Capitolo 2

Il punto di vista di Ethan

Mentre guidiamo verso casa mia, do un’occhiata alla donna, ricordando la prima volta che l’ho vista.

Ne ho sentito il profumo nell’istante in cui è entrata. Una leggera fragranza floreale e di vaniglia che ha catturato subito l’attenzione del mio lupo. Un odore delizioso e intenso che ha spinto anche me a voltarmi nella sua direzione.

«Parlale» mi ha incitato il mio lupo, ma il luccichio di un diamante al suo dito mi ha fatto rimanere seduto.

«È sposata» ho ringhiato tra me e me. Questo, però, non ha impedito ai miei occhi di vagare sul suo corpo stupendo.

I capelli, ancora umidi per la pioggia, le spuntavano in qualche ciocca disordinata. Le tracce delle lacrime erano evidenti sulle sue guance mentre mandava giù un bicchiere di bourbon dopo l’altro. Da lei emanava un odore di tristezza che quasi sovrastava il suo profumo naturale e irresistibile.

«È nostra» mi ha detto il mio lupo, premendo contro il mio autocontrollo.

Mentre la osservavo, mi sono reso conto che era bellissima… per essere un’umana.

La luce soffusa del bar le illuminava la pelle chiara e i capelli color miele. Le curve riempivano il suo vestito, creando un paesaggio delizioso su cui avrei tanto voluto mettere le mani. Anche dall’altra parte della stanza, il suo profumo mi chiamava, ma era debole.

Come sarebbe stato se le fossi stato accanto?

Dovevo scoprirlo.

«Vai» mi ha spinto di nuovo il mio lupo. Il barista l’ha afferrata. Stavolta non sono rimasto seduto e, pochi secondi dopo, mi sono scagliato contro l’uomo che aveva osato mettere le mani sulla mia donna.

«COMPAGNA» ha ringhiato il mio lupo mentre raggiungevo il barista.

«La signora ha detto di lasciarla andare» ho sibilato, afferrandolo per la nuca e strattonandolo all’indietro. Dopo averlo gettato a terra, mi sono messo tra loro due. Non aveva nessun diritto di toccare ciò che era mio.

Con un calcio violento sul fianco, l’ho fatto rotolare sul pavimento, ansimante, prima di voltarmi verso la mia compagna.

Il punto di vista di Fiona

Mani delicate mi sfilano il vestito, rivelando la mia lingerie di pizzo nero. Poi le dita di Ethan mi sfiorano lentamente le spalle, inviando brividi di piacere lungo tutto il corpo.

Le sue mani scendono lungo il mio collo fino al seno, giocherellando con il tessuto sottile.

«Occasione speciale?» La voce roca di Ethan mi fa mancare il respiro e il cuore mi martella contro le costole.

Un calore bruciante mi pervade il corpo, in netto contrasto con i brutti ricordi di stanotte.

«No» mormoro, appoggiandomi a lui mentre mi coppa i seni. «Mi piace semplicemente la sensazione del pizzo sulla pelle.»

Mi fa girare di scatto, inchiodandomi al muro e bloccandomi le mani sopra la testa. Solleva un sopracciglio scuro, quasi come se fosse contrariato. Gli dà fastidio? Non dovrebbe essere più contento, più mi vesto in modo sexy?

«Sei mia» ringhia, e quel brontolio mi manda una vampata di calore dritta tra le gambe. «Solo io posso vedere il tuo corpo.»

Poi le sue labbra sono sulle mie, le sue mani mi afferrano il sedere mentre mi solleva, mi fa avvolgere le gambe attorno alla sua vita e mi porta fino al morbido materasso per sdraiarmi.

«Io…» Le mie parole si trasformano in un gemito quando Ethan muove i fianchi. Mi inarco, desiderando ancora il suo tocco, e mi lamento quando si allontana.

«Pazienza» dice, e lo guardo mentre si sbottona rapidamente i pantaloni, se li sfila e li getta sul pavimento. Il cuore perde un battito, per poi accelerare ancora di più quando lui mi si avvicina di nuovo.

«Ethan.» La mia voce è roca, come se non bevessi acqua da un’eternità.

Poi le sue labbra sono di nuovo sulle mie, le sue mani mi stringono i seni, i pollici mi sfiorano i capezzoli. Gemo nella sua bocca e sollevo i fianchi, bisognosa di più. Il piacere mi travolge mentre le sue dita scendono più in basso, raggiungendo finalmente la mia intimità.

«Così fottutamente bagnata per me» ringhia.

«Oh, Dio» sussurro ansimando. Due dita mi riempiono, curvandosi e pompando finché non grido. Il piacere cresce come un’onda, finché delle macchie nere mi offuscano la vista e non riesco più a trattenermi.

Affondando le dita nelle sue spalle, lo tiro più vicino.

«Ti voglio» ansimo. «Ethan…»

«Compagna» sussurra Ethan. Il calore tra noi si fonde e, in un turbine di movimenti, le sue labbra ritrovano le mie mentre mi afferra i fianchi e mi penetra.

I nostri corpi si muovono in una danza primordiale e rovente.

Senza fiato, mi lascio cadere sul letto per riprendermi dalla pesante ondata di piacere. Ethan mi attira a sé e affonda il naso tra i miei capelli, inspirando. Sorrido e inspiro a mia volta, trovando attraente il suo singolare profumo di pino.

«Sai di foresta» borbotto, strofinandomi contro il suo collo per sentirne di nuovo l’odore. Non ho mai sentito niente di così buono.

«Come ti senti?» mi chiede Ethan, ignorando la mia domanda.

«Incredibile» mormoro, appoggiandomi a lui. Le dita di Ethan percorrono distrattamente le linee delle mie braccia mentre lui emette un mugolio in risposta. Il suo tocco è elettrico.

Non ho mai sentito un’attrazione così forte come quella che provo quando Ethan mi tocca. Jack non mi ha mai fatto sentire il calore e il bisogno che sento con Ethan.

Da quando ci siamo conosciuti, Ethan mi ha toccata di continuo. È come se non ne avesse mai abbastanza, ed è una bella sensazione. Mi sento desiderata, ma anche confusa, perché ho sentito dire che è sempre circondato da donne bellissime, quindi perché proprio io?

«Cosa c’è che non va?»

«Niente» borbotto, alzando lo sguardo verso di lui.

Non accetta la mia risposta, perché ci fa rotolare su un fianco e, prima che possa dire qualsiasi cosa, le sue labbra sono di nuovo sulle mie.

Il calore che si era placato si riaccende, impossessandosi di tutto il mio corpo mentre il suo tocco e il suo profumo speziato mi consumano.

«Sei stata creata per me» geme Ethan contro le mie labbra.

«Prendimi.»

Ethan ringhia di nuovo, mi fa mettere a quattro zampe, mi tira a sé ed entra di nuovo in me. Sussulto quando il piacere mi travolge, quasi accecandomi.

«Oh, Dio. Sì, Ethan!» grido, aggrappandomi alle lenzuola mentre lui spinge dentro di me. La vista mi si annebbia e il fuoco mi divampa nel corpo. Il mondo si inclina mentre un orgasmo mi manda in pezzi, trasformandomi in una pozza informe.

«Cazzo» geme Ethan, poi ci lascia cadere entrambi sul letto. La stanchezza mi cala addosso come una coperta, trascinandomi verso il sonno. Lui è diverso da chiunque abbia mai conosciuto e vorrei che potessimo restare così per sempre.


Girandomi dall’altra parte, mi stiro e apro gli occhi, trovando il posto accanto a me vuoto. Il rumore della doccia in bagno mi rivela dove si trova Ethan, e sospiro. Probabilmente dovrei sgattaiolare via mentre è lì dentro.

È impossibile che per lui questo significhi più di una delle sue solite avventure di una notte.

Sospirando di nuovo, afferro il telefono e trovo un messaggio di Isla. È un po’ presto perché mi scriva, quindi sblocco il telefono e apro l’avviso del giornale.

Il cuore quasi mi si ferma quando leggo la notifica. Tra trenta giorni, i soldi di mia madre saranno trasferiti a Jack. Com’è possibile che sia così presto? Come ho fatto a non rendermene conto prima?

Scatto in piedi, mi rimetto i vestiti e compongo il suo numero mentre mi precipito fuori dalla stanza.

«Ehi, l’hai visto?» chiede Isla non appena risponde.

«Sì. Non va bene per niente, Isla. Non può avere quei soldi» le dico.

«Cosa? Perché?»

«Sta con Jessica! Hanno pianificato tutto, Isla. Mi hanno tradita alle mie spalle e ora lui si prenderà i soldi di mia madre» le spiego. «Li ho beccati ieri sera alla festa.»

«Che stronzo!» strilla lei. Annuisco e scivolo fuori dalla porta d’ingresso, guardandomi intorno. Non ho idea di dove io sia.

«Gli ho detto che volevo il divorzio» dico, e lei si lascia andare a una sfilza di parolacce. Urla così forte che devo allontanare il telefono dall’orecchio. La sua rabbia mi fa sentire meglio, perché so di avere qualcuno dalla mia parte.

Quando riavvicino il telefono all’orecchio, Isla sta sbraitando: «Quel verme viscido, buono a nulla e traditore farà meglio a guardarsi le spalle, perché se lo vedo è un uomo morto. E so che lo studio legale di Jack non permette relazioni sul lavoro: chi viola la regola viene licenziato. Potresti usare il filmato di ieri sera per denunciarli».

«È un’ottima idea, Isla.»

Non ci avevo pensato, ma ha ragione. Deve imparare la lezione.

«Com’è andata la tua serata, dopo? Cos’è successo?» mi chiede Isla mentre comincio a camminare verso la strada.

«Io…» La mente mi si affolla di immagini della notte scorsa. «Sono andata in un bar e poi sono andata a letto con Ethan Montgomery.»

«QUEL Ethan Montgomery?!» strilla. «Il miliardario da urlo, Ethan Montgomery?! Oh mio Dio! Davvero? Le avventure di una notte di Ethan sono sempre con top model o celebrità» esclama, facendomi quasi inciampare sui miei stessi piedi. Lo sapevo, l’avevo visto al telegiornale e sentito dire da Jack, ma non volevo pensarci.

«Si è avvicinato lui e, complice l’alcol, siamo finiti a letto» le dico, per poi ammettere: «E bacia da dio».

«Ti ha baciata?! Lo sanno solo in pochi, e l’ho scoperto da poco…» fa una pausa, e io gemo. «Ethan non bacia mai nessuno quando fa sesso.»

La testa mi gira.

«Cosa?»

No, non può avere ragione. Ethan bacia, eccome. A dire il vero, la notte scorsa mi ha baciata più lui di quanto Jack mi abbia mai baciata in tutta la vita.

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