Il mio compagno ha scelto la mia migliore amica, così suo zio mi ha reclamata

Il mio compagno ha scelto la mia migliore amica, così suo zio mi ha reclamata

Mystique Luna 🌙🐺 · In corso · 269.0k Parole

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Introduzione

Quando il suo compagno predestinato sceglie la sua migliore amica, Euphyllia Ivara Ruinart scopre una crudele verità: è rinata innumerevoli volte, solo per essere tradita in ogni vita.

Nella sua disperazione, una notte proibita la lega a Lucretius Xior Franciosa, Alpha del branco Golden Eclipse, comandante dell'esercito reale, nonché zio e nemico giurato del suo stesso compagno. Da quella notte in poi, iniziano ad apparire biglietti criptici e un singolo crisantemo, che ben presto scopre provenire da lui. È il suo costante promemoria che lei è osservata, reclamata e marchiata come sua.

Poi arriva la sua offerta: vendetta, in cambio del suo corpo, della sua fiducia e, forse, persino della sua anima. Un patto col diavolo che lei accetta, giurando di distruggere il compagno che l'ha respinta e l'amica che l'ha tradita.

Ciò che inizia come vendetta diventa un intreccio con l'oscurità di lui, dove l'ossessione divora l'amore e la rovina è l'unica fine possibile. Ma in mezzo al caos del tradimento e del desiderio, Euphyllia brama di svelare il mistero delle sue vite passate e scoprire chi è veramente.

Capitolo 1

Era passato un anno da quando avevo scoperto che il mio compagno predestinato non era altri che Redmund Franciosa. Durante quell'anno, la nostra relazione era rimasta un segreto, proprio come voleva lui.

"Presto, amore. Presto." Mi sussurrava dolcemente queste parole all'orecchio ogni volta che gli facevo pressione sull'argomento. Il suo respiro caldo mi faceva fremere la pelle, e la sua voce, bassa e ipnotica, era sufficiente a farmi cedere alle sue promesse.

Eppure, con mia grande delusione, quelle parole non erano mai cambiate. Volevo di più. Desideravo ardentemente dire al mondo che finalmente avevo un compagno da poter chiamare mio, e non vedevo l'ora che arrivasse il giorno in cui, in un futuro prossimo, ci saremmo sposati.

Non vedevo l'ora di essere marchiata da lui e di costruire una famiglia insieme. Avevo già sognato di vivere nel suo branco, con un cucciolo tutto nostro.

Redmund era il primo in linea di successione per ereditare il Golden Eclipse Pack e ricopriva già una posizione di tutto rispetto come uno dei capitani dell'esercito reale. Suo zio era l'attuale Alpha del branco e non si era ancora sposato, il che faceva di Redmund il diretto successore nel caso in cui lo zio si fosse ritirato. Era entrato nell'esercito reale per farsi un nome lì dove suo zio prestava servizio come comandante, sostenuto da genitori che erano immensamente orgogliosi della sua ambizione.

Io, d'altro canto, lavoravo come custode tattica nel suo stesso settore. A differenza sua, provenivo da un branco più piccolo, lo Starry Shadows Pack, che non aveva mai avuto molta influenza al di fuori dei propri confini. Ero orfana e vivevo da sola nella casa del branco da quando mio padre era morto in un'imboscata di rinnegati avvenuta nel nostro territorio quando avevo otto anni. Ero cresciuta senza sapere chi fosse mia madre ed ero diventata una gamma quando mi ero arruolata nell'esercito reale, non appena era stato permesso alle donne di farlo.

Tutto grazie al Comandante Rachelle, la prima donna a entrare nell'esercito, colei che aveva dimostrato come le donne fossero capaci di servire esattamente quanto gli uomini.

Lui aveva ventisette anni. Io ventisei.

Eppure, nonostante le nostre differenze di status, età e branco, credevo che la Dea della Luna ci avesse scelti per una ragione.

Speravo davvero che Redmund mi presentasse presto ai suoi genitori. Non vedevo l'ora di conoscerli.

Quando l'esercito reale mi concesse finalmente una breve licenza, dopo averla implorata al mio superiore per un mese, decisi che era l'occasione perfetta per andarlo a trovare.

Anche se lavoravamo nello stesso settore, Redmund e io avevamo pochissimo tempo da trascorrere insieme. Oltre a questo, agli occhi dei nostri commilitoni, lui e io non eravamo altro che colleghi... o meglio, amici, cosa che mi feriva profondamente perché non potevamo ancora uscire allo scoperto.

Così, con quel pretesto, organizzai di fargli visita. Volevo vedere la gioia e la sorpresa dipingersi sul suo volto non appena mi avesse vista fuori da lì, liberi dai nostri doveri militari. Anche se gli altri avrebbero interpretato il mio gesto solo come quello di una buona amica.

Ma quando arrivai alla sua postazione, il mio intero mondo andò in frantumi. Redmund non era solo: con lui c'era Lilith Haven.

Lilith era la mia migliore amica fin da quando eravamo piccole; vivevamo nello stesso branco e avevamo la stessa età. Anche lei era una gamma del nostro branco. Aveva fatto amicizia con me vedendomi sempre sola, dato che gli altri nostri coetanei mi avevano quasi emarginata perché non avevo genitori; solo lei aveva osato avvicinarsi e stringere amicizia. Era orfana come me e viveva nella casa del branco.

Lavorava anche lei nel plotone di Redmund e sapeva che lui era il mio compagno. Si opponeva al fatto che stessi con Redmund perché lui discendeva dalla stirpe della Casata di Franciosa, la quale aveva una pessima reputazione a causa di suo zio e dell'enorme potere che deteneva.

Ma allora perché stavano ridendo insieme? Perché erano così vicini?

Si conoscevano a mia insaputa?

E poi lo vidi. Guardai il mio mondo crollarmi davanti agli occhi.

Lo sguardo tenero che Redmund le rivolse, quello che avrebbe dovuto essere mio. Il modo in cui le loro mani si sfiorarono per caso, finché lui non la prese, intrecciando le dita con quelle di Lilith, prima che i loro volti si avvicinassero fino a unire le labbra.

Mi raggelai, dimenticandomi quasi di respirare per un istante.

Ebbi la sensazione che tutto, intorno a me, stesse svanendo. Il chiacchiericcio rumoroso dei soldati, le strade affollate, il clangore dell'acciaio... ogni cosa svaniva gradualmente, e sentii che il cuore aveva smesso di battermi in petto.

Riuscivo a sentire soltanto il mio cuore spezzarsi, frantumandosi in mille pezzi. Persino le ginocchia mi cedettero di fronte a quella scena.

Redmund, il mio compagno predestinato... Lilith, la mia cara, migliore amica...

Le due persone di cui mi fidavo di più...

Mentre mi allontanavo, a ogni passo che facevo sentivo il cuore trafitto da mille frecce. E innumerevoli domande mi annebbiavano la mente.

«Perché?» sussurrai. Sentivo che da un momento all'altro sarei crollata in ginocchio.

Perché mi avevano tradita in quel modo? Perché farmi una cosa simile?

Era per questo che Redmund voleva tenere segreta la nostra relazione, ed era per questo che Lilith si opponeva tanto al fatto che fosse il mio compagno? Perché lo voleva per sé, nonostante fossimo predestinati l'uno all'altra?

Ero stata una stupida per tutto quel tempo? Da quanto andava avanti la loro relazione?

Era per questo che mi aveva detto che non potevamo rivelare a nessuno di noi due?

Quei traditori... Cosa avevo fatto per meritare questo?

Mi premetti una mano sul petto, come se così potessi tenere insieme i frammenti del mio cuore. Ma sapevo che era inutile. Quel tradimento mi bruciava fin nel profondo.

Eppure... perché mi sembrava così dolorosamente familiare? Perché avevo la sensazione di aver già provato quello stesso dolore in passato?

Solo chiudendo gli occhi, sentii la testa sul punto di esplodere: riaffiorarono vividi dei ricordi che credevo sepolti, riversandosi su di me come un fiume in piena e facendomi trattenere il respiro.

Ricordai di essere stata una guaritrice, abbandonata per ciò che ero. Una donna con le dita macchiate d'inchiostro, che implorava un uomo di non barattarla in cambio del potere.

Ricordai di essere stata una guerriera, messa da parte per il dovere. La spada insanguinata mi scivolava di mano mentre il comandante che amavo mi voltava le spalle per marciare accanto a un'altra.

Ricordai di essere stata una Luna, ripudiata per un'altra. In piedi sotto la luna, il mio branco si inchinava non a me, ma alla donna che lui aveva scelto al mio posto.

Quei volti sfocati... quelle voci ovattate... vite sovrapposte che avevo già vissuto... Ognuna di esse si era conclusa nello stesso modo.

Mille vite.

Mille tradimenti.

E ora, ancora una volta, la storia mi aveva intrappolata nel suo schema crudele. La storia si era ripetuta.

Ero stata messa da parte. Ero stata dimenticata. Ero stata rimpiazzata.

Mi mancò il respiro quando fui colpita dalla verità.

Quel dolore non era nuovo. Non era la prima volta. Ne ero certa. Non potevo sbagliarmi.

C'ero già passata.

Avevo vissuto.

Ero morta.

E ora vivo di nuovo.

No.

Poteva significare solo una cosa...

Mi ero reincarnata.

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(Contiene temi maturi e dark)


ESTRATTO
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❦

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