Capitolo 7 Henry mi ama

Henry non rispose ai miei messaggi per due ore, finché alla fine non mi fece una videochiamata.

Risposi, ma sullo schermo apparve il volto compiaciuto di Aria. Inclinò il telefono per inquadrare se stessa e Henry addormentato, dicendo con aria altezzosa: "Henry è esausto e si è addormentato. Se hai qualcosa da dirgli, dillo a me." Con un'ombra di compiacimento sul viso, Aria mi mostrò spudoratamente i segni rossi sul collo, ostentando la foga del loro incontro.

Il dolore mi travolse di nuovo, e non capii se fosse un tormento dell'anima o pura sofferenza fisica.

Con le mani che mi tremavano, premetti il tasto per registrare.

"Passami mio marito. Subito." La voce mi tremava in modo incontrollabile.

Mentre io ero a un passo dalla morte, mio marito se la spassava con l'amante.

Aria fece un sorrisetto beffardo: "Amelia, perché mai dovrei darti retta? Ha bisogno di riposare. Dopotutto, ci ha dato dentro con un tale vigore che quasi non riuscivo a stargli dietro."

Sollevò il mento con arroganza, come se fosse lei la moglie.

Soffocai la nausea e ribattei con disprezzo: "Ti senti fiera di essere l'amante?"

Dovevo aver toccato un nervo scoperto, perché s'infiammò all'istante: "Henry ama me. Prima o poi chiederà il divorzio e mi sposerà. Lo fai per i soldi, vero? Scordatelo! Non ti darà un centesimo. Faresti meglio a crepare. Stai solo sprecando ossigeno."

Ascoltai i suoi insulti impassibile e interruppi la registrazione.

"Hai finito? Se hai finito, fammi il bonifico, altrimenti tutti scopriranno la tua vera natura." Detto questo, chiusi la chiamata e inviai la registrazione ad Aria.

Aria aveva sempre recitato la parte della santarellina davanti a Henry e non avrebbe mai voluto che lui scoprisse la sua vera indole.

Poco dopo, mi arrivò un messaggio vocale di sessanta secondi.

Non mi presi nemmeno il disturbo di ascoltarlo; ci avrei scommesso che mi stava riempiendo di insulti.

Subito dopo, comparve la notifica di un bonifico di cinquecentomila dollari sul mio conto corrente.

Li accettai con la coscienza pulitissima. Tutto ciò che indossava e usava era stato comprato con i soldi di mio marito. Cinquecentomila dollari erano persino pochi.

Con quel denaro avrei potuto pagarmi le cure per il mese successivo.

Anche se vivere era diventato un'agonia, volevo disperatamente aggrapparmi alla vita, resistere anche solo un giorno in più.

Questo mondo era bellissimo, e ogni giorno in più su questa terra era una conquista.

Trasferii l'intera somma sul conto dell'ospedale per coprire le terapie future.

Nova entrò nella stanza con indosso il camice bianco e mi strinse in un forte abbraccio. "Amelia, sapevo che ce l'avresti fatta."

Si mise a piangere, e io la lasciai fare, stringendola a lungo e asciugandole in silenzio le lacrime.

In tutti quegli anni, solo Nova era rimasta al mio fianco.

Mi sistemò un cuscino dietro la schiena, con gli occhi ancora arrossati. "Henry non si è fatto vivo nemmeno per un intervento così delicato? È ancora con quella stronza? Come può trattarti in questo modo?"

Risposi con un filo di voce: "Meglio che non ci sia. Finché mi dà i soldi, non mi importa che venga o meno."

"Agli occhi di Henry, sono sempre stata una donna egoista. Anche se provassi a spiegargli come stanno le cose, non mi crederebbe. Quindi, che continui pure a pensarlo."

Mi sforzai di sorridere. "L'operazione è andata bene, ed è questa la cosa importante. Dovresti essere felice."

Nova voltò il viso per asciugarsi le lacrime di nascosto.

Vedendola piangere, inspiegabilmente venne da piangere anche a me.

Nova sbottò: "Amelia, perché non chiedi il divorzio? Se lo lasciassi, otterresti un buon mantenimento. Almeno non dovresti più preoccuparti di come pagare le cure."

Divorziare? Nel corso degli anni ci avevo pensato spesso, ma ogni volta mi dicevo di stringere i denti ancora un po'. Forse, un giorno, Henry sarebbe cambiato.

Ma perfino ora che ero a un passo dalla morte, non era cambiato affatto. Anzi, era peggiorato: cambiava donne con una frequenza sempre maggiore.

E adesso, non avevo più intenzione di sopportare.

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