L'Amore del Mio Bullo

L'Amore del Mio Bullo

Stacy Rush · Completato · 405.6k Parole

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Introduzione

Siamo stati vicini di casa per tutta la vita e, da bambini, eravamo migliori amici. Adesso lui è il mio bullo, quello che sostiene che io gli appartenga, che sono sua da tormentare. C’è solo un piccolo problema: sono innamorata di lui da quando avevo sedici anni. Da due anni Jace Palmer mi tortura con la sua crudeltà nei corridoi del nostro liceo, ma come faccio a farlo smettere quando sono proprio quelle stesse cose a eccitarmi più di quanto dovrebbero? Soprattutto quando mi sbatte contro un armadietto e mi sussurra: «Hai fatto la cattiva, Ella».

Ora che mi ha rivendicata come sua, mi spalanca gli occhi sulla oscurità che ho dentro, trasformando tutto ciò che ho sempre conosciuto in qualcosa che appartiene al passato, mentre mi aiuta ad accettare il mio nuovo ruolo nella sua vita. Solo che, così facendo, sblocca una parte di me che cambierà ogni cosa. Quando il mio vero io verrà a galla, sarà in grado di reggere le conseguenze delle sue scelte?

Capitolo 1

«Ella, sbrigati o farai tardi a scuola!» È la seconda volta che mia madre mi urla dal piano di sotto, ma io resto seduta qui, sul bordo del letto, a fissare il muro.

Mi ripeto che sarà una buona giornata, ma chi voglio prendere in giro? Non ne ho avuta una buona a scuola da due anni. Mancano solo altri sei mesi alla fine dell’ultimo anno, e poi sarà tutto finito. Non so ancora come mi sento al riguardo, ed è la cosa più assurda. Ho diciott’anni, sto per diplomarmi, e ho una borsa di studio completa praticamente per qualsiasi università io voglia scegliere.

Mi chiamo Ella Baxter e sono una secchiona senza amici: non infrango mai le regole e ho un bisogno profondo di compiacere tutti, tranne me stessa. Non sono sempre stata così, ma le circostanze portano cambiamento e, nel mio caso, non è stato in meglio. Un tempo avevo un sacco di amici; due di loro erano i miei migliori amici, Amy e Bree. Eravamo inseparabili alle medie e alle scuole superiori inferiori. È stato solo all’inizio del secondo anno che ho dovuto prendere le distanze da tutti nella mia vita, tranne che dalla mia famiglia.

«Tesoro! Scendi o no?» Ancora una volta la voce di mia madre mi raggiunge. Con un sospiro, allungo la mano, afferro lo zaino e scendo prima che a mamma venga un colpo.

Mi dipingo un sorriso in faccia mentre giro l’angolo verso la cucina, dove mia sorella minore e mio fratello sono seduti con una ciotola di cereali. Eli, mio fratello di nove anni, ha la ciotola inclinata all’indietro mentre si scola il latte a sorsate rumorose. Nel frattempo mia sorella quindicenne, Elise, gocciola latte sul tavolo ogni volta che si porta un cucchiaio alla bocca, perché ha gli occhi incollati al cellulare. In casa Baxter succede tutti i giorni.

Alzo gli occhi al cielo e mi chino a dare un bacio sulla guancia a papà. «Buongiorno, papà.»

«Buongiorno, tesoro. Hai dormito troppo di nuovo?» La preoccupazione per me gli si legge in faccia. Sono sempre stata la sua bambina, e lo si capisce da come mi tratta con mille riguardi, per qualsiasi cosa. Non mi lamento, però, perché in questi giorni ho bisogno di tutto l’amore e l’attenzione che riesco ad avere.

«No, papà.» Non aggiungo altro, ma gli sorrido. Avrei potuto mentire e inventarmi qualcosa, ma, ancora una volta, sono una brava ragazza: non mentirei mai ai miei genitori. Lui esita solo un attimo, poi torna al suo giornale.

Mi siedo accanto a papà e mia madre appoggia davanti a me due fette di pane tostato con burro d’arachidi e una banana. A differenza dei miei fratelli, non impazzisco per i cereali freddi. Preferisco avere qualcosa di più sostanzioso nello stomaco prima di iniziare una giornata massacrante a scuola.

«È il terzo giorno di fila che devo chiamarti più di una volta per farti scendere, Ella.» Mamma prende posto di fronte a me, dall’altro lato di papà, mentre sorseggia il caffè nero. «Per favore, non farne un’abitudine, mi sta iniziando a fare male la gola.»

Papà ridacchia dietro il giornale, guadagnandosi uno schiaffetto sul braccio da parte di sua moglie. «Comportati bene, Ethan!»

Conosco i miei genitori abbastanza da sapere come sono. Hanno entrambi poco più di quarant’anni e sono ancora belli. Purtroppo hanno anche ancora una gran voglia di fare sesso, quindi posso solo immaginare che cosa stesse sottintendendo la risata di papà. Vivendo con loro tutti i giorni, ci fai l’abitudine. E poi, a dire il vero, trovo così carino che, dopo tutti questi anni, siano ancora follemente innamorati l’uno dell’altra. Spero di trovare, nella mia vita, un amore come il loro.

«Oh! Prima che me ne dimentichi.» La mamma si volta verso di me. «Stasera ho una riunione del comitato genitori alla scuola di Eli. Metterò una teglia al forno, però mi serve che ti assicuri che tuo fratello e tua sorella mangino.»

«Certo, nessun problema.» La mamma fa sempre volontariato a destra e a manca e, visto che è la presidente del comitato genitori, è costantemente impegnata con quello. «Tornerai a casa per cena, papà?»

«Non lo so, tesoro. Ho un incontro con un cliente e potrebbe finire tardi. Se non arrivo in tempo, tienimi un piatto nello scaldavivande.» Annuisco. Papà è socio del suo studio legale, quindi non è una sorpresa quando non riesce a rientrare puntuale. A volte la mamma gli porta la cena, a lui e al suo cliente, se la riunione si prolunga.

Finisco l’ultimo boccone della mia colazione, porto il piatto in lavastoviglie e poi afferro la borsa. «Il treno parte!» grido a Eli e a Elise. Accompagnarli a scuola ogni mattina è il nostro piccolo rituale. È l’unico momento che riusciamo a ritagliarci insieme, ormai. Elise è sempre presa dalle sue amiche, adesso che è al primo anno, e Eli si chiude in camera e passa tutta la sera ai videogiochi.

Appena saliamo in macchina, Elise alza il volume della radio e comincia la nostra sessione mattutina di karaoke. Sta passando Shivers di Ed Sheeran, la canzone preferita di mia sorella, e lei strilla tutta contenta. Inizia a ballare mentre canta a squarciagola, e io non riesco a trattenermi dal ridere guardando i suoi riccioli biondo fragola rimbalzare. I suoi occhi azzurri scintillano quando incrociano i miei, e mi regala un sorriso enorme. A differenza di certe sorelle, noi andiamo davvero d’accordo, ma in momenti come questo invidio la sua innocenza. Spero che non debba mai vivere nemmeno un giorno di com’è la mia vita, perché ho paura che la spezzerebbe.

La seconda campanella, quella che dà inizio alla prima lezione della giornata, sta per suonare quando sbatto l’anta dell’armadietto e lo chiudo. Con la borsa del portatile a tracolla, mi affretto verso la mia prima ora prima che qualcuno possa fermarmi. Mr. Miller, il nostro insegnante di matematica, è seduto alla cattedra e sfoglia delle carte mentre tutti noi entriamo e prendiamo posto. Sospiro di sollievo non appena il sedere tocca la sedia: so che, per i prossimi novanta minuti, avrò una parvenza di pace.

Purtroppo Mr. Miller ci ha fatto lavorare sul prossimo compito, cosa che mi tiene occupata per tutta la lezione e, prima ancora che me ne accorga, suona la campanella. Rimetto via il portatile, mi giro per uscire e urto qualcuno per sbaglio; impreco a bassa voce quando vedo chi è.

«Guarda dove vai, secchiona!» Kaylee Simpson mi fulmina con lo sguardo, come se l’avessi fatto apposta.

«Mi dispiace davvero, Kaylee, è stato un incidente.»

«Mi dispiace davvero, Kaylee, è stato un incidente.» Mi scimmiotta e poi mi spinge per passare. «Che ne dici di fare per sbaglio un salto giù da un ponte?» La sua amica, Callie, ridacchia per il suo misero tentativo di insultarmi mentre escono dall’aula.

Scontrarmi con la capitana della squadra di danza della scuola appena iniziata la mattina mi dice praticamente che tipo di giornata mi aspetta. Kaylee non sa nemmeno perché mi odi così tanto. Una volta eravamo conoscenti: non proprio nello stesso giro, però ci parlavamo tra una lezione e l’altra e anche fuori da scuola. Adesso mi tratta come la sporcizia sotto i suoi piedi. Come tutti gli altri, mi ha mollata come una collezione fuori moda due anni fa. Un venerdì sera stavamo parlando alla festa di un’amica e poi, arrivato il lunedì mattina, Kaylee e gran parte dell’ultimo anno hanno cominciato a ignorarmi. Ci è voluta appena una settimana, e poi anche il resto della scuola mi ha abbandonata. È lì che è iniziato tutto; è lì che Jace Palmer ha deciso di trasformare la mia vita in un inferno.

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