Capitolo 5

Il punto di vista di Fiona

«Non stavo flirtando con tutti quegli uomini, Ethan. Cercavo un avvocato per fare causa a mio marito» gli dico. La paura per quello che è appena successo mi avvolge ancora, ma con lui qui mi sento meglio. Anche se si sta comportando da perfetto stronzo.

«È davvero l'unico modo per trovare un avvocato?»

Ignoro la sua domanda, mentre la rabbia finalmente mi raggiunge. Sento il viso avvampare e il petto dolermi per il disgusto e la rabbia nella sua voce. Mi dà sui nervi. Non dovrebbe fare commenti sarcastici senza conoscere tutta la situazione.

«Non saresti dovuta andare in giro con così tanti uomini» borbotta Ethan. La sua mascella si contrae per il fastidio, o forse per la rabbia, e qualunque cosa sia mi confonde.

«Perché dovrebbe importarti con chi parlo?» domando, incrociando le braccia al petto mentre cammino. «Non sono affari tuoi, Ethan.»

Mi avrà anche salvata, ma questo non gli dà il diritto di comandarmi a bacchetta.

«Hai intenzione di continuare a passare da un uomo all'altro per trovare un avvocato?»

Lo fisso a bocca aperta.

«Cosa?! No. Stavo solo parlando con loro» ribatto. «Non ho secondi fini.»

Mi osserva, poi inspira ed espira rumorosamente.

Quando arriviamo all'edificio, mi allontano di qualche passo da lui ed entro. Non ho bisogno che qualcun altro pensi che sia una poco di buono, ma non sembra che nessuno si sia accorto che eravamo usciti. Meglio così. Non voglio che nessuno, specialmente Jack, mi tormenti per essere sgattaiolata via.

«Se posso avere l'attenzione di tutti» annuncia un uomo, per poi proseguire: «Vorrei dare ufficialmente inizio al ballo invitando sulla pista il nostro stimato ospite, Ethan Montgomery». Un riflettore si accende di colpo su Ethan e tutti gli sguardi si posano su di lui mentre scruta la folla, in attesa.

A disagio, mi muovo sui piedi e faccio qualche passo indietro, ma prima che possa allontanarmi, Ethan mi prende la mano. Mi tira a sé e lo shock mi attraversa. Non avrei mai immaginato che avrebbe scelto me al posto delle affascinanti donne dell'alta società che ci circondano, soprattutto considerando quanto fosse arrabbiato solo pochi istanti fa.

«Ethan, non…»

Le parole mi muoiono in gola mentre mi attira contro il suo petto, sistemando una delle sue mani nella mia e l'altra sul mio fianco. Mi irrigidisco, ma il calore del suo tocco si insinua nella pelle, rilassandomi, mentre mi conduce al centro della pista da ballo. Le farfalle mi esplodono nello stomaco.

I ricordi di quella notte, delle sue dita, della sua bocca, del suo… Scaccio via i pensieri mentre il calore mi divampa nel corpo. Non devo assolutamente pensare di andare a letto con Ethan mentre tutti nell'edificio ci stanno guardando.

Gli sguardi invidiosi delle donne intorno a noi mi fanno mordere il labbro. Mi tremano le mani, costringendomi a stringere più forte quella di Ethan.

«Rifiutarmi davanti a tutti non sarebbe una buona idea» mormora Ethan, percependo la mia esitazione.

Ha ragione, rifiutarlo potrebbe crearmi dei problemi, quindi lo lascio fare. Volteggiamo sulla pista, i nostri corpi sempre più vicini a ogni passo. La gonna mi fruscia intorno mentre Ethan mi fa fare una giravolta per poi attirarmi di nuovo a sé, i nostri nasi che quasi si sfiorano.

Inspiro bruscamente, con un respiro instabile. Altro che farfalle. Ho un'intera mandria di elefanti che mi rimbomba nello stomaco.

Siamo così vicini che sento il calore del suo corpo penetrarmi e quasi farmi girare la testa dal desiderio. Gli stringo di nuovo la mano, distogliendo a forza l'attenzione e lasciando che i miei occhi scorrano sulla folla.

Provo a immaginare cosa vedano: una povera signorina nessuno e l'uomo più ricco e affascinante della serata in uno stretto abbraccio.

Quando rialzo lo sguardo, gli occhi verdi di Ethan sono fissi nei miei, intenti a studiarmi. È come se non vedesse nient'altro e nessun altro.

Non gli importa che tutti ci stiano guardando?

Le sue grandi mani sul mio girovita sono calde e pesanti, e devo sforzarmi per non abbandonarmi contro di lui.

«Perché balli con me?» gli chiedo. Avrebbe potuto scegliere chiunque con cui ballare, da stringere così, e invece no.

Un’ondata di calore mi sale dal petto al collo, fino a incendiarmi le guance quando Ethan si china verso di me, sfiorandomi l’orecchio con le labbra. Rabbrividisco a quel tocco così intimo, soprattutto quando le sue dita si stringono appena intorno alla mia vita e mi attirano ancora più vicino, quasi a volermi fondere con lui.

La sua voce roca mi graffia i nervi e mi provoca un brivido lungo la schiena mentre sussurra: «Tutte le altre donne sono solo guai».

E io non sarei un guaio? Dal modo in cui mi aveva rimproverata poco prima, pensavo mi considerasse un problema per lui.

Ethan si ritrae un po’ e mi fissa negli occhi.

«Com’è il tuo rapporto con tuo marito?»

La domanda mi coglie alla sprovvista e sussulto. Jack. Mio marito.

Il piacere del tocco di Ethan si gela al solo pensiero di quel porco disgustoso che chiamo marito. La domanda è un’interruzione fuori luogo, ma la risposta mi viene facile. «Lo odio perché mi ha spezzato il cuore. Tutto di mio marito è una farsa: il suo amore, i suoi modi».

Ethan fa un sorrisetto compiaciuto.

«Capo» interviene una voce, distogliendo la mia attenzione da Ethan e portandola su mio marito. «Fiona è mia moglie e si sta avvicinando a lei con secondi fini. Ho intenzione di divorziare per la sua promiscuità». Gesticola verso di me, poi verso il resto della sala. «Guardi come ha flirtato con tutti gli uomini per tutta la sera».

Rallentiamo fino a fermarci, ed Ethan si volta verso mio marito con un’espressione irritata. Intanto, la folla bisbiglia insulti e commenti disgustati.

«Come ha potuto fare una cosa simile a suo marito?» sento dire da qualcuno.

«Che schifo» dice un altro.

«Dovrebbe vergognarsi».

Stringo i denti e mi volto verso Jack. «Uomo senza vergogna…»

«Guardi i segni che ha sul collo, lasciati da un altro uomo. Capo, la prego, mi creda» insiste Jack, indicando i succhiotti che Ethan mi aveva fatto l’altra sera. Prima di venire alla festa li avevo coperti con il trucco, ma immagino sia venuto via durante la zuffa con Daniel.

In quel momento compare Jessica, che prende le parti di Jack, testimoniando: «Sono la sorella di Fiona e so bene quanto sia una donna di facili costumi. Farebbe meglio a starle lontano!».

Trasalisco al volume della sua voce e poi la fulmino con lo sguardo.

«Se c’è una donna di facili costumi qui, quella sei tu, Jessica» grido, puntandole il dito contro. «Siete voi quelli in torto».

Un brusco sussulto si leva da qualcuno tra i presenti, seguito da una voce indignata: «Come osa cercare di dare la colpa a suo marito?».

Il cuore mi si ferma in petto. Mi guardo intorno e incontro solo sguardi di fuoco puntati su di me, mentre a Jack sono riservate occhiate di pietà e rammarico.

«Io ho solo aiutato Jack con gli affari mentre tu eri fuori a tradire tuo marito» sogghigna Jessica. Un vago senso di colpa mi assale, ma lo ricaccio indietro. Hanno cominciato loro. Non io.

La folla intorno a noi sussurra ancora più forte, e lo stomaco mi si contorce per la rabbia e l’imbarazzo mentre il peso della loro repulsione mi crolla addosso. Perché dovevano iniziare questa scenata in pubblico? Perché doveva succedere tutto questo? Non potevano semplicemente lasciarmi in pace?

«Questi segni?» chiede Ethan, sorprendendomi mentre mi sfiora il collo con un dito. Rabbrividisco e, senza volerlo, mi abbandono al suo tocco. È delicato, come quando mi aveva portata a letto. Un flash di come mi sono procurata quei segni mi attraversa la mente e serro le labbra.

«Questi segni glieli ho fatti io, quindi qual è il problema?»

Gli occhi di Jack schizzano fuori dalle orbite e Jessica rimane a bocca aperta.

«Sono segni miei» ripete Ethan, tirandomi più vicino. La mia schiena sbatte contro il suo petto mentre il suo braccio mi cinge la vita. Il sussurro delle sue labbra che sfiorano un punto particolarmente sensibile sotto il mio orecchio mi fa fremere le palpebre.

Nello stesso istante, Jack fa un passo indietro, mentre i suoi occhi saettano da me a Ethan.

Capitolo precedente
Capitolo successivo