Capitolo 12
Fuori dal perimetro del set.
Gli occhi di William si inchiodarono su Elsie, mentre le ritoccavano il trucco; aveva la fronte aggrottata. «Che scena sta girando oggi Elsie? Com’è finita a fare una scena con Grace? A che punto sono, adesso?»
Eric sollevò le spalle, pregando in silenzio per un miracolo, e borbottò: «È-È la scena dello schiaffo, signore... e, be’, pare che Miss Howard l’abbia già rovinata due volte.»
Non aveva neppure finito di parlare che l’espressione di William si rabbuiò.
Grace aveva alzato la mano per la terza volta.
Proprio mentre William stava per precipitarsi a fermare tutto, Elsie alzò all’improvviso la mano e afferrò il polso di Grace in una presa ferrea.
«È meglio che questa ripresa tu la faccia come si deve», disse Elsie. Non parlava forte, eppure nel tono c’era qualcosa che faceva venire istintivamente i brividi.
Grace sussultò appena per la pressione, ma cercò lo stesso di fare la dura. «I fan se ne sono già andati. Chi credi di spaventare?»
Cercò di liberarsi. «E anche se la squadra del dietro le quinte avesse ripreso qualcosa, non tireranno fuori nulla prima della promozione. E con William qui, credi che quel video resterebbe in piedi? Ho detto che oggi ti schiaffeggio, e così sarà.»
Elsie non batté neanche ciglio. Lanciò uno sguardo appena a destra. «Ho fatto partire Olivia a registrare dal momento in cui abbiamo cominciato. Se tieni così tanto a fare casino, preparati a vederti in tendenza stasera. Non hai nemmeno debuttato: impara da chi ha più esperienza.»
«Se William può aiutarti a salire, io posso con la stessa facilità assicurarmi che tu cada. Non mi credi? Provaci.»
Grace seguì il suo sguardo e vide Olivia di lato, con il telefono puntato dritto su di loro. La sua arroganza si dissolse all’istante.
Solo allora Elsie la lasciò andare e si voltò verso la postazione del regista. «Facciamo un’altra ripresa.»
Grace alla fine si tirò indietro; perfino la recitazione, ormai, era attraversata da una titubanza evidente ogni volta che accennava a schiaffeggiarla.
«Stop!
«Finalmente, buona!»
Il regista arrotolò il copione a tubo e diede un colpetto leggero al monitor; nel richiamare la scena gli si sentiva il sollievo nella voce.
A dire il vero, aveva pensato che questa ripresa li avrebbe tenuti lì per tutto il giorno.
Fuori dal set.
Eric lanciò un’occhiata prudente alla mascella serrata di William e sussurrò: «Mr. Harding, li fermiamo lo stesso?»
William gli scoccò uno sguardo. «È evidente che non ha bisogno di me.»
Un sorriso tenue e complicato gli tirò appena le labbra. «Tutti credono che Elsie sia uno zerbino, invece ha la lingua affilata. Ah, e scopri che cosa le ha detto per far arretrare Grace in quel modo.»
Eric annuì, ma non poté evitare di pensare—
Probabilmente qualcosa di molto simile a come ti ha massacrato ieri. Qualunque cosa fosse, di sicuro non era amichevole.
Dopo la fine delle riprese.
Elsie premette sulla guancia un impacco di ghiaccio che Olivia le aveva preparato. Anche se si era mentalmente preparata, il bruciore le fece comunque contrarre le sopracciglia. Aveva appena finito di sistemare le sue cose e stava per andarsene quando William le si avvicinò.
«Ti fa male?»
Elsie finse di non sentirlo e gli passò accanto. Ma William si mosse subito per sbarrarle la strada.
«Non avevo idea che ci fosse una scena dello schiaffo. Se lo avessi saputo, avrei fatto cambiare scena al regista.»
Intuendo la sua frustrazione, allungò una mano e la trattenne, tirandola a sé con delicatezza. «Non volevo prendermela con te quando ti ho chiesto di scambiare il ruolo con Grace. È solo che non volevo che girassi scene di baci con quel tizio, Aiden.»
Elsie lasciò andare una risata.
Alzò lo sguardo verso di lui, gli occhi freddi, senza emozione. «William, stai capovolgendo tutto.»
Di quello che faceva Grace non sembrava importargli, però era rapido a controllare lei.
«È perché, sulla carta, sono ancora tua moglie e temi che le voci possano rovinare la tua immagine perfetta?»
William aprì bocca per dire di no.
Ma Elsie aveva già sfilato la mano dalla sua e fatto un passo indietro. La voce era ancora più gelida. «Non deve preoccuparsene, Mr. Harding. Siamo sposati in segreto. Finché Grace tiene la bocca chiusa, non lo scoprirà nessuno.
«Qualunque scandalo mi trascini dentro, nessuno penserà che lei sia stato tradito. La sua reputazione non ne risentirà.»
Il volto di William si indurì. La interruppe di scatto. «Elsie!»
Sorrise con amarezza, con un’aria di scherno, la fronte che si tendeva per la frustrazione. «Hai ragione. Non sono io quello che è stato tradito. Ma Liam? Lui quella corona la indosserebbe volentieri. Dimmi: è anche solo tornato una volta negli ultimi tre anni? Sono abbastanza sicuro che ti abbia bloccata ovunque.»
Il colore sparì dal volto di Elsie. La presa sul ghiaccio si allentò e la mano le ricadde lungo il fianco.
Fissò William, la voce tremante. «Perché continui a tirarlo in ballo?»
«Perché se nominarlo ti dà fastidio, allora sì, un motivo ce l’ho.» Le parole gli schizzarono fuori prima che riuscisse a fermarsi. Ma non appena lo sguardo gli cadde sulla guancia gonfia di Elsie, la rabbia dentro di lui si spense di colpo, come una fiamma soffocata. Si zittì all’improvviso, quasi punto dalla propria cattiveria.
Aprì la bocca per dire qualcosa di più gentile, ma Elsie gli era già passata accanto e se n’era andata.
«Elsie, non intendevo—»
William scattò per raggiungerla, ma qualcuno gli afferrò il polso.
«Will! Oggi sul set non me n’è andata dritta una…» La voce di Grace si fece sdolcinata mentre si inclinava verso il suo braccio.
William la scrollò via e le piantò addosso uno sguardo freddo e duro. «Vai a dire a tuo padre che mi tiro fuori dall’accordo d’investimento di South Howard. Se vuole sapere perché, che lo chieda a te.»
Il viso di Grace impallidì all’istante.
Le ci vollero alcuni secondi per capire davvero. Abbandonò la recita zuccherosa, l’incredulità stampata in faccia.
«È un accordo da trecento milioni! Solo perché ho schiaffeggiato Elsie due volte per sbaglio, fai ingoiare quella perdita alla mia famiglia?!»
«Che sia stato “per sbaglio”… tu e io sappiamo entrambi la verità.» William la trafisse con uno sguardo d’avvertimento. «Vai a chiedere scusa a Elsie. Se succede di nuovo qualcosa del genere, vi faccio scambiare i ruoli. Lei ti schiaffeggia finché non è soddisfatta. È semplice.»
Senza aspettare risposta, si voltò per andarsene — ma Elsie era già sparita dietro l’angolo.
Quella notte, Elsie dormì da Olivia.
La mattina dopo si presentarono insieme sul set. Olivia lanciò un’occhiata alla guancia di Elsie, ancora un po’ gonfia, e avanzò con la fronte corrugata.
«Grace l’ha fatto apposta, non ho dubbi. Per fortuna ti è venuto in mente di registrare — altrimenti ti avrebbe approfittato fino in fondo!»
Strinse i denti, poi aggiunse, furiosa: «E William, sul serio? Dovrebbe essere tuo marito — anche se solo in modo ufficioso — e se ne sta lì mentre ti schiaffeggiano? E poi ha pure la faccia di fingere di non saperne niente? Che nervi. Giuro che se incrocio di nuovo quei due, non mi trattengo.»
Mentre lo diceva, Olivia spinse la porta della sala pausa — e vide Grace seduta dentro. La voce le salì di parecchie ottave.
«Che diavolo ci fai qui?!»
Senza neppure provare a essere cortese, Olivia sembrava sul punto di saltarle addosso quando Grace parlò, rigida.
«Sono venuta a chiedere scusa. Elsie… mi dispiace.»
Elsie alzò lo sguardo, calma come sempre. «Lo so che non lo pensi. Se sei qui solo per via del video, non perdere tempo. Non lo cancello.»
«Io…»
Grace si morse il labbro, cercando di dire qualcosa, ma Olivia la interruppe.
Sventolò il telefono, lo sbloccò e fece partire il video delle riprese del giorno prima.
«Miss Howard, questo me lo tengo per sempre. Se provi ancora a fare qualche porcheria con Elsie, lo mando dritto nella pagina delle tendenze. Vediamo come ti vedono davvero, allora.»
Un tic le attraversò appena il viso; i pugni le si serrarono lungo i fianchi, ma trattenne lo scatto d’ira.
Quando finalmente parlò, il tono era molto più morbido. «Mi pento davvero di quello che è successo… ieri mi sono comportata così perché avrei dovuto sposare William, e poi sei spuntata dal nulla, ci sei andata a letto, e in un attimo sei diventata sua moglie. Non l’ho retto.»
Si fermò, poi aggiunse: «Ma dopo averci pensato stanotte… voi due tra dieci giorni divorzierete comunque…»
Elsie appoggiò il ghiaccio e la interruppe, sempre composta. «Se sai che tra dieci giorni divorzieremo, allora dovresti capire anche che non ci sarà mai amore vero tra noi.
«A lui importa solo di te. Quindi non ha senso trattarmi come una rivale immaginaria.»
Quelle ultime due frasi fecero irrigidire in modo strano l’espressione di Grace; lei accennò un minuscolo cenno del capo e uscì senza aggiungere altro.
Appena fuori, tirò fuori il telefono dalla tasca e toccò lo schermo per interrompere una registrazione.
Fissando il file audio, un sorriso cattivo le strisciò sul volto dall’aria innocente.
«Elsie… hai rubato William e hai fatto perdere alla mia famiglia trecento milioni. Pensi che la lasci passare?»
