Capitolo 7
Il punto di vista di Jensen
La prima cosa che percepii al risveglio fu il suo profumo. Aprii gli occhi e la vidi profondamente addormentata sul cuscino accanto a me, e sorrisi. I suoi lineamenti erano distesi e sereni sulla pelle candida, e i suoi splendidi capelli rosso chiaro le ricadevano a cascata sul cuscino. Rimasi sdraiato lì accanto a lei, a guardarla. Sarei potuto rimanere così per tutto il giorno, onestamente.
Dopo la nostra litigata di ieri sera, e la rivelazione devastante di Kaeleigh che avrebbe presto lasciato la città, non sapevo cosa provare. Il mio piano originale era di dirle che avrei fatto richiesta per farla entrare nel branco. Sapevo che quella parte non le sarebbe piaciuta. Ma era esplosa a tal punto che non ero riuscito ad arrivare al pezzo forte.
Una volta compiuti i venticinque anni, avrei potuto chiedere di averla come mia compagna scelta. Era una vecchia regola quella di dover aspettare quell’età per considerare un compagno scelto, ma c’era un motivo. Prendere un compagno scelto era una decisione importante. Se in seguito avessi trovato la tua compagna predestinata, non sarebbe stato semplice come rompere il legame scelto o rifiutare la predestinata. Entrambe le azioni comportavano gravi conseguenze. Erano entrambe molto dolorose e potevano mettere a serio rischio la vita dei nostri lupi. Ma non tutti erano così fortunati da trovare il proprio compagno predestinato. La regola proteggeva anche i minorenni dall'essere ingannati e indotti a un legame. Ricevevi il tuo lupo tra i quindici e i diciotto anni, a seconda del tuo rango naturale, ma anche in quel caso, l'età minima per poter effettivamente sentire il legame del compagno era diciotto anni.
C'erano stati molti casi in cui un licantropo più anziano aveva detto a un minorenne di essere compagni, vincolandolo con il legame prima dei diciotto anni, solo per poi fargli scoprire che gli avevano mentito. Per questo la regola era in vigore. Ma ormai non importava più di tanto. Kaeleigh avrebbe compiuto venticinque anni tra pochi mesi e allora avremmo potuto chiedere di diventare compagni scelti. Sì, aveva ragione sul fatto che qualsiasi lupo solitario che si unisce al branco può entrare solo al livello di Omega. Ma una volta che ci fossimo uniti, sarebbe stata promossa al rango di Beta, come me. Abbassai di nuovo lo sguardo su di lei e sorrisi. Sembrava un angelo, addormentata e serena.
Ricordavo la prima volta che la vidi. Non ero mai stato al The Cove prima di allora. Evitavo la città tanto quanto Chase, l’erede Alfa e mio migliore amico. Era un posto opprimente, con tutti quegli odori e quelle cose sconosciute. Ma Zach, il nostro erede Gamma, aveva bisogno di una serata fuori e la sua compagna, Nicole, mi aveva supplicato di toglierglielo di torno. Così, ridendo, avevo accettato di salvarla dal suo devoto compagno e marito. Lui aveva detto che anche altri sarebbero andati in quel bar, perciò ci eravamo aggregati. Il suo profumo, o quello che pensavo fosse il suo profumo, mi colpì all’istante. Per un attimo, onestamente, credetti di aver trovato la mia compagna predestinata, finché Kylo, il mio lupo, non mi confermò che non era lei. Eppure, mi aveva stregato lo stesso. Quella barista sfacciata che gestiva l’atteggiamento velenoso di Adelaide con una scrollata di capelli appena accennata. Mi ero presentato indicando il mio rango, pensando stupidamente di farle colpo. Funzionava praticamente con qualsiasi altra ragazza avessi voluto, e non mi vergognavo di ammettere che ce n’erano state parecchie.
Ma non con Kaeleigh. Lei mi aveva sorriso educatamente e poi mi aveva evitato per il resto della serata. E anche per le serate successive, per tutto il mese seguente. Fu solo quando finalmente la misi alle strette, una sera, che mi disse di non essere interessata e che non le piacevano i lupi mannari di alto rango. A quanto pareva, aveva avuto problemi con loro in passato, specialmente con gli Alfa. Nutriva un bel po’ di odio per gli Alfa. Alla fine, però, la conquistai con il mio fascino e la convinsi a uscire con me. Lei aveva accettato a malincuore, a patto che fosse una cosa informale. Io ero d’accordo; neanch’io volevo nulla di più.
Le cose cambiarono molto in fretta. Sapevo di essermi innamorato di lei velocemente e sentivo che anche lei si stava innamorando di me. Ripensai alla conversazione avuta con Chase la settimana scorsa, dopo l’allenamento.
«Davvero, amico, non vedo l’ora che tu la conosca. Kaeleigh ti piacerà da morire», gli dissi, e lui si mise a ridere.
«Beh, sono decisamente curioso di conoscere la donna che è riuscita a domare la tua vita da puttaniere». Alzai gli occhi al cielo.
«Sì, sì, come vuoi», dissi, ma sapevo che aveva ragione. Prima di Kaeleigh, mi interessava una cosa sola, e con più ragazze possibili. Nessuna donna era mai riuscita a catturare la mia attenzione come aveva fatto lei. Be’, forse una, ma era successo un po’ di tempo prima e, stranamente, era anche lei una rossa.
«Però prima devo portarla qui», dissi a Chase. «Se riusciamo a convincere tuo padre a lasciarla entrare nel branco, allora riuscirò a convincere anche lei». Chase arricciò il naso.
«Sono pronto ad aiutarti, amico», disse, ma dal tono capii che c’era dell’altro. «Sono solo diffidente all’idea di accogliere una lupa solitaria, sai, con quelli dell’Ombra Cremisi che sono sempre così maledettamente curiosi». Annuii. L’Ombra Cremisi era il nostro branco rivale, e facevano del loro meglio per renderci le cose difficili.
«Sai perché lei e la sua gente sono dei reietti?» mi aveva chiesto Chase, e all’epoca non lo sapevo. Ma l’ho scoperto ieri sera. E non potevo credere a quello che avevo sentito. La distruzione del branco del Cerchio Scarlatto era una storia ben nota, soprattutto in questa zona. Il loro branco si trovava a sole quaranta miglia da qui. Ricordo che eravamo andati a trovarli quando l’Alpha Daniel e mio padre stavano lavorando con il loro Alpha a un trattato di protezione. Erano famosi per accogliere gli umani nel branco. Non era una cosa così strana. I lupi mannari non sono gli animali enormi, pazzi e selvaggi che alcuni membri della comunità soprannaturale vorrebbero farvi credere. E da quanto ho sentito, il loro Alpha si era accoppiato con un’umana. L’unico problema era che persino un branco di oltre duecento membri veniva considerato debole, perché metà dei suoi componenti erano umani. Per questo la Luna Scura stava discutendo di una protezione con loro. L’attacco aveva colpito duramente mio padre e l’Alpha Daniel, e quest’ultimo aveva dichiarato che nessun umano sarebbe più stato ammesso nel nostro branco proprio per un caso del genere. Non perché ci rendesse deboli, ma perché ci rendeva un bersaglio.
Fui riportato al presente da una mano sul viso. Mi voltai e vidi Kaeleigh, sveglia, che mi sorrideva.
«Ehi, principessa» le sorrisi a mia volta. Mi sollevai sui gomiti e mi chinai su di lei, baciandole lentamente le labbra, bellissime, morbide e imbronciate. Mi staccai e le accarezzai il viso con la mano libera. Era davvero stupenda.
«A cosa pensavi?» mi chiese, e io sfoggiai il mio solito ghigno malizioso prima di rispondere.
«Oh, solo a quello che avevo intenzione di farti appena ti fossi svegliata.» Lei ridacchiò e io mi chinai di nuovo per baciarla, muovendomi finché i nostri corpi nudi non si toccarono per tutta la loro lunghezza. Dopo la bomba di ieri sera, l'avevo stretta tra le braccia. All'inizio per confortarla, ma presto quel gesto si era trasformato in qualcosa di più. L’avevo portata in camera da letto per venerare il suo corpo mozzafiato in ogni modo possibile, per il resto della notte e praticamente fino al mattino. Alla fine eravamo crollati verso le cinque, e lei si era addormentata esattamente dove doveva stare: tra le mie braccia, con quel suo bellissimo sorriso appagato sul volto.
Sentire la sua pelle nuda e morbida contro la mia, e ripensare alla notte scorsa, mi eccitò di nuovo, così approfondii il bacio. Feci scorrere la mano lungo tutto il suo corpo prima di risalire a coppa per prenderle un seno. Trasalì quando le pizzicai il capezzolo tra il pollice e l’indice. Passai al collo e scesi baciandola fino al punto del marchio, poi mordicchiai leggermente mentre lei rabbrividiva al mio fianco. Lasciai quel punto a malincuore e scesi verso il seno che non era tormentato dalla mia mano, lo baciai tutto intorno prima di prenderle il capezzolo in bocca e succhiare con forza. Lei sussultò di nuovo e si inarcò mentre facevo roteare la lingua sul suo capezzolo. Diventai duro e sussultai ai suoni che provenivano dalla sua dolce bocca. Lasciando andare il capezzolo, iniziai la mia discesa verso la meta, cospargendo baci lungo il tragitto.
«Jensen» ansimò lei, «No, fermati, non posso restare. Devo tornare a casa». La guardai e vidi la sua espressione seria. Cercai di nascondere la delusione, ma devo aver fatto un pessimo lavoro, perché sospirò.
«Mi dispiace» disse, e io mi tirai su fino a ritrovarmi di nuovo allineato con il suo corpo stupendo. Mi sistemai tra le sue gambe e lei strinse gli occhi quando sentì quanto fossi eccitato. Le feci un cenno con le sopracciglia e lei rise, facendomi gemere mentre mi si strusciava contro.
«Sul serio, Jen» disse tra le risate, «devo andare». Si sporse e afferrò il telefono dal comodino.
«Merda!» esclamò, mostrandomelo. C’erano diverse chiamate perse da una certa Elaina e da un Jeremy. «Non sarei dovuta rimanere, lo sai». Lo sapevo fin troppo bene. Era la prima volta che si fermava a dormire da me.
«Lo so» dissi, piegando la testa per strofinarla contro il suo collo. «Volevo solo tenerti tutta per me ancora un po’». Lei gemette di nuovo e mi avvolse le braccia al collo.
«Jen» mormorò, «devo proprio… oh!» Si divincolò contro di me quando le mordicchiai il lobo dell’orecchio.
«Okay, forse solo un altro po’» sospirò, rilassandosi contro il letto. «Ma poi devo proprio…» Si interruppe di colpo quando sentimmo la porta dell’appartamento aprirsi.
«Ehi, Jen? Scusa l’interruzione, ma è importante» sentii, e feci una smorfia. Merda! Era Chase. Se Kaeleigh avesse saputo che era appena entrato un Alpha, sarebbe andata fuori di testa. A peggiorare le cose, la porta della camera da letto si spalancò e sentii una voce familiare. «Spero siate tutti presentab…»
Mi passarono per la testa diverse cose. La prima fu: che cazzo voleva di così urgente da irrompere in quel modo? Poi la confusione, perché Kaeleigh si era immobilizzata sotto di me e Chase non aveva finito la frase. Abbassai lo sguardo su Kaeleigh, che stava mimando un «oh, mia dea» con un’espressione sconvolta. Poi sentii un ringhio provenire dalla porta e una sola parola.
«MIA».
All’improvviso capii due cose: Kaeleigh e Chase erano compagni predestinati e io in quel momento ero nudo sopra la compagna non solo del mio migliore amico, ma anche del mio Alpha.
Feci a malapena in tempo a dire «Oh, cazzo» prima di essere strappato via e scaraventato contro la parete opposta.
