
DOLCE TENTAZIONE: EROTICA
Excel Arthur · Completato · 133.7k Parole
Introduzione
STORIA PRINCIPALE
Marilyn Muriel, diciottenne, rimane sconvolta in una splendida giornata estiva quando sua madre le presenta un giovane uomo incredibilmente affascinante come il suo nuovo marito. Tra lei e questo dio greco si forma immediatamente una connessione inspiegabile mentre lui inizia segretamente a lanciare vari segnali indesiderati verso di lei. Marilyn si ritrova presto coinvolta in irresistibili avventure sessuali con questo affascinante e seducente individuo in assenza della madre. Quale sarà il destino o l'esito di tali atti e sua madre scoprirà mai l'atrocità che si sta svolgendo proprio sotto il suo naso?
Capitolo 1
PUNTO DI VISTA DI MARILYN
La mia estate dei diciotto anni.
Un'estate indimenticabile..
L'estate in cui... ho fatto davvero la cosa peggiore possibile.
Non posso essere incolpata.
Davvero non posso.
Le forze della natura dovevano tutte voltarmi le spalle e mandarmi il nemico più irresistibile che avessi mai visto.
Un nemico bello, attraente, affascinante sotto forma di uomo a farmi da padre.
Lui...
Comunque... la storia fu così...
"Ultima carta!!!!!"
Steven urlò e io gemetti mentre sentivo il mio mondo crollare a quella singola frase.
Guardai Steven che sorrideva e mi strizzò l'occhio beffardo.
"Arrenditi, sai che non hai scelta."
Disse e io alzai gli occhi al cielo.
"Va bene, hai vinto."
Dissi e gettai le carte a terra e lui cominciò a saltare dalla gioia.
"Evviva. Ho vinto di nuovo."
Disse e io sorrisi mentre lo guardavo saltellare per la casa.
"Come diavolo fai?"
Chiesi e lui scosse la testa.
"No. No. No. Niente mi farà mai rivelare la mia strategia segreta..."
Gli feci un gesto con la mano.
"Sì, sì, sì. Ho capito. Vale sicuramente la pena provarci. Ora mettiamo in ordine questo soggiorno prima che mamma arrivi con il suo nuovo marito. Non vogliamo fare brutta figura, vero?"
Lui ridacchiò e sorrise.
"Come pensi che sarà il nostro nuovo papà?"
Chiese mentre raccoglieva i rifiuti nel soggiorno.
Sorrisi.
"Forse come l'altro, se non come lei. Potrebbe essere mille volte più vecchio, non possiamo saperlo."
Dissi e lui alzò gli occhi al cielo.
"Non giudicherei così se fossi in te. La mamma sa scegliere uomini belli..."
Sbuffai.
"Dove diavolo vuoi trovare un uomo bello che abbia più di quarant'anni?"
Chiesi e lui sbuffò.
"Potresti essere sorpresa."
Disse e andò in cucina.
Sospirai e scrollai le spalle mentre raccoglievo il resto della spazzatura portandola fuori nel bidone.
Respirai profondamente mentre uscivo dalla porta sul retro della cucina ricordando cosa mi aspettasse nel prato dietro casa. E come al solito, era proprio lì.
Un delizioso pezzo di ragazzo dai capelli castani stava lì come al solito a tagliare il prato dall'altra parte della nostra recinzione. Ed era senza maglietta e sudato.
Decisamente attraente.
Sorrisi e mi morsi il labbro ammirando i suoi muscoli lucenti che stringevano la macchina con ogni forza.
All'improvviso si fermò per asciugarsi il sudore dal viso.
Respirò profondamente e si girò verso di me, cogliendomi di sorpresa.
OH CAVOLO!!!
Sbattei le palpebre rapidamente e corsi subito dentro casa, imbarazzatache mi avesse colta a fissarlo. Respirai profondamente e vidi Steven che mi guardava con un bicchiere di limonata in mano.
"Sai, dovresti semplicemente superare la tua cotta per questo ragazzo se non riesci nemmeno a salutarlo."
Disse e io alzai gli occhi al cielo.
"Pfft. Cosa ti fa pensare che non possa parlargli?"
"Perché passi ogni estate a seguirlo di nascosto e scappi nel momento in cui ti vede. Sono sicuro che inizierà a chiedersi cosa ci sia che non va in te."
Sbuffai.
"Non è che mi importi."
"Sì. Certo. Non ti importa."
Disse e alzò gli occhi al cielo dirigendosi verso la porta della cucina.
"Uhh... a proposito, non sono più vergine."
Disse con un sorriso e io lo guardai con occhi spalancati.
"Cosa?!!!!"
Lui ridacchiò.
"Sì, sorella. Con la mia ragazza. Abbiamo bevuto molto alla festa di Joseph e si è trasformata in un'orgia. Accidenti... avresti dovuto esserci. Tutti hanno fatto sesso. Anche Betty, la testarda."
Deglutii.
"Ma cosa sta diventando la generazione più giovane di questi tempi?"
Ridacchiai.
"Wow. Sono davvero sbalordita."
"Credimi sorella. Dovresti provarlo. È così bello fare sesso. Vai a prendere quel bel ragazzo della porta accanto e invitalo a un pranzo con orgia prima che si strappi i pantaloni con il suo cazzo eretto."
Sbattei le palpebre.
"Cosa?!!"
"Posso dire che quel ragazzo vuole portarti a letto."
Arrossii e scossi la testa.
"Sì. Ma va... Non è vero..."
DING DONG!!
Suonò il campanello e ci guardammo.
"Ok. La mamma è a casa. È ora di vedere il nuovo papà Bosco." Disse Steven e io alzai gli occhi al cielo.
Ci assicurammo entrambi che tutto fosse in ordine, poi Steven si avvicinò alla porta mentre io rimasi indietro con un sorriso.
Aprì la porta e...
"BENTORNATA!!!!"
Esclamammo entrambi e la mamma ci sorrise.
Mi avvicinai a lei e la abbracciai strettamente.
"Mi sei mancata tanto, mamma."
Dissi e lei sorrise.
"Mi sei mancata anche tu, tesoro. Come va l'università?"
"Bene."
"A me non chiedi della scuola?"
Disse Steven con gelosia e la mamma sorrise.
"Oh, so che tu stai sempre bene. Non sei forse un ometto?"
Disse e lui si mostrò raggiante.
“Va bene. Vorrei presentarvi Fredrick…“
Guardai dietro di lei per vedere l'uomo che non avevamo notato e che era stato dietro di lei tutto il tempo, e spalancai gli occhi.
OH WOW!!! DIO MIO……
Sorrise affascinante e si avvicinò a noi senza smettere di guardarmi.
“Ciao ragazzi.“
Disse con la voce più dolce e sensuale di seta che avessi mai sentito.
SANTO…. MOLLY!!!!
Ero così stordita per un po' che non notai la sua mano tesa verso di me.
“Marilyn.“ Mamma chiamò la mia attenzione, scuotendomi dai miei sogni a occhi aperti. La guardai e lei fece un gesto verso la sua mano.
“Oh.“
Ridacchiai.
“Mi dispiace tanto. È solo che… ero distratta.“
Dissi e lui sorrise.
“Va bene. Succede sempre.“
Disse continuando a non distogliere lo sguardo da me, e questo mi stava facendo impazzire. NON PUÒ SMETTERE DI FISSARMI?!!!!
Dio!!!!!
È così bello.
Come diavolo è possibile?
È sicuramente più vecchio di mamma, vero?
Ma cavolo... mamma sembrava persino più vecchia di lui.
O aveva deciso di pescare tra i più giovani? Tutte quelle domande mi passavano per la mente mentre mamma lo prendeva teneramente per mano e lo trascinava verso il divano.
Incrociai le braccia e li guardai.
Mamma sembrava così felice con lui.
Ridacchiai piano tra me e me.
Steven aveva ragione.
Mamma aveva davvero fatto un colpaccio.
E mi faceva impazzire che quell'incredibile colpaccio non avesse mai distolto lo sguardo da me per tutto il tempo.
“Torno subito. Vado a prendere qualcosa da bere.“ disse mamma e io sorrisi.
“Certo. Vengo con te.“
Dissi con l'intento di allontanarmi il più possibile da quel bellissimo dio greco seduto nel nostro soggiorno con le sue lunghe gambe muscolose incrociate. Mi trafiggeva con i più belli e attraenti occhi azzurri cristallini e un sorriso mozzafiato.
Non potei fare a meno di arrossire stupidamente mentre cercavo di seguire mia madre ma…
“No no no. Resta qua e tieni compagnia a tuo padre. Me ne occupo io. Non è necessario.“
“Ma…“
“Niente ma, Marilyn.“
Disse e io brontolai.
Mi voltai per vederlo sorridermi rilassato sulla poltrona.
“Non devi evitarmi, Marilyn. Non mordo.“
Disse e mi ritrovai ad arrossire profusamente per il modo in cui disse il mio nome così dolcemente.
Mi morsi il labbro e annuii lentamente e nervosamente.
“Non stavo scappando da te.“
Dissi e mi sedetti su un divano abbastanza lontano da lui. Steven si avvicinò e si sedette accanto a lui.
“Allora. Nuovo papà…“
cominciò.
“È bello conoscerti e benvenuto a casa nostra.“
Disse e Fredrick gli sorrise.
“Mi piaci già. Sembri molto più simpatico della tua sorella maggiore laggiù.“
Disse e mi voltai verso di lui giusto in tempo per vederlo farmi l'occhiolino.
SANTO CIELO!! HA APPENA……
Sbattei le palpebre e arrossii incontrollabilmente prima di distogliere rapidamente lo sguardo con il batticuore.
“Uhhhh…. Torno subito. Devo controllare qualcosa che ho lasciato sul prato.“
Dissi e mi voltai per andare.
“Davvero? O è solo un'altra scusa per allontanarti da me?“
Disse e mi bloccai.
“Non ha nulla a che fare con te… Papà.“ Dissi e me ne andai.
Lui sorrise e annuì, dirigendo la sua attenzione a Steven che ridacchiò piano. Finirono per ridere insieme.
“Tua sorella è un po' vivace. Quanti anni ha?“
Steven sorrise.
“Ha diciotto anni. Li ha appena compiuti il mese scorso.“
Rispose e Fredrick sorrise.
“E tu? Quanti anni hai?“
Gli chiese Steven e lui ridacchiò.
“Beh, potresti non credermi visto che è sempre così quando dico alla gente la mia età, ma uhh… ho quarantacinque anni.“
Steven spalancò gli occhi.
“Cosa??!!!! Hai quarantacinque anni?!!!“
Esclamò e Fredrick ridacchiò.
“Sì, ragazzo mio. Sembra che io abbia il gene della giovinezza forte nel mio sangue.“
Rispose con una risata e Steven sorrise.
“Ovviamente, papà. Accidenti. Pensavo che avessi vent'anni o giù di lì. Pensavo anche che mia madre questa volta si fosse sbagliata.“
Disse e Fredrick rise.
“No. Non ha sbagliato.“
“Allora… giochi a calcio?“
Chiese Steven e Fredrick ridacchiò.
“Certo. So praticare qualsiasi sport.“
“Oh wow! Super. Ho un allenamento di calcio a cui vado ogni fine settimana, potresti venire con me. Ho bisogno di un allenatore costante. Vengo sempre bullizzato dai miei compagni per le mie scarse abilità.“
Fredrick sorrise.
“Certo. Sarò felice di allenarti di tanto in tanto e aiutarti a soprenderli.“
Disse con un sorriso e Steven sembrò raggiante.
“So che non è un male che tu sia entrato nella nostra casa.“ Disse e Fredrick sorrise.
Guardò la porta da cui Marilyn era uscita. “Sì. Non è sicuramente un male.“
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