Capitolo 4 Preparazione della riunione

Melanie

SBAM. Mi butto sul materasso con tutto il corpo. Di nuovo. Per la centesima volta stanotte. Non riesco a dormire, cazzo. Per niente. Mi giro e guardo l’ora: le 4:30. Al diavolo. Mi alzo.

Vado in cucina e trovo Xavier e Sean lì.

«Non riuscivate a dormire neanche voi?» chiedo.

«No.» rispondono in coro.

«Ho un brutto presentimento, Mel» dice Xavier.

«Su cosa?» domando.

«Su questo incontro e su Alpha Caiden. Voglio dire, lo sappiamo che non accetterai un trattato di pace, quindi che cosa pensi di dirgli, esattamente?» continua Xavier.

«Gli dirò di no e che ho intenzione di riprendermi la mia terra passando prima dal consiglio» ribatto.

«Quello è praticamente una dichiarazione di guerra! Contro il fratello del branco Silver Crescent! E a proposito del branco Silver Crescent, sono anche sicuro che Caiden probabilmente ti odi per averlo tenuto lontano dalla sua compagna, considerando che loro probabilmente credono che tu sia un uomo» dice Xavier.

Mi sfugge un grugnito di scherno. «Rilassati, Xavier. Non è una dichiarazione di guerra, è un modo del tutto legale e normale di gestire le dispute territoriali. E per quanto riguarda Caiden, non può certo far arrivare qui abbastanza guerrieri da scatenare una guerra. E dubito anche che suo fratello sia disposto a combattere per una compagna che potrebbe anche non essere più qui. Calmati, andrà tutto bene.»

«Forse in realtà ha paura di perdere la sua scopamica» dice Sean.

Mi si gela la faccia. Nessuno dovrebbe saperlo.

«Di che stai parlando?» dico con la voce più convincente che riesco a tirare fuori.

Sean si mette a ridere. «Oh, andiamo! Voi due sparite sempre durante la luna piena e Xavier è sempre “fuori città” quando hai i tuoi calori.» Fa le virgolette con le dita su “fuori città”.

Merda. È così evidente?

«Non abbiamo la minima idea di cosa tu stia parlando, Sean» dice Xavier, chiaramente molto più composto di me.

«Sì, va bene.» Sean alza gli occhi al cielo.

«Sono abbastanza sicura che Xavier si scopi Cynthia, comunque» dico.

«Vero» conferma Xavier. «Il compagno di sua madre era violento, quindi lei non vuole un compagno. Ed è la nostra migliore guerriera. Ed è anche una gran bella ragazza. Quindi mi tengo la mia scopamica non complicata.» Xavier continua.

«Certo, Xavier, non te ne fregherà proprio niente quando Mel se ne andrà verso il tramonto con Alpha Caiden» lo provoca Sean.

Le mani di Xavier si chiudono a pugno e vedo la mascella serrarsi, mentre i suoi soliti occhi castani diventano neri. Merda, forse prova davvero qualcosa per me. E io? Provo qualcosa per lui? No. Io non provo niente per nessuno. Non è possibile.

«Giusto per essere chiari: Mel non se ne andrà al tramonto con nessuno. Non voglio un compagno e non ne avrò uno. Dubito che Caiden sia il mio compagno e, come ho già detto, non ci combatterà per questo; suo fratello sarebbe un idiota a permetterglielo. E poi probabilmente avrebbe troppa paura che la sua preziosa compagna si faccia male in una guerra. Non può restare qui troppo a lungo. Se ne andrà e ci dimenticheremo tutti di Caiden e di questa conversazione terribilmente imbarazzante.» Lo dico con fermezza.

«Sì, va bene.» Sean alza gli occhi al cielo.

«Visto che hai così tanto tempo libero da preoccuparti della mia vita sentimentale, Gamma, perché non vai a preparare la sala riunioni e a stendere un ordine del giorno? Devo sembrare professionale per il mio debutto da Alpha.» Gli do l’ordine, guardandolo con irritazione.

«Sì, Alpha.» risponde.

«Siamo a posto?» chiedo, spostando l’attenzione su Xavier.

«Sì, Mel, non è cambiato niente. Siamo solo amici; anche se lui fosse il tuo compagno e tu lo volessi, non ci sarebbero rancori.» dice Xavier.

«Non succederà, ma sono contenta che siamo d’accordo. Ora manda dentro Cynthia, ho una missione per lei. Il tuo scopamico potrebbe essere fuori gioco per un po’.» dico, strizzando l’occhio.

Xavier scuote soltanto la testa ed esce dalla stanza. Accidenti. Che imbarazzo.

Pochi minuti dopo entra Cynthia. «Posso aiutarti, Alpha?»

«Sì, ho una proposta per te. Non ho informato nessun altro di questa idea, quindi non c’è assolutamente alcuna pressione. Per favore, non sentirti obbligata a farlo: è solo un’idea.» le dico, sottolineando quanto sia importante il suo consenso.

«Certo, Alpha, ti ascolto. Tranquilla, so come dire di no quando mi sento a disagio.» risponde, con un occhiolino.

«Ed è esattamente per questo che sei l’unica con cui ne parlerei.» dico. Faccio un respiro profondo e decido che è meglio dirlo in fretta e vedere come reagisce.

«Non è un segreto che intendo riprendermi le terre di mio nonno da Alpha Gregor. Intendo farlo pacificamente, attraverso il consiglio o con delle trattative. Tuttavia, se si arrivasse alla guerra, non esiterò. Alpha Gregor arriverà qui tra qualche ora per parlare. Mi è venuta un’idea: se avessimo qualcuno dall’interno che gli sussurrasse all’orecchio le nostre ragioni, potremmo evitare spargimenti di sangue.» dico.

Osservo con attenzione la reazione di Cynthia mentre comincia a elaborare la mia richiesta. «Vuoi che seduca Gregor, che faccia la spia e che sostenga la nostra causa, vero?» riassume, centrando perfettamente il punto.

«Be’, sì. E mi rendo conto che potrebbe richiedere anche una relazione fisica con lui, oltre a un trasferimento temporaneo. Quindi, come ho detto prima, sentiti libera di rifiutare.» ripeto, ribadendo che non è un ordine.

«Oh, Alpha. Manipolare uomini di alto rango è il mio gioco preferito. Soprattutto se serve a smantellare questo sistema dominato dai maschi e a dare più potere a chi se lo merita. Tu. Ci sto.» dice.

Che il gioco abbia inizio. Sarà facile.

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