dottoressa Grant non fa nemmeno domande. Mi pulisce la ferita e mi mette i punti.
Anche se sono una licantropa, non mi sono ancora trasformata, quindi guarisco ancora lentamente. Più in fretta di un’umana, ma più lentamente di un lupo trasformato. Mi fascia il fianco e mi dice di stare tranquilla per i prossimi due giorni, finché non sarò guarita almeno a metà.
«Lyric, tesoro, lo so che ti ho promesso che non avrei detto niente, ma qui la cosa sta sfuggendo di mano», dice la dottoressa Grant.
«Il mese scorso era una costola rotta. Quello prima, un braccio rotto», aggiunge piano.
Quello che non capisce è che ogni volta che apro bocca, qualcun altro si fa male. Ogni volta che reagisco, qualcuno più piccolo di me si fa male.
Ricordo una volta in cui Summer mi prese qualcosa che mi aveva dato la Luna e mi disse che una ruota di scorta non meritava cose belle.
Così le diedi un pugno.
Quella notte, una ragazza Omega che era gentile con me “cadde” dal tetto della scuola, “per sbaglio”. Non disse mai a nessuno come ci fosse finita lassù. I suoi genitori lasciarono il branco nel momento stesso in cui lei fu dimessa dall’ospedale.
Summer lasciò un biglietto nella mia stanza.
La prossima volta non sopravvivranno. Tu non hai il diritto di reagire. Tu non sei nessuno.
Dopo quello, smisi di reagire e cominciai a pianificare come andarmene.
Ogni anno mi ripeto la stessa cosa.
Resisti fino ai diciott’anni.
Resisti fino al Royal Warrior Program.
Resisti abbastanza a lungo da poter andare via.
«Non si preoccupi, Doc. La sto gestendo. Ho un piano», dico, scendendo dal lettino con un saltello.
Il mio piano è semplice.
Andarmene. Non tornare mai più. Ricominciare da qualche parte dove Summer non possa arrivare.
«Spero che succeda prima che tu ci rimetta la vita», dice lei.
«Non si preoccupi. Giuro che va tutto bene», dico, avviandomi verso la porta.
Quando esco, Winter sta camminando avanti e indietro fuori dalla stanza.
«Stai bene?» mi chiede appena mi vede.
«Sto bene. Ha detto di stare tranquilla», rispondo.
«Lyric, dobbiamo parlare di quello che è successo», sussurra gridando Winter.
Mi guardo intorno prima di rispondere, mentre usciamo fuori.
«Non c’è niente di cui parlare. Vuole solo che stia lontana da Mason. Dovrebbe essere facile. Lo faccio da cinque anni. Che cos’è un anno in più?» dico, alzando le spalle mentre mi incammino verso la casa del branco.
Fino a oggi, stare lontana da Mason non era stato difficile.
A malapena si accorgeva che esistessi.
«Lyric, l’hai visto oggi a scuola? Mason non ti sta alla larga», dice, mettendosi davanti a me.
«Be’, non so che cosa gli sia preso. Perché proprio adesso?» chiedo.
Mi fermo.
Mason può sentire l’odore della sua compagna.
Gli sguardi.
L’attenzione.
La scena a scuola.
«Sono la sua compagna», dico ad alta voce.
Oh, cazzo.
«Oh, mio Dio. No. Mi ammazzerà», sussurro.
E conosco Summer abbastanza bene da sapere esattamente cosa significhi.
«Calmati, Lyric», dice Nova.
«È il nostro compagno.»
«Mi ammazzerà», ripeto a Nova.
Il respiro comincia a farsi troppo veloce e la vista mi si appanna.
«Non riesco a respirare», dico.
Sento Winter che mi parla, ma la sua voce sembra lontanissima.
Poi delle mani mi prendono il viso.
Piano piano il respiro si regolarizza. Il battito rallenta e la vista si schiarisce.
«Mason», mormoro, senza fiato.
«Stai bene? Sembrava ti stesse venendo un attacco di panico», dice.
No.
Mi scosto di scatto da lui.
Stargli vicino fa sì che tutto dentro di me si acquieti, e non posso permettermelo.
Lui non conosce Summer come la conosco io.
«Grazie, ma devo andare», dico, avviandomi in fretta verso la casa del branco.
«Andrà tutto bene. Magari non lo scoprirà», dice Nova.
«Ma chi vuoi prendere in giro? L’hai visto oggi?» le ringhio contro.
«Devo solo stargli lontana il più possibile per il prossimo anno, evitare Summer e poi rifiutarlo», dico.
Nova guaisce nella mia mente.
«Lo so che non è quello che vuoi sentirti dire, Nova, ma lei mi distruggerà se lo scopre prima del mio compleanno l’anno prossimo», dico.
«Dobbiamo stargli lontane.»
Ogni volta che Mason mi guarda, Summer se ne accorge.
Nova guaisce di nuovo, poi si ritira in fondo alla mia mente e mi taglia fuori.
È sconvolta per il nostro compagno, ma non posso dare a Summer un altro motivo per venirmi addosso.
Punto di vista di Mason
Quando Winter mi collega per dirmi di venire all’ospedale del branco perché sta succedendo qualcosa a Lyric, Kane forza la trasformazione prima ancora che io riesca a elaborare le sue parole.
Quando arrivo, sono nel parcheggio e Lyric sembra in iperventilazione.
La sento dire che non riesce a respirare, così torno umano e le corro incontro.
Le prendo le guance tra le mani.
«Lyric, calmati. Respira e basta», le dico.
Alla fine il suo respiro si regolarizza.
Il modo in cui pronuncia il mio nome quando finalmente si accorge di me mi coglie alla sprovvista.
Poi sembra rendersi conto fino in fondo che sono io, davanti a lei.
«Grazie, ma devo andare», dice, e subito dopo scatta verso la casa del branco.
Mi volto verso Winter, e la mia aura le si abbatte addosso.
«Che diavolo ci facevi qui?» pretendo.
Lei china il capo in segno di sottomissione.
«Qualcuno ha accoltellato Lyric a scuola, oggi», sputa tra i denti.
La fisso.
«Accoltellata?»
Il corpo comincia a vibrare mentre lotto con Kane per il controllo.
«Chi?» ringhio.
Kane sta già cercando di liberarsi.
«Non lo so, Alpha. Ha detto che non è riuscita a vederlo», dice Winter.
«Scoprilo», ringhio, lasciandola mentre mi trasformo e mi lancio di corsa verso il bosco.
Chi diavolo accoltellerebbe Lyric?
