Capitolo 139 139

Mi chino su di lei, a coprirla col mio corpo come una coperta. «Sto cercando di farti capire con esattezza a chi appartieni», ringhio al suo orecchio. «Dimmi, piccola ladra, a chi appartieni?»

«A-a te», ansima. «Solo a te.»

«Non ti sento.»

«A te!»

Sorrido, cattivo. «Così va meglio.»

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