Capitolo 5

Punto di vista di Sera

L’acqua della Sorgente Sacra era gelida fino alle ossa e portava con sé il sapore ferruginoso del vecchio ferro.

Quando allentai la presa e lasciai che il mio corpo sprofondasse negli abissi insieme a quell’urna bianca di ceramica piena di ceneri, mi aspettavo di essere accolta dal soffocamento, dal buio, dal nulla eterno.

Le ceneri di Lily si dispersero nell’acqua come una nebbia bianca, vorticando attorno alle mie dita. Aprii la bocca e ingoiai a grandi sorsi l’acqua della sorgente, lasciando che quel freddo glaciale mi invadesse i polmoni. Se questo mondo non aveva posto per noi, saremmo scese fino in fondo a cercare la Dea della Luna, perché giudicasse la nostra causa.

La pressione dell’acqua aumentò a poco a poco, i timpani mi ronzavano e la vista cominciò ad appannarsi.

Proprio quando la coscienza stava per dissolversi, qualcosa cambiò.

L’acqua della sorgente, prima gelida, d’un tratto diventò rovente. Sembrò prendere vita, insinuandosi nel mio corpo con forza attraverso ogni orifizio. Il sangue mi parve bollire, ogni vaso bruciare, ogni centimetro d’osso martellato da una forza invisibile.

«Ugh…» Volevo urlare, ma nella bocca mi si riversò soltanto acqua amara.

In quell’agonia vicina alla morte, i sensi mi si amplificarono all’impossibile. Potevo sentire l’assordante sinfonia della sala del banchetto a due chilometri di distanza, il suono nitido dei calici che tintinnavano, perfino il sussurro freddo e crudele di Caden — anche se non riuscivo a distinguere le parole, il disgusto nel suo tono, persino da così lontano, mi tagliava il cuore come un coltello.

Attraverso l’acqua torbida, in qualche modo vedevo con chiarezza ogni granello di sabbia sul fondo, ogni filo d’erba sommersa che ondeggiava nella corrente.

Una lucidità che la me senza lupo non avrebbe mai potuto immaginare.

L’olfatto divenne ancora più spaventoso. Sentivo l’odore terroso dei lombrichi nel profondo del suolo, il tanfo delle foglie marce nella foresta, perfino il lieve sentore metallico che emanava dal mio stesso sangue.

Che cosa… che cosa mi stava succedendo?

Secondo la leggenda, la Sorgente Sacra era il luogo in cui la Dea della Luna purificava i peccati, e nessuno che vi fosse entrato ne era mai uscito vivo. Io pensavo di morire, e invece perché il mio corpo opponeva resistenza alla morte? Come se l’acqua della sorgente mi stesse… trasformando?

Mentre ero ancora immersa nello shock di quei cambiamenti, la superficie dell’acqua esplose all’improvviso.

Un’enorme zampa di lupo, coperta di pelo grigio-nero, piombò nell’acqua e mi serrò con forza la spalla.

Un dolore acuto mi attraversò — la sensazione degli artigli che perforavano la carne.

Fui costretta ad aprire gli occhi e vidi un gigantesco lupo grigio. Era una delle guardie del branco, incaricata di sigillare la Sorgente Sacra, che non si aspettava di trovarmi lì, simile a un fantasma d’acqua con forma umana.

Il mio aspetto lo spaventò. Dopo essere rimasta tanto a lungo sul fondo, la pelle mi era diventata pallida da morte e gonfia, eppure gli occhi mi brillavano di un argento innaturale, irritati dall’acqua della sorgente.

Ma non mi lasciò andare. Anzi, mi affondò i denti con più ferocia nella nuca — come i lupi fanno con i cuccioli o con i membri di rango inferiore — e mi trascinò verso riva come un carico.

«Lascia… lasciami…» mi divincolai debolmente, la gola che produceva un suono simile a un mantice rotto.

Non volevo ancora vivere.

Lily era morta. Che senso aveva la mia vita? Anche se il mio corpo era diventato più forte, e allora? Ero sempre quella nullità senza lupo che non riusciva a proteggere nessuno.

Ma il lupo era troppo potente. Mi scagliò con violenza sull’erba della riva.

Tonfo!

Caddi come un mucchio di fango, sputando acqua e bile dai polmoni.

Subito, attorno a me si accesero innumerevoli torce. La luce accecante mi fece socchiudere gli occhi d’istinto. Al centro di quel bagliore, era arrivato Caden.

Mi sforzai di sollevare la testa e, attraverso i capelli fradici che mi colavano sul viso, vidi l’uomo che avevo amato per metà della mia vita. Indossava un abito nero d’alta sartoria, del tutto fuori posto in quella landa selvaggia. Aveva il volto terribilmente cupo, gli occhi in subbuglio di una violenza e… di un panico che non gli avevo mai visto.

«Sera! Pazza!» Mi si avventò addosso, mi afferrò per il colletto e mi tirò su da terra.

Gli tremavano le mani.

Era rabbia, o quel momentaneo perdere il controllo?

«Lo sai che cosa stai facendo?!» mi urlò contro. «Vuoi morire? Credi di potermi minacciare con questo metodo spregevole? Pensi che mi dispiacerebbe se morissi?!»

Lo guardai in silenzio, con gli occhi vuoti come un pozzo prosciugato.

«Caden…» La voce mi uscì così roca che pareva avessi inghiottito carbone. «Lily… Lily non c’è più… lasciami andare da lei…»

Al nome di Lily, la mano di Caden si irrigidì visibilmente. Ma recuperò subito la sua freddezza, anzi strinse le dita con più forza, tanto che mi divenne difficile respirare.

«Stai zitta!» ringhiò. «La morte di quella bastarda era il suo destino! Come osi interrompere la mia cerimonia in un momento come questo per una morta? Ti rendi conto che l’intero branco mi sta guardando proprio adesso?!»

L’intero branco lo stava guardando.

Ai suoi occhi, la mia vita, la vita di Lily… nessuna delle due contava quanto la sua ridicola dignità.

In quel momento la folla si aprì automaticamente ed Elena avanzò con grazia. Indossava l’abito fluente preparato per la cerimonia d’incoronazione, nobile come una vera regina. Lanciò un’occhiata al mio stato miserabile; nei suoi occhi balenò un lampo di soddisfazione, che svanì all’istante, sostituito da un’espressione di compassione addolorata.

«Caden, non fare così.» Elena gli sfiorò il braccio con delicatezza, con una voce così dolce da colare miele. «Ha appena perso sua figlia. È comprensibile che non sia lucida. Non abbassarti al suo livello… ti farai venire male dalla rabbia.»

Poi si voltò verso di me, quegli occhi bellissimi colmi di “pietà”.

«Sera, lo so che perdere la figlia che amavi è doloroso. Ma come hai potuto fare una cosa tanto sciocca? Se fossi morta, come avresti potuto guardare tuo padre nell’aldilà? Come avresti potuto guardare il branco che ti ha accolto?»

I membri del branco intorno cominciarono a bisbigliare.

«La Luna è così gentile, eppure in un momento come questo parla ancora in favore di quella pazza.»

«Già, Sera è proprio ingrata. La Luna non porta rancore e lei oggi viene comunque a creare problemi.»

«È questa la differenza: la Luna è una vera signora, raffinata.»

Elena fu soddisfatta dell’effetto. Fece un passo avanti, si accovacciò e mi fissò con uno sguardo quasi pietoso; le sue labbra si mossero appena.

Sembrava che mi stesse consolando, ma in realtà parlava con una voce che potevamo sentire solo noi due:

«Sera, accetta il tuo destino. Guardati adesso… sembri un cane annegato. Lily è morta e tu ormai non servi a niente. Invece di umiliarti qui, perché non fai in fretta a morire? Magari puoi andare all’inferno e farle compagnia.»

Detto questo, si rialzò e regalò a Caden un sorriso perfetto. «Caden, non arrabbiarti. Oggi è il nostro giorno felice. Non lasciare che persone irrilevanti ti rovinino l’umore. Finché d’ora in poi si comporterà bene, non le serberò rancore.»

Mi sfuggì una risata gelida. Per chi era tutta quella recita addolorata?

Proprio allora si avvicinò anche il vecchio Alpha Victor. Mi guardò e sbuffò con freddezza:

«Vergognoso! La Sorgente Sacra è forse un posto dove entrare quando ti pare? Quello è territorio dell’Iron Moon Pack! Non solo tu, una senza-lupo, hai profanato il divino, ma hai anche cercato di suscitare pietà tentando il suicidio? Sei davvero senza speranza!»

Si voltò verso Caden, con tono severo. «Caden, non dimenticare che sei l’Alpha. Chi corrompe così i nostri valori deve essere punito severamente! Domani mattina, alle prime luci, convoca un tribunale del branco al completo. Sarò io stesso a stabilire la sua sentenza!»

«L’urna…» Realizzai all’improvviso e guardai freneticamente verso l’acqua. «La mia Lily!»

Quel vaso di ceramica bianca era già sprofondato negli abissi, sparito alla vista.

Era l’ultimo ricordo che avevo di Lily, e adesso anche quello era perduto.

Cercai di ributtarmi in acqua come una pazza, ma Caden mi assestò un violento schiaffo in faccia.

Schiocco! Il suono secco dello schiaffo riecheggiò nella notte.

La testa mi scattò di lato; un filo di sangue mi colò dall’angolo della bocca. Metà del viso mi si intorpidì all’istante, e il ronzio nelle orecchie riprese.

«Basta!» La voce di Caden era fredda come schegge di ghiaccio. «Portatela via! Chiudetela nelle segrete! All’alba di domani, tribunale del branco al completo!»

Due robusti soldati lupo mi sollevarono di peso. Mentre mi trascinavano via, mi voltai un’ultima volta.

Caden stava chinando il capo per sistemare i capelli di Elena, scompigliati dal vento notturno, con movimenti così delicati come se lei fosse un tesoro fragile.

Ed Elena si rannicchiò nel suo abbraccio, con un sorriso da vincitrice agli angoli della bocca.

Quel sorriso era pieno di scherno per me, la sconfitta.

Fui trascinata brutalmente nella segreta buia. Alle mie spalle, la festa del branco continuava in un tripudio sguaiato.

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