
IL MIO SCHIAVO OMEGA
Becky J · In corso · 233.8k Parole
Introduzione
«Mi dispiace, dev’esserci un errore. È impossibile che quello schifoso schiavo Omega sia il tuo compagno. Devi averlo scambiato per uno dei miei veri uomini qui dentro.» L’Alpha Jack mi parla con nient’altro che disgusto stampato in faccia, e questo non aiuta affatto a placare la furia che sento bruciarmi nelle vene.
Mi chiamo Savannah Leigh Johnson, ho diciotto anni e sono la figlia più giovane dell’Alpha e della Luna del branco di Blue Lake. Non ho fretta di incontrare il mio compagno… finché non faccio un viaggio con la mia famiglia al branco Blood Moon e trovo il mio compagno, Theo: un Omega… che viene picchiato a morte.
Mi chiamo Theo Marco Rossi. Ho ventisei anni e sono uno schiavo Omega del branco Blood Moon. Nel momento stesso in cui l’Alpha Jack di Blood Moon posa gli occhi su Savannah, decide all’istante che sarà la sua compagna prescelta, e farà qualunque cosa pur di portarmela via…
Savannah riuscirà a salvare in tempo il suo compagno, o lui morirà prima che lei abbia la possibilità di conoscerlo? E come farà Savannah a gestire l’Alpha Jack e i suoi piani per farne la sua Luna prescelta?
Capitolo 1
Savannah
«Sei pronta, Savannah? Dobbiamo andare, ci aspetta un lungo viaggio!» urla mia madre Sophia per la decima volta stamattina.
«Sì, mamma, scendo subito!» le grido di rimando, seduta sul letto con il mio libro preferito in mano. A dire il vero, sono pronta da più di un'ora, ma il solo pensiero di passare otto ore in macchina con la mia famiglia mi fa venire il mal di testa all'istante.
Non è che non mi piaccia la mia famiglia, anzi. Li amo più della mia stessa vita e darei la vita per proteggere ognuno di loro senza esitazione. Ma otto ore con Logan, Levi e Noah che parlano di ragazze, football e di trovare la propria compagna finiscono sempre allo stesso modo: loro che litigano e i miei genitori che gli urlano di stare zitti, mentre intanto cantano a squarciagola canzoni pop degli anni Ottanta dai sedili davanti. Grazie alla dea per i miei AirPods: almeno per un po' posso coprire il rumore e perdermi nella mia playlist preferita mentre provo a leggere il mio libro.
Però mi mancheranno la mia migliore amica, Mia, e mia sorella Emma. Lei non può venire in questo viaggio perché aveva già promesso di partecipare al matrimonio della sua amica Gabby, che sarà tra quattro giorni. Noi non torneremo prima di due settimane, quindi ovviamente non poteva riuscire a fare entrambe le cose. Ma va bene così: porterà con sé la sua migliore amica Paige e anche Mia, quindi non sarà sola, e nel frattempo aiuterà Beta Kyle a mandare avanti il branco, oltre a partecipare al matrimonio di Gabby.
Mi chiamo Savannah Leigh Johnson, ho diciott'anni e sono la figlia più giovane dell'Alpha e della Luna del Blue Lake Pack.
I miei genitori sono Luna Sophia e Alpha Jake Johnson. Sono le persone migliori che conosca. Genitori straordinari e guide incredibili per il nostro branco.
Poi ci sono i miei fratelli e mia sorella. Emma è la più grande di tutti noi. In realtà non è nostra sorella di sangue, ma mamma e papà la crescono da quando aveva sette anni, quindi è nostra sorella in ogni senso che conti. Ha appena compiuto trent'anni ed è assolutamente bellissima. Un anno dopo l'arrivo di Emma sono nati i miei fratelli gemelli, Logan e Levi. Hanno ventidue anni e sono i futuri Alpha del nostro branco. Poi c'è Noah. Ha quasi vent'anni, anche se ne dimostra molti di più. I miei fratelli e mia sorella riescono a farmi impazzire più spesso di quanto dovrebbero, ma siamo tutti follemente protettivi l'uno nei confronti dell'altra e adoro il legame che condividiamo.
«Savannah Leigh Johnson, porta subito il tuo sedere giù per queste scale. Non costringermi a salire io!» Adesso sì che devo muovermi. Mia madre è la donna più gentile del mondo, ma è meglio non farla arrabbiare. Infilo il libro nella borsa e mi dirigo verso il SUV. C'è una fila di veicoli pronti a partire: quello della mia famiglia, e gli altri pieni di trenta guerrieri come protezione e quindici lupa che sperano di trovare il loro compagno nel branco che stiamo andando a visitare. Quando salgo e siamo tutti allacciati, partiamo per il nostro viaggio.
Che il divertimento abbia inizio.
Mancano due ore prima di poter finalmente essere liberi da questa macchina. Per fortuna sono riuscita a leggere qualche capitolo del mio libro e a farmi anche quattro ore di sonno. Brava me! Logan e Levi in questo momento stanno litigando su quale celebrità sia la più sexy, cosa che non mi sorprende affatto. Quando viaggiamo trovano sempre qualcosa su cui litigare. Continuano ad alzare la voce finché un solo sguardo di mia madre non li fa tacere entrambi.
«Non capirò mai come faccia Noah a dormire con voi due che litigate proprio accanto a lui,» sbuffo rivolta ai gemelli.
Loro guardano Noah e scoppiano a ridere. Non ho nemmeno bisogno di chiedere cosa ci sia di tanto divertente: so già che gli hanno fatto uno scherzo mentre dormiva. Con noi è sempre così, e più cresciamo, peggiori diventano gli scherzi. Fidatevi.
Una volta Noah ha deciso di mettere del chewing gum nella mia spazzola… Ci sono voluti otto mesi perché i miei capelli tornassero alla loro lunghezza normale. Però quello stronzo l’ha pagata: mi viene da sorridere fino agli occhi ripensando alla sua faccia, quella mattina in cui si è svegliato con i capelli di un fucsia acceso, permanente. Mentre continuano a sganasciarsi, mi sporgo e do un’occhiata a Noah.
«Oddio… è geniale. Ti ammazza quando lo vede.» Stanno morendo. «Le foto sono già state caricate.» Logan sorride fiero. Oh, merda… questa gliela farà pagare.
«Vi voglio tutti al vostro meglio mentre saremo ospiti del branco Blood Moon. Sono serio!» urla papà dal davanti.
«Ancora non capisco perché dobbiamo andare noi, papà. Alpha Jack ha chiesto questo incontro, quindi dovrebbe venire lui da noi,» gli risponde Logan a voce alta.
«Sì, di solito è l’Alpha che richiede l’incontro a spostarsi, ma Alpha Jack lo è da appena due mesi. Nessuno si aspettava che diventasse Alpha, nemmeno lui. Ha solo sedici anni, povero ragazzo. È una bella responsabilità. Voi due sapete quanto lavoro c’è, ragazzi, e vi state allenando e preparando per questo. Alpha Jack non ha avuto alcuna formazione, ha bisogno di aiuto e di alleati se vuole avere anche solo una possibilità. Non rappresenta alcuna minaccia per noi o per il nostro branco, quindi fare il viaggio, questa volta, non è un problema.»
«Non ci avevo pensato… hai ragione, papà.» I gemelli sono entrambi rapidissimi ad annuire.
«E magari i miei bambini finalmente incontreranno le loro compagne mentre siamo lì,» dice mamma, tutta frizzante dall’eccitazione. Non riesco a non alzare gli occhi al cielo davanti al suo tono entusiasta.
Al via la tradizione della lite sulle compagne… 3… 2… 1…
«La mia compagna sarà la più bella.» Levi.
«Pff, col cavolo, bro,» ribatte Logan. Oh, eccoci.
«Noi penseremo tutti che le nostre compagne siano le più belle, idioti. Funziona così,» sbuffa Noah.
«A chi stai dando idiota, palla di merda?» urla Levi.
«Vaffanculo, culo peloso!» grida Noah.
Al via mamma che li rimette in riga… 3… 2… 1…
«Linguaggio! Se sento un’altra parolaccia in questa maledetta macchina da uno qualunque di voi ragazzi, correrete venti miglia ogni mattina per tutta la durata del soggiorno. Mi sono spiegata?» Adoro mia madre.
«Scusa, mamma…»
«Scusa, mammina…»
«Scusi, signora…»
«Levi, Logan, perché fate questa discussione ogni volta, quando sapete che c’è la possibilità che finiate con la stessa compagna perché siete gemelli?»
«Ah, Sav, è solo per ridere, tutto qui. Lo sappiamo che probabilmente condivideremo una compagna. Non che importi: mi amerà di più lei comunque, ovviamente,» canticchia Levi.
«Sì, come no!» sbuffa Logan.
«Logan, le tue venti miglia iniziano domattina!» arriva la voce di mamma, per nulla impressionata.
«Ahahaha, sì!» Lo sappiamo tutti che Levi l’ha fatto apposta.
«L’hai fatto apposta, vero?»
«Dannatamente sì. Buona corsa, bro.»
«Le farai compagnia, Levi. Iniziate entrambi domani alle otto,» canticchia mamma.
«Ma io non ho detto parolacce.»
«No, però hai messo tuo fratello nei guai di proposito.»
Levi e Logan sprofondano in un broncio colossale. Be’, quello li ha zittiti. Noi altri non riusciamo a trattenere le risate. Ventidue anni o no, sanno ancora fare il broncio da perfetti bambini.
«Quanto manca per arrivare, papà?» grido verso il davanti del SUV.
«Dovremmo arrivare tra circa un’ora e mezza, farfallina.»
Papà mi risponde con il nomignolo che mi dà da quando ero piccola. Amo le farfalle da che ho memoria. A quanto pare, le adoravo persino da neonata. Sorrido a papà e mi infilo gli AirPods, apro la mia playlist preferita sul telefono. Appoggio la testa, chiudo gli occhi e rilasso il corpo mentre continuiamo il viaggio.
Se solo avessi saputo quanto quel viaggio avrebbe cambiato la mia vita.
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