
La moglie data per morta ritorna con due gemelli
Eudora · Completato · 395.6k Parole
Introduzione
Dopo essere sopravvissuta a un'ingiusta prigionia, ho cresciuto i miei bambini da sola all'estero. Ora che sono tornata a casa in cerca di pace, il mio ex marito Benjamin ci ha trovati e pretende che restiamo. I miei gemelli lo disprezzano, rifiutandosi di accettare l'uomo che ci ha abbandonati. Mentre le vecchie menzogne sull'incendio e le macchinazioni di Olivia vengono alla luce, sono combattuta tra il restare aggrappata al mio odio o dare all'amore un'altra possibilità.
Capitolo 1
Fuori, la neve ammantava il mondo mentre ululavano venti gelidi.
Sophie Scott era in cima alla scalinata del secondo piano; sebbene fosse circondata dal tepore della casa, sentiva un brivido di ghiaccio penetrarle fin nelle ossa.
La scena che le si parava davanti aveva i contorni di un incubo ricorrente: Olivia Sanders giaceva sul pavimento e il sangue le inzuppava rapidamente i vestiti, macchiando il costoso marmo sotto di lei.
«Il mio bambino! Sophie, perché mi hai spinta?» urlò Olivia in preda allo spasimo, stringendosi le mani sul ventre in un gesto protettivo.
Il volto di Sophie sbiancò. Prima ancora che potesse difendersi, Benjamin Brown si era già precipitato sul posto. Fissò gli occhi su Sophie con odio palese. «Sophie, cerchi forse la morte?»
Quelle poche parole le trafissero il cuore come una pioggia di lame.
Fece un respiro profondo, imponendosi di mantenere la calma. «Non l'ho spinta io. Ci sono le telecamere di sicurezza, puoi controllare le registrazioni.» Non riusciva a credere che Olivia si fosse servita del suo stesso bambino pur di incastrarla.
«Se non mi credi, chiamo subito qualcuno a controllare.»
«Basta così! Credi davvero che cascherò ancora nelle tue patetiche bugie? Ormai ho capito chi sei veramente: una donna spietata e crudele» sibilò Benjamin, con lo sguardo freddo e minaccioso.
Avanzò verso Sophie, un passo dopo l'altro. L'aura gelida che emanava da lui era terrificante, ma ancora più spaventoso era l'intento omicida che gli brillava negli occhi. Sophie indietreggiò d'istinto.
«Se anni fa non avessi cercato di incastrare Olivia per quell'incendio, mia sorella non sarebbe rimasta sfigurata. E ora hai ucciso mio figlio. Sophie, ti meriti tutto il male che ti sta per piovere addosso.»
Sophie vacillò, stringendo i pugni con forza. «Quello che è successo allora non è stata opera mia. Perché non indaghi per scoprire la verità?»
Con l'immenso potere e le conoscenze di cui disponeva, Benjamin avrebbe potuto facilmente portare alla luce la verità, se solo lo avesse voluto.
Per anni si era portata addosso l'etichetta di donna perfida, subendo le crudeltà di Benjamin. Ora non ne poteva davvero più!
«Io credo solo a ciò che vedo con i miei occhi!» tuonò Benjamin.
Le pupille di Sophie si contrassero. Non riuscì a pronunciare neanche una parola in propria difesa.
Il cuore le doleva come se stesse sanguinando. La verità era proprio lì, davanti a lui, se solo si fosse preso la briga di cercarla.
Eppure non le concedeva nemmeno un'occasione per dimostrare la propria innocenza.
«Non cercherò di farti ricredere su tutte le false idee che ti sei fatto di me in questo momento. Prima devo dimostrarti che l'incidente di oggi non è colpa mia. È evidente che mi sta incastrando!» disse Sophie a denti stretti.
Se solo fosse riuscita a recuperare i filmati di sicurezza per dimostrare che Olivia non era affatto innocente come voleva far credere, forse Benjamin avrebbe iniziato a mettere in dubbio le proprie convinzioni.
Sophie si voltò per andare a cercare le registrazioni, ma all'improvviso inciampò, battendo violentemente il ventre sul pavimento. Un dolore acuto e lancinante le travolse all'istante l'intero corpo.
«Il ventre... mi fa malissimo!» Gli occhi di Sophie si riempirono di terrore quando vide il sangue allargarsi sotto di sé.
Terrorizzata, lo implorò: «Benjamin, ti prego, portami in ospedale... i nostri bambini...»
Benjamin la guardò dall'alto in basso, con disprezzo. «Non è altro che il figlio bastardo della tua tresca con chissà quale uomo! Quel bambino non merita di venire al mondo!»
La disperazione riempì gli occhi di Sophie, che tremava in tutto il corpo. «Benjamin, posso spiegare ogni cosa. Ma ti prego, prima salva il nostro bambino.»
Era la creatura che portava in grembo da otto mesi: ancora un po' di tempo e quel bambino sarebbe venuto al mondo!
Dando fondo alle ultime forze, allungò una mano verso Benjamin, aggrappandosi alla più flebile delle speranze. E se l'avesse portata in ospedale?
Ma la sua mano tesa afferrò solo il vuoto. Non riuscì a sfiorare nemmeno l'orlo dei suoi pantaloni.
Olivia dissimulò la propria soddisfazione e lanciò un grido di dolore. «Benjamin, ti prego, portami subito in ospedale. Fa malissimo!»
Senza la minima esitazione, Benjamin si avvicinò a Olivia, la prese in braccio e si diresse a grandi passi verso l'uscita.
Per tutto il tempo, non degnò Sophie di un solo sguardo; non vide l'ultima scintilla di luce infrangersi nei suoi occhi.
Rimase stesa sul pavimento, sommersa dalla disperazione. Le parve quasi di sentire il rumore del proprio cuore che si spezzava.
Eppure, abbassando lo sguardo sul proprio ventre, seppe che avrebbe rischiato la vita pur di salvare i suoi bambini.
Con enorme fatica, Sophie si trascinò in avanti, trovò il telefono e chiamò un'ambulanza.
Dopo quella che le parve un'eternità, i paramedici finalmente arrivarono; le prestarono i primi soccorsi e la trasportarono d'urgenza in ospedale.
Sophie giaceva pallida ed esausta nel letto d'ospedale, attaccata a una flebo. Aveva lo sguardo perso nel vuoto e la mente annebbiata.
All'improvviso, due addetti alla sicurezza irruppero nella stanza, le strapparono la flebo dal braccio e la tirarono giù di peso dal letto.
Sophie non aveva nemmeno la forza di divincolarsi. «Dove mi portate?» chiese con un filo di voce.
«Mr. Brown dice che le persone come te devono essere punite. Avrai modo di riflettere sugli errori della tua vita in prigione!» Le guardie trascinarono Sophie alla stazione di polizia.
In quel momento, la mente di Sophie si svuotò del tutto.
Li supplicò disperatamente di salvare i suoi bambini. Come se non bastasse essere stata abbandonata da Benjamin, ora lui la mandava persino in prigione.
Una guardia le mostrò dei documenti legali. «Mr. Brown ha ordinato che ti venga inflitta la pena massima! Passerai almeno cinque anni in prigione!»
A quelle parole, l'ultimo briciolo di sentimento che Sophie nutriva per Benjamin si disintegrò del tutto.
O meglio, la loro relazione era sprofondata nell'abisso nel momento stesso in cui Benjamin aveva scelto ripetutamente Olivia al suo posto.
Sophie si era soltanto illusa, sperando disperatamente che, se avesse tenuto duro ancora un po', in qualche modo sarebbe riuscita a sciogliere quel suo cuore di ghiaccio.
La realtà l'aveva appena colpita con uno schiaffo bruciante. Agli occhi di Benjamin, lei non valeva nemmeno un solo capello di Olivia.
Sophie rimase seduta, inebetita, ad ascoltare i poliziotti che discutevano dei vari capi d'accusa a suo carico.
Non le restava più nulla al mondo, se non l'angoscia per il fratello maggiore scomparso, Simon Scott, e per il secondogenito, Steve Scott, che si trovava in prigione.
Fino a qualche anno prima, la famiglia Scott era stata a capo di una delle dieci imprese più importanti di Luminous City. Ora, era svanita senza lasciare traccia.
Dopo che la famiglia Scott aveva dichiarato bancarotta, Benjamin si era accanito con sete di vendetta contro tutti i loro parenti.
Era convinto che la colpevole fosse Sophie. Per quanto lei lo avesse supplicato o avesse tentato di spiegarsi, era stato tutto inutile.
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Le unghie affilate di Sophie affondarono nei palmi delle mani. Se mai Benjamin avesse scoperto la verità su quanto accaduto anni prima, non lo avrebbe mai perdonato, nemmeno se si fosse inginocchiato sulla sua tomba!
Rimpiangeva amaramente il giorno in cui aveva conosciuto Benjamin: le aveva rovinato la vita intera!
I capi d'accusa furono rapidamente formalizzati. Sophie venne arrestata per aggressione e lesioni. Vestita con una tuta arancione, con i polsi e le caviglie in catene, salì a bordo del furgone della polizia con cupa determinazione.
In questa vita, lei e Benjamin non si sarebbero mai più incontrati.
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