Capitolo 4
«Michael ha detto che devi rinunciare al tuo posto come ospite al varietà, quindi chiamo per conferma.»
La voce di Andrew era indifferente, rendendo difficile capire se fosse felice o triste.
«Allora, vuoi che rinunci o no?»
Aurora fece deliberatamente la finta tonta. Nella sua vita precedente, per compiacere la famiglia Johnson e dietro la persuasione di Andrew, alla fine aveva ceduto l'opportunità a Bianca.
Michael aveva mantenuto la parola e le aveva offerto un'altra risorsa, ma si era rivelata un ruolo mediocre.
Non l'aveva aiutata per niente. Il film era terribile, non ottenne alcun riconoscimento e alla fine le riprese furono interrotte perché non superò la revisione.
Bianca, invece, sfruttò l'occasione che le aveva sottratto, si costruì un'immagine pura e innocente e divenne molto popolare.
Ciò che fece infuriare ancora di più Aurora fu che anche Andrew era stato invitato a partecipare al varietà e lei, pur essendo la sua ragazza, lo scoprì solo dopo la messa in onda del programma.
Nello show i due flirtavano parecchio e la loro intesa bucava lo schermo. Ma dato che Andrew e Michael erano compagni di università, lei non ci aveva dato troppo peso.
In seguito, per puro caso, le si presentò una buona occasione per entrare nel cast di un film e Andrew andava a trovarla sul set di tanto in tanto, così, a poco a poco, si lasciò la faccenda alle spalle.
Fu anche una benedizione del cielo che le sue lodevoli doti recitative venissero riconosciute dal pubblico, tanto da farle ottenere una nomination come Miglior Attrice. Sfortunatamente, fu rapita prima della cerimonia di premiazione.
La sua ultima richiesta d'aiuto la fece a Finn, ma a lui importava solo di Bianca. Quando chiamò Andrew, sentì dall'altro capo del telefono la voce affettata di Bianca e capì che erano insieme.
Prima ancora di poter provare tristezza, fu spinta giù dal tetto e morì sul colpo.
Ripensandoci ora, probabilmente Andrew conosceva Bianca fin dall'inizio, e lei era l'unica tenuta all'oscuro di tutto.
«Michael intende che dovresti rinunciare. Ti darà una risorsa migliore. Secondo me, dovresti farlo.»
Andrew parlò con un tono leggermente autoritario, senza la minima esitazione.
«Hai ragione, dovrei rinunciare. Ma credo di dover rinunciare a qualcos'altro, non a questo posto.»
Aurora sogghignò. «Dovrei cedere anche te a lei?»
«Ma che diavolo stai dicendo? È tua sorella. Come potrei stare con lei?»
Il tono prima indifferente di Andrew divenne all'istante agitato, come se fosse stato smascherato.
«Io non ho una sorella così sfacciata. Stai cercando di dire che la vedi solo come una sorella e che sono io a farmi troppi problemi?»
Nella sua vita precedente, Aurora era stata troppo stupida, dando troppa importanza a quella stupida relazione. Ora non le importava più e voleva solo liberarsi di quella gente disgustosa.
«Di cosa stai parlando? Se non vuoi rinunciare al posto nel varietà, non farlo. Non c'è bisogno di fare scenate.»
Andrew era completamente in ansia, ma Aurora disse con calma: «Andrew, ascoltami bene. Ci lasciamo».
Dall'altro capo del filo calò il silenzio per qualche secondo. Proprio mentre Aurora stava per riattaccare, la voce di Andrew tornò.
«Perché? Solo perché ho detto che dovresti rinunciare all'opportunità del varietà? Lo sto facendo per il tuo bene. Non essere irragionevole.»
Aurora ascoltò la voce di Andrew. Mentirebbe se dicesse di non essere triste. Dopotutto, nella sua vita precedente, non aveva ricevuto molto calore e lui le aveva dato un po' di attenzioni. Ma ora aveva capito e provava più disgusto che altro.
«Non sto scherzando, Andrew. Sono io che non ti voglio più. Capito?»
«Sì», disse Aurora con calma.
Nella sua vita precedente, per quanto i suoi genitori e i suoi fratelli l’avessero rattristata, non se n’era mai curata, perché almeno c’era qualcuno che la amava e la trattava bene.
Non si sarebbe mai aspettata, però, che la persona a cui teneva di più le avrebbe inferto la ferita più profonda.
Se solo Andrew fosse stato chiaro quando lei gli aveva confessato i suoi sentimenti, invece di rimanere sul vago, non avrebbe più detto nulla. Al massimo, sarebbero potuti restare amici.
Ma lui si era goduto le sue attenzioni pur continuando a fare l'ambiguo con Bianca. Davvero odioso.
«Aurora, se non vuoi rinunciarci, non farlo. Non c’è bisogno di minacciarmi con una rottura. I sentimenti non sono un gioco.»
«Esatto, i sentimenti non sono un gioco. I tuoi sono spazzatura, e la spazzatura va nel bidone. Non disturbarmi più.»
Aurora riattaccò, poi bloccò e cancellò il numero di Andrew, eliminando ogni suo contatto dal telefono.
Fatto tutto questo, continuò a pulire, finendo per sudare. Una volta finito, si sentì molto più leggera.
La sera, proprio mentre portava in tavola l'insalata che aveva preparato, il telefono squillò di nuovo.
Era un'amica che la chiamava per dirle di dare un'occhiata alle notizie di spettacolo.
Aurora aprì la pagina web e capì subito. Il Gruppo Johnson aveva rilasciato un comunicato in cui annunciava la rescissione del suo contratto.
Il Gruppo Johnson era una delle più importanti agenzie di spettacolo. Annunciandolo pubblicamente, stavano cercando di metterla con le spalle al muro, in modo che nessun'altra agenzia osasse metterla sotto contratto, costringendola a implorare la famiglia Johnson.
Pensavano che sarebbe tornata a supplicarli? Potevano sognarselo.
Aurora chiuse il telefono e si sedette a godersi la cena. Se nessuna agenzia avesse osato ingaggiarla, avrebbe semplicemente fondato la sua società.
Fortunatamente, nella sua vita precedente, quando aveva avuto bisogno del passaporto, Bianca aveva fatto di tutto per impedirle di tornare a casa. Eli aveva solo fatto finta di obbedire e non aveva mai consegnato il documento alla famiglia Johnson, quindi il passaporto era ancora con lei.
Il giorno dopo, Aurora si alzò presto, si preparò e uscì con i documenti. Dopo una mattinata passata a correre da un ufficio all'altro, riuscì finalmente a registrare il suo studio.
Una volta sistemato tutto, chiamò il regista del varietà per confermare che il suo posto come ospite non era a rischio, e solo allora si sentì sollevata.
Nei giorni seguenti, Aurora rimase a casa, studiando tutto ciò che c'era da sapere sulla gestione di un'azienda.
In quel periodo, la famiglia Johnson le fece un paio di telefonate ipocrite, che lei liquidò con una battuta sarcastica prima di bloccare anche i loro numeri.
Un giorno, Aurora portò i suoi documenti alla produzione del programma e, all'uscita, si imbatté in Michael e Bianca, insieme a Finn.
I tre apparvero visibilmente a disagio nel vederla. Aurora finse di non notarli e si voltò per andarsene, ma Bianca la chiamò.
«Aurora, anche tu qui per la produzione?»
Aurora si fermò e capì all'istante. «Che c'è? Hai ottenuto un altro posto? A chi l'hai soffiato stavolta?»
«Aurora, hai frainteso. Non l'ho soffiato a nessuno. Michael ha parlato con il regista e ha fatto entrare me e Finn nel programma. La produzione ha accettato.»
Bianca sorrise con aria compiaciuta. Aurora lanciò un'occhiata a Finn, sentendosi come se l'avessero costretta a ingoiare spazzatura.
Finn era il nuovo Miglior Attore dell'anno. Qualsiasi programma con lui avrebbe naturalmente attirato un gran numero di spettatori, quindi la produzione non poteva che accoglierlo a braccia aperte.
A quanto pare, anche senza il suo posto, Bianca era riuscita comunque a trovare un modo per partecipare al programma. E allora perché la famiglia Johnson aveva tanto insistito per avere il suo? Che sfacciataggine
