Capitolo 8

Billy rimase un po' al telefono a flirtare con Laura.

Dopo aver riagganciato, chiamò Aria. «Aria, non arrabbiarti. Sei l'unica che mi piace» disse Billy con dolcezza, sebbene dentro di sé fosse piuttosto seccato.

Pensava davvero che fosse così credulona?

Aria alzò gli occhi al cielo e rimase in silenzio. Era curiosa di scoprire cosa avesse in mente Billy questa volta.

«La gente in giro è così superficiale. Ma io? Per quanto tu possa essere brutta, ti vorrò sempre» disse Billy, cercando di sembrare sincero.

«Davvero? Hai chiamato solo per dirmi questo?» La voce di Aria era di ghiaccio.

Ascoltare le sdolcinatezze di Billy le faceva rivoltare lo stomaco.

Ma trattenne il disgusto, sperando che quel cretino arrivasse presto al sodo.

«Aria, a dire il vero, mi servirebbe un favore». Billy fece una pausa.

Di solito, Aria sarebbe intervenuta subito offrendogli il suo aiuto, ma in quel momento dall'altro capo del filo ci fu solo silenzio.

Riluttante, Billy continuò: «Sai, l'imminente concorso canoro è importantissimo per Laura. Se vince, l'aiuterà per i Dream Awards».

Aria ghignò tra sé e sé.

Billy aveva davvero una bella faccia tosta. Non aveva ancora sistemato le cose con lei e le stava già chiedendo dei favori per Laura. Che spudoratezza.

Ma Aria aveva i suoi piani.

«D'accordo, ci sto» disse Aria a bassa voce, ma nei suoi occhi brillò un bagliore freddo.

«Sapevo che avresti accettato, Aria. Sono così fortunato ad avere una fidanzata fantastica come te» disse Billy felice, buttando lì qualche parolina dolce per rabbonirla.

Uno sguardo di disgusto balenò negli occhi di Aria. Davvero in passato era cascata in quelle frasi patetiche?

Quei due idioti non avevano alcun vero talento, eppure volevano fama e fortuna. Che affrontassero le conseguenze dei loro inganni.

La mattina presto del giorno seguente, Aria seguì le istruzioni di Lewis e si recò alla clinica privata di Brett; non era aperta al pubblico, disponeva di attrezzature all'avanguardia e serviva magnati dell'imprenditoria e funzionari di alto rango.

Aria, con le cicatrici sul viso, si sentiva fuori luogo lì dentro.

«Buongiorno, ha un appuntamento?» La receptionist, sfoggiando un sorriso professionale, fermò educatamente Aria.

«Il signor Windsor ha preso accordi per la mia visita». Aria esitò.

«Oh, signorina York, mi segua per favore». La receptionist fece strada ad Aria con calore.

Il servizio era davvero impeccabile.

Aria seguì la receptionist lungo un corridoio ampio e luminoso fino alla sala visite.

Un bel ragazzo in camice bianco e occhiali era seduto lì, intento a esaminare una spessa cartella clinica. Senza alzare lo sguardo, disse: «Si sieda lì».

Brett, il medico leggendario, era sorprendentemente giovane e di bell'aspetto.

Aria si sedette con calma. «Dottor Astor, sono Aria York. Il signor Lewis Windsor ha preso accordi affinché io possa curare le cicatrici sul mio viso».

Non appena finì di parlare, Brett alzò di scatto la testa, fissandola senza posare la cartella clinica.

«Lei è Aria?» La squadrò da capo a piedi come se fosse una creatura rara.

Aria si sentì confusa. Era davvero necessaria una simile reazione?

Forse Simon aveva raccontato a Brett della loro avventura di una notte?

Era davvero così pettegolo?

Aria si sentì a disagio. «C'è qualche problema?»

Brett fece un sorriso innocuo. «Non sia nervosa. Lewis mi ha spiegato la sua situazione. Venga con me».

Poi, sotto la sua guida, Aria fu sottoposta a una serie di esami.

Brett diede un'occhiata ai risultati e dichiarò con sicurezza: «La ferita non è grave. Con il mio piano terapeutico, quelle cicatrici spariranno nel giro di un mese.»

Dal momento che era l'unica donna a gravitare attorno a Lewis, non aveva alcuna intenzione di prendere la cosa alla leggera.

Si trattava solo di una lieve lesione al viso, ma Brett, che di norma accettava esclusivamente casi clinici complessi, aveva deciso di occuparsene di persona.

«Grazie, dottor Astor.» Aria si sentì un po' a disagio sotto lo sguardo intenso di Brett.

Aveva sentito dire che l'unica vera passione dei medici fosse l'anatomia.

Percorsa da un brivido, Aria si affrettò a lasciare lo studio medico, nel timore che, trattenendosi oltre, non le avrebbero più permesso di andarsene.

Le labbra di Brett si incresparono in un sorriso divertito mentre componeva un numero familiare.

Risposero quasi subito, e dall'altro capo giunse una voce gelida: «Parla.»

«Con questo atteggiamento di ghiaccio, come speri di conquistarla?» lo punzecchiò Brett.

Aveva sempre creduto che Lewis sarebbe rimasto scapolo a vita, e invece si era trovato una moglie in men che non si dica. La vita era davvero imprevedibile.

Lewis rimase in silenzio.

«Ci sai fare. Dove l'hai scovata quella ragazza? Anche se ora ha il viso segnato dalle cicatrici, una volta guarita sarà di una bellezza rara! Trovane una così anche per me» continuò Brett con entusiasmo, senza curarsi del silenzio di Lewis.

«Pettegolezzi in orario di lavoro? Che ne diresti di farti qualche round sul ring?» suggerì freddamente Lewis.

«Sei proprio perfido. Chiudiamola qui.» Brett riattaccò in fretta, senza aspettare la replica di Lewis.

Si ricordava ancora di quando, anni prima, aveva fatto infuriare Lewis e le aveva prese di santa ragione sul ring, ritrovandosi poi costretto a letto per due mesi.

Da allora, ogni volta che Lewis aveva voglia di allenarsi, i suoi amici si dileguavano nel cuore della notte.

A quanto pareva, gli conveniva prenotare un volo al più presto.

Aria tornò a casa con i farmaci e si diresse dritta in camera sua.

Per un'abitudine lavorativa ormai consolidata, la prima cosa che fece fu accendere il computer per controllare se ci fossero nuovi messaggi o impegni di lavoro.

Con sua grande sorpresa, trovò un'email con in allegato l'invito di una celebre casa di produzione, che le chiedeva di comporre la sigla per il loro nuovo progetto.

Oltre a essere la primogenita della famiglia York, Aria era anche una cantante online nota con il nome d'arte di Amnesia.

Aveva creato quell'alter ego inizialmente solo per pubblicare qualche bozza musicale, ma inaspettatamente aveva riscosso un enorme successo, arrivando a radunare milioni di fan.

Tuttavia, era sempre stata troppo assorbita dalla composizione di brani per Laura per potersene occupare a dovere.

Ma ora, quell'identità segreta poteva rivelarsi l'occasione perfetta per ribaltare la situazione.

Aria arrivò alla caffetteria all'ora concordata.

Quando aprì la porta, scorse una figura familiare.

«Simon? Sei qui anche tu per registrare la sigla?» domandò Aria, con una punta di confusione negli occhi.

«Non lo sapevi? È una serie TV di cui sono protagonista. Il regista ha avuto un imprevisto e mi ha chiesto di fare le sue veci. Spero non ti dispiaccia» rispose Simon con un sorriso gentile, per nulla sorpreso.

«Nessun problema» sorrise Aria, annuendo.

Non aveva davvero idea che Simon recitasse in quella serie.

Che coincidenza.

Ma la famiglia Windsor le aveva dato un grande aiuto, e Simon era il suo futuro marito segreto. Forse era il caso di iniziare a instaurare un rapporto?

Con quel pensiero in mente, Aria si sedette accanto a Simon, rivolgendogli un sorriso caloroso.

Simon trasalì e si affrettò a spostarsi per sedersi di fronte a lei, portandosi dietro persino la tazza di caffè.

Se Lewis avesse scoperto che qualcuno aveva osato sedersi così vicino alla sua futura moglie, probabilmente gli avrebbe sparato.

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