Capitolo 5 Se continui a oltrepassare i limiti, le conseguenze...
Lo scatto d’ira di Bianca attirò su di lei gli sguardi di tutti.
Si rese conto di ciò che aveva fatto con un attimo di ritardo e il volto le si fece livido.
Ma sapeva recitare. Le si riempirono subito gli occhi di lacrime e disse: «Emily, stai cercando di rovinarmi la reputazione e spingermi alla morte?»
Il corpo le oscillò, come se stesse per svenire per la debolezza.
James le era accanto e la afferrò subito, in ansia, poi fissò Emily con disapprovazione.
«Emily, lo sai che la salute di Bianca è fragile. Come hai potuto sconvolgerla così?»
Era la prima vera conversazione faccia a faccia che aveva con lui dalla sua rinascita.
E le sue prime parole furono un’accusa.
In quel momento, lui era ancora il suo fidanzato.
Se il suo cercare di compiacere la famiglia Johnson nasceva dal desiderio e dall’ossessione per l’amore familiare, allora James era stato l’unica luce in quei giorni in cui vagava per le strade, rovistando nei rifiuti e lottando con i cani randagi per qualche avanzo.
All’epoca James non era ancora stato ritrovato dalla famiglia Smith. Viveva in povertà con sua nonna, eppure metteva da parte del cibo per Emily e l’aiutava a scacciare teppisti e delinquenti.
Erano come due animali feriti, raggomitolati insieme a leccarsi le ferite.
Si erano promessi che, a qualunque costo, si sarebbero protetti e non si sarebbero mai lasciati la mano.
Poi, più tardi, ognuno tornò alla propria famiglia. Lui cominciò a essere gentile con Bianca in tutti i modi possibili. Spiegò che Bianca era la preferita in casa e che, se lui trattava bene Bianca, per amor suo la sua famiglia avrebbe trattato meglio anche Emily.
Allora non aveva mai dubitato della sua sincerità.
Ma il cuore delle persone cambia facilmente. Le promesse erano vere.
E anche quando in seguito si guastarono, era vero.
«Se non sbaglio, dovresti essere il fidanzato di Emily, e invece difendi la sorella della tua fidanzata e metti in dubbio la tua fidanzata. Beh, ormai ho visto davvero di tutto.»
Sophia non poté fare a meno di gettare benzina sul fuoco, da bordo campo.
L’espressione di James cambiò appena, ma ignorò Sophia e guardò invece Emily.
«Emily, lo sai che lo faccio per il tuo bene. Fa’ la brava e chiedi scusa a Bianca!»
James parlò con dolcezza, ma nel tono non c’era spazio per repliche.
Emily scosse la testa. «Non ho fatto niente di sbagliato, quindi non chiederò scusa.»
«Piccola mocciosa! Hai ferito Bianca e ancora non ammetti di aver sbagliato!» imprecò Eli, furibondo.
Nemmeno l’agente Ember riuscì più a tollerarlo. Nonostante tutti ripetessero che Bianca era fisicamente debole, Bianca appariva ben proporzionata, con la pelle liscia e chiara—tutt’altro che pallida.
Emily, accanto a lei, invece era magra e fragile, con un pallore malato.
L’agente interruppe la ramanzina di Eli e spiegò l’intera vicenda.
«Capisco che siate preoccupati per Bianca, ma Emily ha cercato di aiutarla ed è stata gettata in acqua da quelle persone. Si è ammalata con la febbre e ha rischiato conseguenze permanenti, eppure ha pensato comunque a proteggere Bianca chiamando la polizia. Merita elogi. Non dovreste fare preferenze: dovreste prendervi cura anche di Emily.»
Emily aveva quasi riportato danni al cervello per la febbre?
I membri della famiglia Johnson mostrarono sorpresa e senso di colpa negli occhi quando lo sentirono.
Finn non poté trattenersi dal borbottare: «E noi come dovevamo sapere che stava male? Non ha detto niente. Se l’avessimo saputo, ce ne saremmo presi cura.»
Gli altri annuirono, concordando con Finn.
Emily sapeva che, qualunque fossero i fatti, il risultato sarebbe stato sempre che la colpa era sua.
E quanto alla loro premura, anche adesso che conoscevano la verità, non ce n’era comunque.
Quanto alla sorte di quei bulli della scuola.
Contrariamente a quanto aveva immaginato, Bianca disse che erano ancora giovani e che, se avessero avuto precedenti penali, il loro futuro sarebbe stato rovinato. Lei aveva un animo gentile ed era disposta a dare loro la possibilità di cambiare, così decise di lasciarli andare.
Emily rischiò quasi di riportare danni al cervello per la febbre, ma non importò a nessuno.
Chiarita la faccenda, Emily venne “prelevata” dalla stazione di polizia insieme agli altri da Eli.
In macchina.
Eli la rimproverò con freddezza: «Ti credi ancora una specie di eroina? Lo sai che hai quasi rovinato la reputazione di tua sorella!»
Emily guardò Eli con calma. «Quindi, papà, stai dicendo che se in futuro Bianca verrà molestata o presa di mira, io dovrò semplicemente far finta di niente, giusto? Me lo ricorderò.»
«Non stravolgere le mie parole!» Eli rimase strozzato, incapace per un attimo di trovare una replica.
«Snif, snif…» Sentendo parlare della reputazione quasi compromessa, Bianca non resse la pressione. Il corpo le tremò leggermente, il viso diventò pallido come un cadavere e il respiro si fece rapido.
«Bianca, non preoccuparti. Finché quella gente non ha voglia di finire in prigione, non dirà niente. La tua reputazione è al sicuro.»
James la strinse con delicatezza tra le braccia, cercando di consolarla.
Bianca lo guardò con aria miserabile. «Davvero? Non mi disprezzerai per questo, vero?»
James le picchiettò il naso con affetto. «Sciocchina, certo che no. Sei la persona più pura e più bella.»
I Johnson sembravano del tutto abituati a quelle effusioni, arrivando perfino a sorridere e ad annuire con approvazione.
Solo lei, nella vita precedente, a quel punto era rimasta completamente all’oscuro di tutto.
Emily osservò con freddezza i due mentre si scambiavano smancerie.
Bianca parve rendersi conto della propria inopportunità e, in fretta, uscì dall’abbraccio di James, spiegando nel panico: «Emily, non fraintendere. Ero solo troppo sconvolta. So che avevi buone intenzioni, ma prima non sei cresciuta bene nella famiglia Johnson, quindi forse non capisci: la reputazione di una donna è più importante della sua vita!»
La stava forse accusando di essere maleducata e senza vergogna?
Nella vita precedente, quando Emily aveva dovuto avere a che fare con ogni genere di uomo per gli affari della famiglia Johnson, non avevano mai pensato che la reputazione di una donna fosse importante.
Era proprio vero: dove non c’è amore, c’è indifferenza.
«Emily, questa volta hai davvero sbagliato. Chiedi scusa a Bianca!» disse James con severità, il tono facendosi ancora più duro.
Un atteggiamento completamente diverso da quello che riservava a Bianca.
Emily fissò il volto di James. Era sempre lo stesso, eppure adesso le sembrava così estraneo.
Quel ragazzo che la proteggeva e la amava era andato perduto l’anno in cui aveva conosciuto Bianca.
«James, ti ricordi ancora che sono la tua fidanzata?» Emily lo disse senza particolare emozione, limitandosi a constatare un fatto.
James aggrottò la fronte.
A lui parve che stesse diventando sempre più irragionevole, che stesse facendo una scenata di gelosia.
«Emily, se hai intenzione di continuare a essere così capricciosa, allora devi sapere che il posto da mia fidanzata non è detto che spetti per forza a te!»
Il suo tono era diventato piuttosto freddo.
Come una minaccia.
O come se finalmente stesse dicendo ad alta voce ciò che aveva sempre voluto dire.
Le unghie di Emily le si conficcarono nei palmi, ma il suo volto rimase di una calma inquietante.
Il suo sguardo scivolò gelido sul viso di Bianca. «Se non io, allora chi? Bianca?!»
«Emily, se non vuoi scusarti, va bene. Io non ti ho mai incolpata, comunque. Non dire certe cose… tra me e James non c’è niente, adesso.»
Aveva detto “adesso”.
Il futuro era un’altra storia.
L’affetto della famiglia Johnson, tutte le cose belle: dovevano appartenere solo a lei, Bianca.
Come avrebbe potuto Emily meritare qualcuno di eccellente come James, con quel background familiare e quel viso?
Anche James era contrariato. «Emily, c’è un limite all’essere capricciosi. Bianca è stata magnanima e non te l’ha fatta pesare, allora perché continui a essere così irragionevole?»
Lo sguardo gli si fece tagliente. «Se continui a essere così insensata, io…»
Le dita di Emily tremarono appena. Sapeva come avrebbe finito quella frase, ma era pronta a tagliare corto e mettere fine a quel caos. Sostenne il suo sguardo senza arretrare. «Tu cosa? Romperai il fidanzamento?»
Rinata in questa vita, se qualcuno doveva dirlo, sarebbe stata lei.
Era lei a rompere il fidanzamento.
Non lo voleva più!
