Capitolo 3- Il quattordicesimo compleanno di Tori
Il punto di vista di Tori
-Sei anni dopo-
«Cazzo», gemo, fissando il mio riflesso nello specchio con gli occhi ambrati. Un livido nuovo di zecca fa la sua comparsa proprio sul lato destro del mio corpo.
Sfioro il piccolo ematoma con dita esitanti. Un sibilo mi sfugge dalle labbra: Dylan e Sam mi usano come il loro sacco da boxe personale. Sono le nuove reclute mandate da Lilyanna, che sembra trarre un piacere sadico nel rendermi la vita un inferno. Soprattutto lei, nonostante Jake, Zak e Alex l'abbiano avvertita in più occasioni di lasciarmi in pace.
Trasalendo per il dolore alla carne indolenzita, mi abbasso la maglietta. Oggi dovrebbe essere un giorno speciale. Oggi compio ufficialmente quattordici anni, il che significa che dovrei anche risvegliare il mio lupo, una cosa che desidero da quando ne avevo otto.
O almeno, spero di risvegliarlo oggi. Il pensiero corre ai miei amici e a quando hanno compiuto quattordici anni. Ora che ne hanno venti, i ragazzi hanno sviluppato un fisico atletico, mettendo su massa, mentre io, al contrario, sono rimasto identico in tutto e per tutto.
Con un sospiro, sento improvvisamente la voce di mia madre che mi chiama.
«Tori, tesoro, sbrigati. Finirai per perderti la tua stessa festa di compleanno.»
«ARRIVO, MAMMA! UN ATTIMO!» le urlo di rimando, gli occhi ancora fissi sul mio riflesso. Ho i capelli pettinati con cura nel modo che piace a me, e indosso una maglietta nera con lo scollo a V e un paio di jeans scuri. Delle sneaker nere completano il mio look attuale. I miei pensieri tornano a Jake, Zak e Alex, come sempre.
Ma chi voglio prendere in giro? È impossibile che a Jake, Zak o Alex importi davvero qualcosa di me. Sono solo un reietto, un debole senza nemmeno un odore tutto suo. Per di più, hanno tutti e tre vent'anni e sono nell'età in cui si cerca la propria anima gemella; come posso reggere il confronto?
Sospirando, ripenso a una conversazione tra i miei genitori che ho origliato tempo fa. All'epoca non avevo molto più di dieci anni, quindi non ero in grado di comprendere la preoccupazione che si celava dietro le loro parole, ma ora che sto crescendo, la capisco fin troppo bene.
-Flashback (Età: 10 anni)-
«Tesoro, ne sei sicuro?» chiese Layla al suo compagno, ignara che il figlio stesse ascoltando di nascosto la loro conversazione.
«Ne sono certo, cara. Ma non c'è nient'altro che possiamo fare. L'Alpha Dawson ha fatto tutto ciò che era in suo potere per aiutare Tori. Ora spetta ai nostri Anziani trovare una soluzione», spiegò Austin, altrettanto abbattuto da ciò che avevano appreso dall'Alpha Dawson.
«Quindi mi stai dicendo che nostro figlio è condannato per sempre a essere privo di odore? A non trovare mai la sua anima gemella? È... è un'ingiustizia bella e buona nei suoi confronti. Tori non è mai stato altro che gentile e dolce, e tu mi vieni a dire che il suo destino è quello di restare sempre solo? NO! Mi rifiuto di credere che sia questo il destino che la nostra Dea della Luna ha in serbo per lui!» gridò Layla in lacrime, in preda alle emozioni.
«Lo so, amore mio, lo so. E ti prometto che Tori troverà la sua anima gemella, con o senza l'aiuto della nostra Dea della Luna», sussurrò Austin, stringendo a sé la compagna. E, in silenzio, pregò la Dea della Luna affinché compisse un miracolo.
Ti prego, Dea della Luna, ti prego... fa' che un giorno nostro figlio Tori trovi la sua vera anima gemella. Ti prego.
-Fine del Flashback-
Ancora perso nei miei pensieri, non mi accorgo di un'altra presenza nella stanza finché non sento bussare alla porta del bagno. Sposto lo sguardo e vedo che si tratta di mia madre.
«Tesoro, sei sicuro di stare bene? Jake, Zak e Alex sono tutti qui per festeggiare il tuo compleanno, come sempre, insieme a me e a tuo padre», dice Layla, tenendo gli occhi fissi su di me mentre parla.
«Sì... sto bene. Sono solo un po' nervoso, credo», mento, consapevole che sia vero solo in parte.
«Non avere paura, risveglierai il tuo lupo, te lo prometto. E quando succederà, sarai un passo più vicino a trovare la tua anima gemella.»
Sbuffando a quell'idea, faccio per uscire dal bagno.
«Mamma, ti prego... Non aggrapparti a false speranze. Rassegnati, non troverò mai la mia anima gemella. E dopo oggi, sarò già fortunato se riuscirò a risvegliare il mio lupo. Sono solo un perdente. Un debole che non è degno di fare da Gamma a Jake», le dico in fretta, prima che possa ribattere.
«TORI! Non dire cose del genere. Certo che troverai il tuo compagno e avrai il tuo lupo, sei solo speciale. Il fatto che tu sia nato senza un odore non significa che ti vogliamo meno bene, e chiunque ti abbia detto che non vali niente ha bisogno di un bel bagno di realtà,» gli spiega Layla, consapevole che chiunque gli avesse detto una cosa del genere si sbagliava di grosso. Lei credeva fermamente che suo figlio avesse uno scopo all'interno del branco.
«Come ti pare. Togliamoci questo pensiero, così quando il mio lupo non si farà vivo potrò dirti che te l'avevo detto,» borbotto, voltando le spalle a mia madre per andarmene. Un'espressione preoccupata le si dipinge in volto mentre mi guarda allontanare.
Il punto di vista di Jake
Mentre mi dirigo verso casa di Tori, non posso fare a meno di pensare a lui. Una parte di me è profondamente incuriosita dalla sua persona, dato che non sono riuscito a vederlo molto da quando ho iniziato l'addestramento.
Tori... Con un sospiro, abbasso lo sguardo sul braccialetto che mi ha regalato. Un bracciale che porto sempre al polso come ricordo di lui. Un bellissimo laccio in pelle nera in cui sono intrecciati splendidi cristalli blu e verdi. Quasi come se Tori lo avesse creato ispirandosi ai miei occhi. Un regalo di compleanno fatto a me, a Zak e ad Alex durante la festa per i nostri quattordici anni, prima che Tori decidesse di ignorarci per il resto della serata.
E, sebbene nessuno di noi l'avrebbe mai ammesso apertamente, i regali di Tori erano sempre i migliori in assoluto. A dire il vero, ogni suo singolo dono era speciale, a prescindere da cosa scegliesse per noi, mentre tutti gli altri risultavano semplicemente noiosi o banali.
«Sai... Tori sarà sempre unico nel suo genere,» sussurra Vox, come se percepisse i miei pensieri e i miei sentimenti per lui.
«Lo so, Vox. Ma ha solo quattordici anni. Come fai a essere così palesemente tranquillo quando c'è lui? Soprattutto sapendo che il nostro compagno è ancora là fuori, che ci aspetta,» gli rispondo. Sapevo di dire la verità, eppure Tori faceva sembrare tutto più semplice. E per quanto fosse privo di odore, ogni volta che riuscivo a osservarlo di nascosto, sia io che gli altri ragazzi – lupi compresi – venivamo pervasi da un profondo senso di pace. Era quasi come se Tori potesse risolvere magicamente tutti i nostri problemi con la sua sola presenza.
«Eppure eccoti qui: hai vent'anni e sei ancora senza compagno. Te lo dico io, deve essere per forza Tori,» ammette Vox, con un tono di voce intriso di ferma determinazione.
«E se ti sbagliassi?» chiedo, volendo prima esserne certo.
«Io non mi sbaglio mai. Almeno, non quando si tratta di Tori. Fidati di me. Lo vedrai tu stesso quando arriverà il momento.»
Scuotendo la testa, abbasso lo sguardo sul regalo che ho preso per Tori. Un dono che racchiudeva un significato profondo sotto molteplici aspetti; e se da un lato speravo che lo apprezzasse, dall'altro, man mano che mi avvicinavo a casa sua, ero terrorizzato all'idea che potesse rifiutarlo su due piedi.
Anche Zak e Alex stavano arrivando con dei regali fatti col cuore, perché da quel giorno in poi noi tre avremmo iniziato ad allenarci ancora più duramente per prepararci ai nostri futuri ruoli di Alpha, Beta e Delta del branco. Con la speranza che, un giorno non troppo lontano, Tori prendesse il suo posto come mio Gamma.
Il punto di vista di Tori
Non appena metto piede in fondo alle scale, le mie orecchie captano all'istante tre voci familiari. Un'ondata di eccitazione mi travolge nel profondo, anche se non ne capisco il motivo. Lascio che siano i miei piedi a guidarmi, dirigendomi in silenzio verso quelle voci.
«Grazie per essere passati, ragazzi. Tori lo apprezzerà moltissimo, ne è sempre felice,» dice Austin rivolgendosi ai tre giovani in piedi davanti a lui.
«Ci mancherebbe, Gamma Austin. Adoriamo passare del tempo con Tori,» ammette Zak, con un sorriso che gli danza nei profondi occhi azzurri.
«E anche lui adora passare del tempo con voi tre.»
Arrossendo alle parole di mio padre, cerco di ignorare il suo commento e faccio il mio ingresso nella stanza. I miei occhi si posano immediatamente sul trio.
«Jake. Zak. Alex. Siete venuti tutti,» dico, cercando di dissimulare l'entusiasmo.
«Certo che siamo venuti. Oh, e buon compleanno! Hai ufficialmente quattordici anni, sei un passo più vicino al risveglio del tuo lupo,» risponde Jake, con un sorriso sincero sulle labbra, mentre tutti e tre si fanno avanti per porgermi i loro regali. Doni che avrei sempre custodito con tutto il mio cuore. Anche se loro non lo avrebbero mai saputo.
