
Luna dagli occhi di smeraldo
morgan_jo30 · In corso · 160.3k Parole
Introduzione
Capitolo 1
Tutte le ragazze sognano il ballo di fine anno, e io non facevo certo eccezione. Le mie amiche ed io ci stavamo organizzando per andare a scegliere i vestiti, ma i miei genitori proprio non capivano quanto il ballo fosse importante per me. Secondo loro, avrei dovuto evitare qualsiasi comportamento che potesse compromettere la mia reputazione e gettare ombre sul buon nome della famiglia.
A quanto pare, essere la figlia del beta non lasciava molto spazio al divertimento. Ovviamente, non mi lasciavo sfuggire occasione per godermi la vita fino in fondo. La mamma diceva che le ricordavo com'era lei prima di trovare il suo compagno, e quindi tendeva a lasciarmi un po' più libera, mentre papà era un vero severo. Mia madre, Sarah, era alta 1,68 m, con un fisico tonico e capelli castano chiaro lunghi fino al petto. Era una guerriera del nostro branco e mi aveva insegnato a combattere fin da quando avevo cinque anni. Mio padre, Ben, era alto 2,01 m, con un corpo da giocatore di football che poteva sollevare un'auto, tatuaggi dalla testa ai piedi, e capelli neri lucidi. Non era mai stato tenero con me e, anche se avrebbe preferito un figlio maschio, non aveva mai smesso di trattarmi come tale. Partecipavo a tutte le stesse competizioni dei ragazzi, ma non ero ancora riuscita a batterlo. Era convinto che fossi all'altezza e che dovessi prendere il suo posto come beta quando si sarebbe ritirato, sempre che la smettessi di dargli pensieri. Ridendo, pensavo a tutte le ramanzine che mi aveva fatto nel corso degli anni. "Quale compagno vorrà una ragazza che fa festa e non rispetta le regole, per non parlare di quale alpha ti vorrà come beta?" Mi veniva da ridere perché ero cresciuta insieme a Damian, il futuro alpha.
Damian era il mio migliore amico e, ogni tanto, ci scappava anche un bacio, ma la mia verginità la tenevo da parte per il mio compagno. Damian era alto 2,03 m di muscoli solidi, aveva capelli neri corti e un tatuaggio tribale che andava dal petto alla spalla, intorno al collo e al braccio, e lungo la schiena. Era un vero adone, con quegli occhi azzurri che ti trafiggevano. Il suo temperamento corrispondeva al suo aspetto da cattivo ragazzo, ma aveva sempre un debole per me. Sapevo di aver sempre attirato la sua attenzione. Essendo alta 1,70 m, con un corpo snello e tonico, capelli scuri ondulati lunghi fino alla vita e occhi verdi smeraldo, tendevo a catturare l'attenzione di alcuni ragazzi. Però, la maggior parte di loro era convinta che sarebbe toccato a loro il ruolo di beta, perciò li lasciavo perdere.
"Sbrigati, Nina!" gridò la mia migliore amica, Holly. Era bellissima con la sua pelle color cioccolato e i capelli neri lunghi fino alle spalle. Sarà stata anche alta solo un metro e sessantacinque, ma il suo carattere era quello di una gigante. Saltando via dalla mia toeletta, corsi verso la porta d'ingresso prima che potesse iniziare a salire le scale. Una volta l'ho fatta aspettare e per poco non mi buttava giù la porta.
"Arrivo! Dovevo finire il trucco," risposi, un po' senza fiato.
"Zach, Damian e Trevor sono in macchina che ci aspettano." Zach era anche lui figlio di un guerriero. Era alto 1,98 m, con una carnagione chiara, occhi nocciola e capelli biondi lunghi fino alle spalle. Era carino a modo suo, con quell'aria sempre gentile. Aveva sempre occhi per Holly, non che lei ci facesse caso. Essendo la figlia del gamma, riceveva le stesse ramanzine che ricevevo io. Trevor, suo fratello, era il braccio destro di Damian fin da quando erano nati, a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro. Era alto 1,98 m, con una carnagione più scura di Holly, e aveva capelli neri come il carbone e gli stessi occhi marroni scuri con pagliuzze dorate che aveva Holly. A quanto pare, era un tratto di famiglia.
"Arrivederci, mamma e papà!"
"Ciao, tesoro. Comportati bene e fammi sapere subito se c'è qualche problema, mi raccomando! E stavolta niente guai, eh!" Papà urlava dalla cucina. È successo una sola volta, e ho vinto la rissa. Non è colpa mia se un ragazzo non capiva un no. Papà non era troppo preoccupato questa volta, dato che avevo promesso che i ragazzi sarebbero venuti con noi e avrebbero potuto "proteggerci". Come se avessi bisogno di un ragazzo per proteggermi. Alzai gli occhi al cielo e uscii di casa con il braccio sulle spalle di Holly.
"Forza, ragazze! Non ho mica tutto il giorno," sbottò Trevor.
"Ma piantala, Trevor. Oggi hai tutto il tempo che vuoi," ribatté Holly, saltando sul sedile posteriore della Cadillac Escalade di Damian. Io, ovviamente, mi sono fiondata sul sedile davanti, accanto a Damian. Alcuni pensavano che fossi la compagna di Damian. Noi non ci credevamo, ma nemmeno ci dispiaceva. Mi trattavano come tale, e la cosa non mi dispiaceva per niente.
"Dovrei sedermi davanti io. Ho le gambe molto più lunghe delle tue, Nina, e se dobbiamo uscire in fretta, preferisco non restare imbottigliato in terza fila," borbottò Zach.
"Ma davvero vuoi un'altra rivincita, Zach?" dissi sollevando un sopracciglio verso di lui. L'ultima volta che mi ha messo in discussione, l'ho steso più volte di quante potesse contare, ma lui continuava a dire che "mi aveva lasciato vincere".
Tutti scoppiarono a ridere, tranne Damian, che si limitò a lanciare a Zach uno sguardo interrogativo, sollevando appena un sopracciglio. Zach era un grande guerriero, ma con il sangue di beta che gli scorreva nelle vene e un addestramento iniziato a cinque anni, pochi potevano davvero tenergli testa.
"Sto solo cercando di fare il cavaliere, Nina. Ti tratterei come una vera principessa," scherzò Zach. La mia risposta fu un grugnito e una occhiataccia, mentre Damian gli lanciò un ringhio basso.
"Comunque," sorrise Holly, "che tipo di vestito hai in mente per oggi?"
"Hmm," riflettei. "Magari uno bello aderente, corto appena sotto i fianchi, con una scollatura a V profonda e un po' di trasparenze."
"Neanche per sogno!" ringhiò Damian.
Scoppiai a ridere. "Ma dai, sto scherzando! A dire il vero, non ne ho idea... Però mi piacerebbe uno lungo fino a terra!"
"Io invece ne voglio uno corto, che mi slanci le gambe e metta in risalto le mie curve."
"Holls, lo sai che mamma e papà ti ammazzeranno, vero?" disse Trevor, passandosi una mano sul viso. "Sarai tu a farmi ammazzare," mormorò, ma con il nostro udito da lupo lo sentimmo tutti.
"Sono la loro principessa, non mi faranno niente! E poi, se trovo il mio compagno, non avranno nulla da ridire!" ribatté Holly, con uno sguardo deciso. Conoscevo bene quello sguardo: quando decideva una cosa, era irremovibile. Il nostro "ballo" era tale solo di nome. Era nato come una festa tradizionale, ma col tempo tutti i diciottenni single finivano per invadere i balli delle altre mute, sperando di trovare il proprio compagno... o almeno di vivere un'avventura, se non ci riuscivano.
Il mio compleanno cadeva proprio il giorno prima del ballo, mancava solo una settimana, e non stavo più nella pelle. Finalmente avrei scoperto se Damian fosse davvero il mio compagno oppure no. Ogni volta che ci pensavo, avevo le farfalle nello stomaco. E se non fosse stato lui il mio compagno, e avesse trovato un'altra ragazza? Come avrei reagito? In fondo, mi è sempre piaciuto il suo modo di proteggermi: lasciava che me la cavassi da sola con i ragazzi, ma restava sempre nei paraggi, pronto a intervenire se qualcosa andava storto.
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