
Signorina Maxwell Ti Voglio Adesso
Molly Mae · In corso · 227.5k Parole
Introduzione
Edward Huxley, temibile proprietario della Huxley Airline and Shipping Company e scapolo miliardario più ambito del Paese, rimane sconvolto e furioso quando scopre che la donna nel suo letto non è Veronica, come previsto, ma la sconosciuta e apparentemente insignificante figlia illegittima dei Maxwell. Il loro incontro si conclude con un'imprevista avventura di una notte.
Quando Veronica scopre la vera identità di Edward, decide di volerlo tutto per sé. Insieme alla madre, accusa e umilia Sarah.
Distrutta e col cuore a pezzi, Sarah lascia il Paese. Quattro anni dopo fa ritorno, ma è una donna diversa: ha una carriera brillante e porta con sé i suoi adorabili gemelli, che condividono i tratti inconfondibili del miliardario più desiderato del Paese, Edward Huxley.
Edward resta sbalordito dalla sua trasformazione e si ritrova a innamorarsi di lei ancora una volta. Determinato a conquistare il suo cuore, fa di tutto per ricostruire la loro famiglia. Ma ci riuscirà, o è ormai troppo tardi, con l'enigmatico Benicio sempre al fianco di Sarah e lo sguardo colmo di amore e devozione?
Capitolo 1
L'auto si fermò e l'autista si voltò verso Sarah. «Siamo arrivati, signora.»
Sarah annuì con un debole sorriso.
«Devo andare, Cara. Sono arrivata a casa sua. Ci sentiamo più tardi.»
«È una follia, Sarah,» insistette l'amica. «Sarebbe stato meglio se avessi accettato la mia offerta di venire in Italia dopo la laurea. Ho un brutto presentimento.»
Cara era l'unica persona ad aver mai trattato Sarah con affetto e gentilezza. Di origini in parte italiane, si erano conosciute all'università ed erano diventate grandi amiche.
«Non preoccuparti, Cara. Starò attenta. Devo andare, ti chiamo dopo. Ciao.»
Sarah riattaccò in fretta, prima che Cara potesse protestare ancora. Notò l'espressione contrariata dell'autista dallo specchietto retrovisore; gli rivolse un timido sorriso di scuse e scese dall'auto. Non fece in tempo a mettere piede a terra che la vettura sfrecciò via, e la sua attenzione fu subito catturata dal sontuoso edificio che si ergeva davanti a lei.
Sarah deglutì per sciogliere il nodo di tensione che le stringeva la gola e si lisciò il vestito con la mano madida di sudore. Stringendo forte la borsetta e con passo risoluto, si avvicinò alla porta.
Fu fatta accomodare all'interno e condotta in una camera da letto arredata con grande gusto.
«Quando potrò vedere il padrone di casa?» domandò Sarah al domestico che stava per uscire dalla stanza.
«Il padrone ha dato istruzioni di portarla qui non appena fosse arrivata, signorina.»
Sarah annuì. «E quando tornerà?» Doveva fare colpo su di lui, chiunque fosse. Ne andava della salvezza della sua famiglia. Se voleva una sposa, lei lo sarebbe diventata.
«Il padrone rientrerà a breve, signorina. Si metta comoda. Tra poco le verrà servita la cena.»
Sarah stessa era confusa riguardo a tutto quell'accordo, ma non osava obiettare. Il benefattore della sua famiglia aveva inviato un'auto all'inizio della serata per condurre da lui Veronica, ma alla fine si era presentata lei; tuttavia, non lo aveva ancora incontrato.
Il domestico uscì e Sarah rimase sola nell'enorme camera da letto. Più tardi le fu servito un assortimento di prelibatezze da far venire l'acquolina in bocca, e Sarah mangiò il più possibile, sebbene avesse lo stomaco chiuso in una morsa.
Decise poi di farsi una doccia e di infilarsi la deliziosa e lussuosa lingerie che le era stata preparata sul letto.
Sarah si era addormentata profondamente, quando si svegliò percependo qualcuno che incombeva su di lei. Il sonno svanì all'istante; fece per premere l'interruttore della luce sopra il letto, ma due mani grandi, calde e decise le afferrarono fulmineamente i polsi, bloccandoglieli sul cuscino ai lati della testa. Sarah capì che doveva trattarsi dell'uomo che era venuta a incontrare.
«Lascia stare la luce, tesoro. Voglio solo sentirti,» strascicò lui con una calda voce baritonale. Le sue parole suonavano leggermente impastate. Il suo costoso profumo maschile — un connubio di muschio, cuoio e sandalo — la avvolse.
Sarah lo sentì inalare il suo profumo, annusarla e lasciarle una scia di baci sulla pelle, lungo la nuca, fin giù alla base della gola. Si irrigidì tra le sue braccia.
Fu invasa da un'ondata di panico quando sentì l'altra mano dell'uomo esplorare e stringere il suo corpo. Non aveva mai avuto un fidanzato, né era mai stata così vicina a un uomo prima di allora.
«Il tuo profumo e la tua pelle sono ancora più dolci di quanto immaginassi, tesoro,» le sussurrò con voce roca all'orecchio, facendole propagare uno strano calore in tutto il corpo.
La mente di Sarah prese a galoppare... la conosceva già?
Certo che no.
Aveva richiesto la figlia della famiglia Maxwell. Senza dubbio, si stava riferendo a Veronica.
Credeva che lei fosse Veronica.
Sarah lo sentì sciogliere i nodi della sua vestaglia di seta e farle scivolare giù le spalline della camicia da notte. Era vergine, ma non era stupida. Sapeva bene dove l'avrebbe portata tutto questo. Avrebbe preferito conoscere prima quello sconosciuto senza volto, o per lo meno firmare il certificato di matrimonio prima di spingersi a tanto.
Non era nemmeno riuscita a vedergli il viso a causa del buio nella stanza, ma il suo fisico sodo e tonico era un fascio di muscoli tesi che la schiacciava contro le morbide lenzuola di seta. Immaginò che dovesse trattarsi di un uomo giovane e in gran forma.
«Sembra proprio che vivremo la nostra prima notte di nozze prima del matrimonio, tesoro» le sussurrò lui all'orecchio con voce roca e strascicata.
Nel buio della stanza, gli occhi di Sarah si sgranarono per lo stupore e, prima che potesse proferire parola, le labbra calde e morbide di lui si impadronirono delle sue in un bacio ardente e famelico.
Le sue parole le morirono in gola e le abili carezze dell'uomo la ridussero a un corpo fremente, che gemeva e si contorceva sotto di lui.
«Sarah. Quella stronza! Mamma, non crederai mai a quello che ho appena scoperto!» strillò Veronica, allarmata, irrompendo nel soggiorno a passo di carica.
Estelle posò di scatto il calice di vino che stava sorseggiando e congedò la domestica che le stava mettendo lo smalto ai piedi.
«Fuori. Vai a riordinare la mia stanza. Subito» sibilò. La domestica si affrettò a uscire a testa bassa, rimpicciolendosi sotto lo sguardo carico di disgusto e disprezzo che le lanciò Veronica.
«Allora, tesoro, dimmi: cosa turba la tua bella testolina così presto stamattina?» chiese Estelle alla figlia.
«Ho appena scoperto l'identità del nuovo investitore.»
La curiosità di Estelle si accese. L'investimento e la proposta erano giunti avvolti nel più totale mistero.
Pur essendo curiose di scoprire chi fosse il loro benefattore, erano state fin troppo felici di cedergli Sarah in cambio della loro salvezza.
«Chi è?»
«È Edward, mamma. Edward Huxley!» urlò Veronica, furiosa. Aveva rifiutato quel matrimonio perché stava vivendo un'appassionata storia d'amore con il suo fidanzato modello, Dylan. Inoltre, in cuor suo sospettava che potesse trattarsi di un vecchio ricco e grinzoso, oppure di un viscido maniaco o di uno psicopatico. Perciò era stato fin troppo facile mandare Sarah al suo posto.
Gli occhi di Estelle si spalancarono per lo shock. «Sei sicura, tesoro? Come l'hai scoperto?»
«Il cugino di Dylan lavora come suo autista. È stato lui a passare a prenderla ieri sera. Forse l'ha riconosciuta e ne ha parlato a Dylan.»
Edward Huxley era il proprietario della più grande compagnia aerea e di spedizioni navali del Paese. Era lo scapolo più ricco e affascinante della nazione. Veronica ribolliva di rabbia al solo pensiero che Sarah fosse con lui in quel preciso momento, e che per giunta stesse per sposarlo.
Lo sconcerto di Estelle lasciò lentamente il posto a un sorrisetto diabolico. «Ma questa è una notizia fantastica, tesoro» esclamò, raggiante. Le cose si mettevano sempre meglio.
Veronica aggrottò la fronte, confusa.
«Dove vuoi arrivare, mamma? Ormai sarà Sarah a sposarlo» sbottò, mettendosi a camminare freneticamente su e giù per la stanza.
«Io ho rifiutato la proposta, ricordi?»
Estelle non si scompose affatto. Aveva sempre odiato Sarah perché era la figlia dell'amante di suo marito, e l'aveva sempre trattata con disprezzo. Era Veronica a meritare il meglio dalla vita, non Sarah.
«Questo non ha alcuna importanza. Sarai tu a sposarlo, non Sarah.»
Veronica aveva cambiato idea. Voleva Edward. Era molto più ricco e affascinante di Dylan. Non avrebbe mai permesso a Sarah di avere la meglio su di lei.
«Cos'hai in mente, mamma? Perché non permetterò mai a quella sgualdrina di passarmi davanti» sputò fuori, carica d'odio verso Sarah.
Estelle fece un sorrisetto. «Non preoccuparti, cara. Ho un piano. Tu devi solo seguire le mie direttive e stare al gioco. Edward sarà tuo» le assicurò.
Veronica sorrise, sollevata dalle rassicurazioni della madre. La mamma sapeva sempre cosa fare.
«Il cugino di Dylan sa come possiamo incontrare il signor Huxley?» chiese Estelle, con un sorrisetto subdolo.
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