Capitolo 1 Wolfless

Lyra

Oggi, finalmente, compio diciott’anni.

Mi chiamo Lyra Diamond del branco Valeria; sono la figlia del lupo Alfa regnante, Alpha Rafa Diamond, e di sua moglie e compagna, Luna Sarah Diamond. Non è mai stata granché una madre per me, perciò la chiamo Luna Sarah, non madre, né mamma, né mammina.

Fin da quando ero piccola non ho mai avuto un rapporto stretto con la Luna. Non mi ha mai mostrato amore né premura; non mi ha mai cullata per farmi addormentare, né raccontato storie della buonanotte, a differenza dei miei due fratelli, Daisy e Jackson.

Non si è mai presa cura di me. Anzi, a stento mi tollerava. A volte mi puniva senza alcun motivo, e mio padre, Alpha Rafa, faceva finta di niente. Mi diceva che dovevo imparare a essere dura e speciale. Come i miei fratelli. Ma loro non venivano mai puniti né trattati con severità, neppure quando si comportavano male. Venivano viziati e rispettati da ogni membro del branco, a differenza di me.

Ecco perché oggi, per me, è una questione personale. È il giorno più importante della mia vita. Il giorno in cui potrò dimostrare chi sono e guadagnarmi il rispetto di ogni membro del branco, compresa la Luna e i miei fratelli, che si prendono gioco di me in continuazione perché sono debole.

Solo perché Daisy e Jackson si sono trasformati nella loro forma di lupo già a quindici anni, vengono sempre trattati meglio di me. Da quando loro hanno trovato il loro lupo e io no, per me le cose sono cambiate in peggio. Molti dei miei amici del branco hanno cominciato a vedermi come l’anello debole; i miei fratelli hanno iniziato a liquidarmi e a trattarmi come fossi una semplice serva. A mio padre non importava che venissi messa da parte. Non importava a nessuno. L’unica persona a cui importava era Ryan, il mio futuro compagno e il mio ragazzo. È più grande di me di un anno e il suo lupo è potente. Mi assicura sempre che molto presto avrò il mio lupo, anche se ci sta mettendo troppo.

Nel nostro mondo, se trovi il tuo lupo a quindici anni significa che sei forte e in salute. Se lo trovi entro i sedici, significa che sei in salute, ma non necessariamente forte.

Ma se non trovi il tuo lupo entro i diciassette e, al massimo, i diciott’anni, può voler dire una cosa sola.

Sei senza lupo e debole.

Per questo mi sono allenata di nascosto e ho cercato di raggiungere il mio lupo, perché so per certo che non posso essere senza lupo: non posso permettermelo. Dimostrerò a tutti in questo branco che merito il loro rispetto. Quando mi trasformerò nel mio lupo, potrò iscrivermi alla Krypton Academy reale, una scuola creata per insegnare ai giovani lupi a diventare più forti e potenti, a sfruttare al massimo la loro forza e anche a conoscere le nostre origini e la nostra dinastia. È stata fondata dalla famiglia reale, i capi e sovrani delle nostre terre, il re e la regina Lycan. È sempre stato il mio sogno entrare nell’accademia. Se oggi non mi trasformo, non avrò mai la possibilità di vivere la Krypton Academy.

«Va bene, Wyndra. Spero che tu sia pronta. Ti prego, non deludermi.» mormoro in silenzio, sperando che il mio lupo mi ascolti. So che è lì dentro perché, qualche mese fa, mi ha parlato. Ero sul bordo di un alto dirupo dietro la casa del branco, pronta a farla finita dopo essere stata punita duramente dalla Luna: fu allora che Wyndra mi parlò. La prima volta in assoluto da quando sono nata. Mi supplicò di non arrendermi, mi disse che era con me e che credeva in me. Mi disse che avrei avuto un futuro grandioso e che, quando fosse arrivato il momento giusto, sarebbe apparsa e io sarei stata molto potente. Fu allora che Wyndra mi diede speranza. La speranza che, quando avessi compiuto diciott’anni, sarei stata un lupo potente, come i miei coetanei.

L’orologio a muro, all’improvviso, suona, annunciando che è mezzogiorno: l’ora in cui ogni diciottenne del branco deve trasformarsi e mostrare a tutti il proprio lupo. Mi ero già raccolta i capelli d’argento in uno chignon tirato, avevo indossato una giacca e dei pantaloni di pelle, poi avevo portato con me i vestiti di ricambio, per quando sarei tornata indietro dalla forma di lupo.

Nel momento in cui esco dalla mia stanza e mi avvio verso il campo aperto dove ogni lupa e ogni lupo si sta radunando. I nervi mi vanno in frantumi mentre mi avvicino al prato: ogni passo, per quanto fermo, mi trascina più vicino al momento della verità. «Ciao a tutti», mi saluta mio padre, Alpha Rafa, non appena il posto si riempie. Sono in fila accanto ad altri nove membri. Oggi ci trasformeremo tutti nella nostra forma di lupo. Ognuno di noi ha compiuto diciotto anni oggi. «Benvenuti alla trasformazione. Abbiamo dieci membri pronti a mostrarci il proprio lupo. Applaudite, per favore, mentre salgono sulla pedana e si trasformano.»

Tutti esultano e applaudono mentre il primo lupo fa un passo avanti.

Il primo ragazzo, Caleb, avanza. Sembra sicuro di sé, il petto in fuori mentre chiude gli occhi. Nel giro di pochi secondi l’aria si riempie del rumore secco delle ossa che scattano, e là dove un attimo prima c’era lui ora c’è un lupo grande e marrone, che lancia un ululato potente, capace di farmi vibrare il petto.

La folla esplode in un boato e lo acclama. Mio padre annuisce in segno di approvazione, e Luna Sarah sorride. È un sorriso vero, di quelli che riserva soltanto a chi ritiene degno.

Uno dopo l’altro, vanno. Lupi grigi, lupi neri, lupi marroni. Ogni trasformazione mi fa martellare il cuore nel petto, tra paura e attesa.

«Ti prego, Wyndra», sussurro nel fondo della mia mente. «Ti prego, ci sei. Non lasciare che abbiano ragione su di me.»

«E ora, mia figlia, Lyra Diamond», tuona la voce di mio padre.

Le grida si spengono all’istante. Sento addosso il peso di cento sguardi giudicanti. Vedo Daisy appoggiata al muro, che bisbiglia qualcosa alle amiche facendole ridacchiare. Jackson sembra solo annoiato: controlla l’orologio come se il momento più importante della mia vita fosse per lui un’incombenza.

Salgo lentamente sulla pedana.

«Comincia», dice Alpha Rafa, con una voce priva dell’orgoglio che aveva mostrato per gli altri. È solo un ordine. Una formalità.

Chiudo gli occhi e scavo dentro di me. Cerco quella scintilla, quel legame con Wyndra che avevo sentito sulla scogliera. «Wyndra!», la chiamo. «È il momento. Mostraglielo. Mostralo a tutti!»

Aspetto, sperando di sentire l’allungarsi straziante della pelle e lo spostarsi delle ossa. Strappo ogni briciola di energia dalla mia anima, imponendo alla pelle di farsi pelo e alle ossa di spezzarsi.

Passano i secondi.

La mia pelle resta liscia. Le mie ossa non si muovono. Sono soltanto una ragazza con una giacca di pelle su un palco di legno, che fa la figura dell’idiota.

«Lyra?» La voce tagliente di Luna Sarah squarcia il silenzio, piena di veleno. «Non abbiamo tutto il giorno!»

«Io... io ci sto provando», ansimo, con le guance che mi bruciano per l’umiliazione. Stringo gli occhi così forte da vedere stelle. «Wyndra, ti prego! Me l’avevi promesso!»

Aspetto e aspetto anche solo di sentire la voce della mia lupa, ma non c’è niente. Sono completamente sola.

«Basta», dice mio padre. La parola mi colpisce come un pugno.

Apro gli occhi. Non mi sta guardando con rabbia. Mi sta guardando con qualcosa di molto peggiore. Delusione totale.

«Sono passati dieci minuti, Lyra», dice freddamente. «La cerimonia è finita.»

«No! Padre, ti prego, ho sentito qualcosa! È qui dentro!» grido, la voce che mi si spezza. Guardo verso la folla, cercando Ryan, ma lui distoglie lo sguardo, come se si vergognasse di me.

«Hai diciotto anni, Lyra», dice Luna Sarah, fissandomi con astio. «E non hai un lupo. Da oggi in poi vieni retrocessa a Omega, e lavorerai ogni minuto, ora, giorno della tua vita.»


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