Capitolo 5

Eric ebbe la sensazione che quel calcio non fosse diretto all’auto, ma dritto alla sua testa.

D’istinto si ritrasse, brontolando in silenzio: quando Mrs. Harding era arrivata per la prima volta a Capemont e l’avevano presa di mira, tu avevi quasi trascinato tutto il circolo dell’alta società a chiederle scusa. E adesso mi chiedi chi le abbia rovinato il carattere?

Ma naturalmente non osò dire una parola. Si limitò a chiudere la bocca e a lanciare di sottecchi un’occhiata al volto cupo del suo capo.

Accidenti, questo umore è più nero della fuliggine del camino.

William salì in macchina e, proprio mentre stavano per partire, Nancy Johnson corse fuori per fermarli. «Mr. Harding, ha dimenticato questo!»

«Che cos’è?»

«Mrs. Harding ha preparato i suoi maccheroni al formaggio preferiti. Ho visto che non li ha toccati, così li ho impacchettati da portare via.»

Il volto di William si fece ancora più gelido. «Buttalo via.»

«Guida, Eric.»

Mentre l’auto si allontanava, Nancy aggrottò la fronte, ancora con la schiscetta in mano. Stava per borbottare qualcosa quando la macchina, all’improvviso, fece retromarcia e tornò ad accostare sul marciapiede.

La portiera posteriore si spalancò e ne uscì una mano affusolata, dalle linee nette. «Dammelo.»

Nancy: …

Set cinematografico.

Elsie aveva appena finito di provare tutti i look per le riprese e, mentre si struccava, sfogliava il copione.

Le dita le si immobilizzarono a metà pagina quando sentì la truccatrice sussurrare: «Hai sentito? L’investimento per questo film è passato a Central Entertainment.»

La truccatrice annuì, eccitata. «Sì, e dicono che sia stato il capo in persona a contattare il regista. Ha detto che voleva entrarci.»

Elsie aggrottò la fronte.

Era un film d’autore, con un taglio indipendente: lei aveva accettato per la sceneggiatura e per le possibilità di premi.

William è un uomo d’affari. Se un film non fa soldi, di solito non gli passa nemmeno per la testa. Che ci fa, lui, a investirci?

Mentre ci rimuginava, qualcuno accanto a lei ansimò all’improvviso e indicò lontano.

Seguendo quella direzione, Elsie alzò lo sguardo giusto in tempo per vedere Grace entrare sul set fianco a fianco con William.

Grace chiacchierava senza sosta. William inclinò leggermente la testa per ascoltarla e sulle labbra gli comparve perfino un sorriso appena accennato.

«Hai sentito? William è venuto solo per Grace.»

«Questo film ha possibilità di premio. Visto che sono cresciuti insieme, probabilmente le sta versando soldi per darle una spinta.»

«Guarda quanto stanno vicini: a livello psicologico, in pubblico si comportano così solo le coppie che sono state intime.»

Elsie quasi rise. Non era tutta la storia.

C’è anche un’altra categoria: come lei e William, persone che di sicuro sono andate a letto insieme e sono legalmente sposate, eppure davanti agli altri si trattano come perfetti estranei.

Per fortuna il loro matrimonio era tenuto nascosto. Se non lo fosse stato, sarebbe stata davvero lei la pagliaccia di tutta la faccenda.

Distolse lo sguardo proprio mentre le sistemavano l’ultimo dettaglio del trucco. Si alzò e si avviò verso la lounge per evitare di incrociarli.

Solo che, appena entrò, un colpo alla porta arrivò neanche un secondo dopo.

Grace entrò raggiante. «Elsie! William mi ha procurato il ruolo di seconda protagonista in “First Bloom”. Adesso siamo colleghe! Tu sei la mia senior, quindi siamo passati a salutarti!»

Dicendolo, tirò dentro William prendendolo per mano.

Se Elsie non capiva ancora che Grace stava marcando il territorio, allora doveva essere cieca.

Grace se ne stava lì, con quegli occhi luminosi e quell’aria adorabile, e William al suo fianco—alto, impeccabile, distinto—con quella differenza di statura perfetta: erano l’immagine stessa della coppia potente.

Non c’era da stupirsi che William avesse deciso di investire in un film che non avrebbe mai reso un centesimo. Era per lei.

Elsie abbassò lo sguardo sulle loro mani intrecciate, incurvò le labbra in un sorriso freddo e disse con calma: «Miss Howard, lei ha appena debuttato, è un momento cruciale per costruirsi un’immagine. Se una cosa del genere venisse fuori, non farebbe bene alla sua reputazione.»

«Mr. Harding è, dopotutto, un uomo sposato.» Elsie fissò finalmente William negli occhi, il tono calmo ma fermo. «Tenere un po’ le distanze è meglio per tutti, no?»

L’espressione compiaciuta di Grace si irrigidì all’istante.

Elsie pensò di essere stata forse troppo dura, e che William sarebbe intervenuto a difendere la sua dolce metà d’infanzia.

Ma, con sua sorpresa, lui sollevò appena un sopracciglio, con un accenno di sorriso sulle labbra. «È vero. Elsie ha più esperienza nel settore… forse dovresti ascoltarla.»

Poi fece davvero un passo indietro, lasciando uno spazio evidente tra sé e Grace.

Sia Elsie sia Grace rimasero per un attimo sbalordite, come se non credessero a ciò che era appena successo.

Dopo un istante, Grace strinse i denti e provò a spiegarsi: «Hai capito tutto male, Elsie…»

Proprio in quel momento, un membro dello staff annunciò che il regista voleva parlare della sceneggiatura con la seconda attrice protagonista. Grace non aveva comunque alcuna voglia di continuare a sfoggiare sorrisi finti con Elsie, quindi colse al volo la scusa per andarsene.

Neppure Elsie aveva voglia di parlare con William. Afferrò il costume e disse, piatta: «Devo cambiarmi. Se hai da fare, fai pure.»

Senza aspettare risposta, si girò ed entrò nello spogliatoio.

Aveva appena aperto la zip del vestito quando la porta si spalancò di colpo e William entrò, richiudendosela alle spalle.

«Ma che diavolo stai facendo?!» ansimò, incrociando subito le braccia sul petto.

William le coprì la bocca con una mano, lasciandosi scappare una risata bassa, con uno sguardo provocatorio. «Mr. Harding, adesso, eh?»

«Non hai appena detto che sono un uomo sposato? Da dove salta fuori tutta questa formalità, all’improvviso?»

Il palmo gli premeva leggero sulle sue labbra, mentre le guance chiare di Elsie si arrossavano sotto la luce calda. Le tremavano le ciglia, impazzite.

Il vestito, mezzo calato sui fianchi, le lasciava le spalle incredibilmente lisce e pallide, come porcellana fine che brillava sotto i fari.

A William bastò abbassare appena lo sguardo per intravedere quel punto vita sottile che si alzava e si abbassava a ogni respiro, riportandogli fin troppo vivido il ricordo di quella notte di tre anni prima.

La gola gli si mosse senza che potesse impedirlo, e la voce gli uscì ruvida. «Non urlare. Ti aiuto a cambiarti.»

Elsie si coprì il petto con una mano e con l’altra lo spinse contro il petto, le guance in fiamme. «Se hai così tanta voglia di aiutare qualcuno, vai ad aiutare Grace. Io non ne ho bisogno.»

William barcollò indietro di mezzo passo, ma si mise a ridere lo stesso. «Sei gelosa?»

«Ho sempre visto Grace come una sorella. Non farti film mentali.»

Per una volta, sembrava davvero serio.

Ma a Elsie suonò soltanto come sarcasmo.

Tre anni prima, non erano anche loro, a sentir loro, “come fratello e sorella”?

Si ricordò di ciò che spettegolava la troupe e ghignò amaramente, con un sapore tagliente sulla lingua. «Sorella? E chi va a letto con la propria sorella?»

Se William colse il sottinteso, non lo diede a vedere. Si limitò a corrugare la fronte. «Chi l’ha detto? Ti nascondevi sotto il nostro letto, per caso?»

Elsie sbuffò e distolse lo sguardo, ma William le afferrò piano il mento e la costrinse a voltarsi di nuovo verso di lui.

Stanca, ferita, e ormai senza nulla da perdere, sputò fuori: «I paparazzi vi hanno beccati ieri sera mentre facevate il check-in nello stesso hotel. E adesso tutta la troupe parla come se foste praticamente ufficiali.»

La voce le si spezzò e, prima ancora che se ne rendesse conto, le lacrime le si raccolsero negli occhi. Non voleva che lui la vedesse così, così allungò il braccio dietro di sé e, con la mano tremante, aprì la porta, spingendolo fuori con tutta la forza che aveva.

La porta si richiuse dietro di lui con un tonfo violento.

Non appena lui inciampò fuori, la truccatrice passò proprio in quel momento e vide tutta la scena. Sgranò gli occhi e il pennello le cadde a terra con un colpo secco.

William le lanciò un’occhiata, del tutto imperturbabile, e con tono scherzoso disse: «Che c’è? Non può un uomo aiutare sua moglie a cambiarsi?»

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