Capitolo 03

«Tesoro, la mamma deve ancora sbrigare delle pratiche per le tue dimissioni. Torno subito, va bene? Fai il bravo!» disse Stella a Liam, che annuì e cominciò a fare colazione.

Passando accanto a Nathan, lo trascinò fuori dalla stanza.

«Resta con lui, per favore. Vado a firmare dei documenti. È un bravo bambino!»

Quando Stella se ne fu andata, Nathan rientrò nella stanza, avvicinò una sedia e si sedette di fronte al letto di Liam. Era la prima volta che guardava suo figlio con attenzione.

«Perché mi fissi? Non è che ti sia mancato davvero!» Liam, sentendo che qualcuno lo stava osservando, alzò il viso e aggrottò la fronte.

«Liam Collins, sono tuo padre, Nathan Collins» disse Nathan.

«Mi basta la mamma!» lo ignorò Liam, continuando a mangiare.

Nathan non avrebbe mai immaginato che suo figlio potesse essere così pieno di ostilità nei suoi confronti.

Dopo aver sbrigato tutte le procedure per le dimissioni, Stella tornò e, aprendo la porta, vide padre e figlio seduti insieme.

«Mamma, finalmente sei tornata!»

Appena vide Stella, l'espressione seria sul volto di Liam si trasformò in un sorriso.

Stella entrò nella stanza senza degnare di uno sguardo Nathan, che era seduto lì accanto. Andò dritta da Liam e lo abbracciò, poi lo aiutò a cambiarsi per poter andare via.

«Mamma, posso davvero uscire dall'ospedale?» Liam era emozionatissimo, con gli occhi che gli brillavano al pensiero che finalmente, dopo quattro mesi, poteva tornare a casa.

«Sì, il dottore ha detto che puoi lasciare l'ospedale. Allora cambiamoci e andiamo!» disse Stella, accarezzandogli la testa.

«Che bello andarsene finalmente da qui!» esclamò Liam battendo le mani, e la sua risata gli fece spuntare una fossetta.

Nathan, che non si era mosso, osservava madre e figlio mentre si davano da fare, ignorandolo come se fosse un uomo invisibile.

Durante il tragitto verso casa, Liam rimase sdraiato sulle gambe di Stella e per tutto il viaggio parlarono del mondo là fuori. Attraverso lo specchietto retrovisore, Nathan poteva vedere la testolina di Liam appoggiata sulla spalla di Stella. Sembrava molto concentrato mentre ascoltava i suoi racconti.

L'aspetto di Stella era dolce e bellissimo, ma Nathan era convinto che fosse bella solo in superficie. In realtà, pensava che fosse una persona profonda, piena di astuzia e malvagità. Altrimenti, come avrebbe potuto sposarlo?

Quando arrivarono a casa, Anna era seduta sulla soglia ad aspettare il suo pronipote.

«Liam, la nonna è qui!»

Appena vide Anna, Liam le corse incontro e i due parlarono a lungo.

«Liam, ho fatto preparare una stanza tutta per te» disse Anna al pronipote, che a quelle parole aggrottò la fronte.

«Ma nonna, io ho sempre dormito con la mamma!» rispose Liam, dato che prima del ritorno di suo padre aveva sempre passato le notti con lei.

Anna si limitò a sorridere e ad accarezzare la testa del pronipote, ma Nathan, sentendo la conversazione, intervenne:

«Nonna, posso andare io nella stanza degli ospiti...»

Prima che potesse finire la frase, sua nonna lo interruppe:

«Non trovare scuse, Nathan» lo fulminò con lo sguardo. «Sai qual è il tuo posto in questa casa, quindi non crearmi problemi!»

Nathan annuì in silenzio. Poteva anche essere un uomo fatto e finito, ma sua nonna era al comando di tutto e nessuno osava contraddirla.

«Liam, tesoro, il tuo papà è tornato a casa e anche tu sei cresciuto. Perciò è un bene che tu abbia la tua stanza!» disse Anna, cercando di convincere Liam dell’idea. «Marie, puoi accompagnarlo a vedere la sua camera? E controlla se ha bisogno di qualcosa» ordinò poi alla tata, che annuì. «E voi due, sedetevi. Dobbiamo parlare!»

Appena Anna ebbe pronunciato queste parole, tutti i domestici lasciarono la stanza, compreso Liam con la tata, lasciando soli Stella, Nathan e i suoi genitori.

«Liam non può aspettare che voi due vi piacciate. Dovete rimanere incinti il prima possibile e salvare il mio primo pronipote!» Anna fu categorica e tutti chinarono il capo.

Stella sapeva che quello era l'unico modo per salvare Liam. E in questa vita, lui era l'unica cosa che le dava una ragione per vivere; avrebbe fatto qualsiasi cosa per restargli accanto, a qualunque costo.

«Nathan, hai sentito cosa ha detto tua nonna?» gli domandò Filipo, vedendo che non aveva alcuna reazione.

«Come puoi chiedermelo? Pur sapendo che tra me e lei non c'è nessun sentimento?» si lasciò cadere Nathan sul divano, prendendo un respiro profondo.

Stella sapeva cosa intendeva. Liam non era stato un figlio programmato, e nemmeno il secondo lo sarebbe stato. Significava solo che il legame tra loro si sarebbe fatto ancora più stretto.

«Nathan, sia Liam che il tuo secondo figlio sono eredi della famiglia Collins!» replicò Anna con durezza.

Nathan si limitò a sospirare profondamente, alzò le braccia al cielo, poi si alzò e andò in camera sua. Era inutile, nessuno lo avrebbe capito.

«Nathan! Nathan!» Filipo era furibondo, ma per quanto lo chiamasse a gran voce, Nathan non tornò indietro.

«Ella, non preoccuparti. Qualunque cosa accada, farò in modo che tu e lui concepiate il secondo figlio, e Liam starà bene» la confortò Anna. Stella si limitò a sorridere.

Era forse colpa sua se Nathan la odiava e la respingeva in quel modo? Ma cosa poteva farci? Per Liam, era disposta a tutto.

Stella aprì la porta della camera da letto e, quando entrò, Nathan era in piedi vicino alla finestra, al telefono con qualcuno, e la sua voce era insolitamente dolce e gentile.

Non ci voleva molto a immaginare chi potesse essere dall'altro capo del telefono, se non la sua amata e preziosa Olivia Carson.

Stella gli passò davanti senza degnarlo di uno sguardo, si tolse il cappotto ed entrò in bagno. Aveva bisogno di un bagno molto caldo per recuperare le energie, e poi sarebbe andata a controllare come stava Liam.

Riempì la vasca, si spogliò ed entrò. Aveva mille pensieri per la testa, ma in quel momento voleva solo dimenticare tutto per un po'.

Chiuse gli occhi, si appoggiò al bordo della vasca e sentì il calore dell'acqua avvolgerla. Finalmente tutto il suo corpo poté rilassarsi un po'.

All'improvviso, sentì la porta del bagno aprirsi. Sorpresa, spalancò subito gli occhi. La sua prima reazione fu quella di afferrare l'asciugamano che aveva messo da parte e coprirsi completamente.

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