
La Moglie Acquistata
Elk Entertainment · Completato · 280.8k Parole
Introduzione
Fece un passo avanti e mi sollevò il mento. Strinsi forte i pugni lungo i fianchi quando posò le sue labbra indegne sulle mie. Provavo disgusto per il suo tocco, ma lo tollerai per il bene di mio padre, che in quel momento era alla sua mercé. Si staccò dalle mie labbra con lo stesso sorriso arrogante stampato sul volto. «Ti ho fatta mia, Babygirl, e non vedo l'ora che restiamo soli!» disse con un tono cupo.
Il respiro mi si bloccò in gola nel vedere l'oscurità nei suoi occhi. Se fossi stata la vecchia Aurora, avrei avuto paura, ma non più. Potevo anche aver messo da parte l'orgoglio per mio padre, ma se cercava una moglie sottomessa, di certo non l'avrebbe avuta.
Capitolo 1
«Non hai idea di quanto ti amo, anima mia. Non sai il dolore che ho provato in tua assenza.»
«Come se io fossi stata meglio, tesoro mio. Mi è mancato il calore delle tue braccia ogni singolo giorno. Il ricordo del tempo passato insieme, l'uno nelle braccia dell'altra, era l'unica cosa che mi teneva in vita in quelle lunghe notti d'inverno.»
Aurora guardò la persona seduta accanto a lei e si alzò alla velocità della luce. «Che schifo! Non ho nessuna intenzione di imitare la loro scena di sesso con te, Em!»
Emily arricciò le labbra da un lato e squadrò il corpo di Aurora. «Se solo fossi stata un uomo. Per tua fortuna, sono etero» disse, agitando una mano con fare evasivo e spegnendo la televisione con il telecomando.
«E chi ha detto che se fossi stata un uomo mi saresti interessata?» chiese Aurora. Emily le lanciò un'occhiata per niente impressionata.
«Ma vaffan-bip!» disse Emily, che da un po' cercava di non dire parolacce perché, quando era andata a trovare i suoi genitori in città, sua madre le aveva fatto notare il suo linguaggio colorito.
«Non mi interessa!» canticchiò Aurora, leccando il gelato al mirtillo dal cucchiaino.
«È la seconda vaschetta di gelato che finisci, Aurora. Non capisco come tu possa avere ancora questo fisico da modella mangiando in questo modo. Mi vergogno di tutte le lezioni di aerobica che faccio per cercare di assomigliarti.»
Aurora leccò il cucchiaino un'ultima volta prima di alzare le sopracciglia verso l'amica. Osservò il corpo seducente di Emily e roteò gli occhi.
«Ma davvero, ragazza! Sembri tu stessa una modella. Ma ovviamente so quanto sono sexy, quindi grazie» disse Aurora con un sorrisetto. Emily le fece la linguaccia e le mostrò il dito medio, ed entrambe le amiche scoppiarono a ridere.
Aurora King era la bellezza perfetta con i suoi capelli biondi, gli occhi azzurri e i lineamenti affilati. Non era da meno di una dea, per non parlare dell'altezza e della linea perfette, pur essendo una buona forchetta.
«Ragazza, stavo pensando di provare quel nuovo ristorante italiano da cui hai ordinato da asporto la settimana scorsa» propose Emily, e ad Aurora venne l'acquolina in bocca al solo pensiero.
«Era…» mugolò lei, sfregandosi le mani in risposta e accettando di tornare a provare il ristorante.
«Chiamiamo Miss Galateo e poi andiamo dritte là» disse Emily, non prima di aver alzato gli occhi al cielo. Sia Susan che Emily erano amiche di Aurora. Vivevano entrambe a casa sua e le volevano bene, ma quando si trattava del loro rapporto, si amavano come il fuoco e l'acqua!
«Aspetta, la chiamo io» disse Aurora.
«Ehi Susan, andiamo in quel ristorante italiano, ho una voglia matta di cibo italiano.»
Aurora poteva ancora sentire il sapore delizioso del risotto che aveva assaggiato. Le aveva fatto esplodere le papille gustative, lasciandole un'estasi in bocca.
Esattamente venti minuti dopo, Susan era ancora nella sua stanza, mentre Aurora ed Emily la stavano aspettando.
«Ma siamo stupide ad aspettarla da venti minuti? Che diavolo sta facendo ancora di sopra?» sbottò Emily.
«Susan!» urlò il suo nome con una voce così acuta che Aurora chiuse gli occhi.
«Mi farai diventare sorda con i tuoi strilli, Em!»
«Vorrei che diventasse sorda lei al posto tuo, ma con quella non funziona niente.»
Dopodiché, Aurora tenne la bocca chiusa; non voleva essere coinvolta nella terza guerra mondiale.
Già visto, già fatto.
E dopo quell'unica esperienza, si era ripromessa di non immischiarsi mai più nelle loro liti.
«La smettete di urlare? A differenza vostra, io stavo lavorando» sbottò contro Emily, che sembrava sul punto di aggredirla.
«Ah, sì! A lavorare con la tua botta e via. Com'è andato il lavoro, Susan? Hai finalmente trovato l'uomo dei nostri sogni?» la schernì Emily, ricevendo in cambio un'occhiataccia da Susan.
Aurora poteva quasi sentire la musica drammatica in sottofondo mentre le due davano inizio alla loro infinita discussione.
«Va bene, non c'è bisogno che ricominciate a litigare. Ho fame e voglio mangiare. Vogliamo andare?» Aurora cercò di fare di nuovo da paciera, perché se non l'avesse fatto, il loro litigio sarebbe degenerato.
Non posso avere un solo giorno di pace senza le loro scenate.
«Guida» ordinò Susan a Emily, che le strappò le chiavi di mano senza dire una parola.
«Aspettate, dovrei guidare io» disse Aurora, e le sue amiche la fulminarono con lo sguardo, come se le fossero spuntate due teste.
Aurora deglutì, sentendo le guance avvampare al ricordo del drammatico incidente accaduto due mesi prima, mentre tornavano a casa da una serata al pub.
«Ero ubriaca!» tentò di giustificarsi. Loro inarcarono le sopracciglia, ricordandole il disastro che ne era seguito.
«E ho finito per tamponare il vigile. Quel figlio di buona donna! Mi ha pure fatto la multa» sbuffò Emily, battendo un piede a terra con rabbia, come un'adolescente.
«Hai provato a flirtare con lui davanti a sua moglie. Siamo state fortunate che Ethan ci abbia salvate quel giorno, altrimenti saremmo finite in tribunale» le ricordò Susan. Emily strinse le labbra in una linea sottile.
«Almeno ho cercato di aiutare.»
Aurora scosse la testa, vergognandosi. Ricordava ancora quanto suo padre si fosse arrabbiato con lei il giorno dopo. Era la figlia di Ethan King, un miliardario e filantropo che aiutava persone in tutto il mondo, e invece sua figlia veniva beccata a guidare ubriaca e a tamponare l'auto di un vigile.
Il solo pensiero di passare del tempo in una cella le faceva venire la pelle d'oca. Aurora King poteva vivere senza niente, tranne che senza suo padre, il buon cibo e qualcuno con cui parlare, dato che era una chiacchierona. Per non parlare di quelle due ragazze, che con la loro presenza le avevano reso la vita più movimentata.
«Va bene, andiamo, ho fame.»
«Tu hai sempre fame, Aurora!» dissero entrambe all'unisono, per poi lanciarsi un'occhiata tutt'altro che impressionata prima di sistemarsi in macchina.
Aurora sapeva che avrebbe dovuto tenersi alla larga dai cibi ipercalorici, ma aveva la fortuna di avere un corpo che non ingrassava mai, a prescindere da quanto mangiasse. Non era esattamente una taglia zero; il suo corpo aveva le curve nei punti giusti, che la rendevano sexy. E, cosa più importante, era sicura del proprio aspetto.
«Ragazze, devo dirvi una cosa» disse Susan mentre Emily guidava. «Credo di aver trovato qualcuno che possa rappresentare il nostro marchio.»
«Chi?» chiese Aurora, mentre l'atmosfera in auto passava da gioviale a seria.
«Kevin Rawls, lo stilista dell'anno. Dobbiamo contattarlo e chiedergli di collaborare con noi.»
«Mh, posso vedere cosa riesco a fare. Dopotutto, sono famosa sui social, quindi non dovrebbe essere difficile per me mettermi in contatto con lui» disse loro Aurora. Essere la figlia di Ethan King comportava molti vantaggi, e uno di questi era il numero di follower che aveva sui social media.
Entrambe le amiche annuirono e il resto del tragitto proseguì in silenzio.
Aprire una gioielleria era il sogno di Aurora e delle sue amiche. Tutte e tre si stavano impegnando al massimo per raggiungere quell'obiettivo. Per Aurora non sarebbe stato difficile avviare un marchio con i soldi e il potere di suo padre; avrebbe potuto farlo senza problemi. Ma non c'era solo lei nel gruppo. Emily, pur essendo sua amica e disposta a tutto per aiutarla, era una ragazza orgogliosa.
Si era unita a loro a condizione che non avrebbero accettato alcun aiuto dai padri di Aurora o di Susan. Susan aveva acconsentito subito, perché avrebbe preferito mangiare veleno piuttosto che chiedere aiuto a suo padre. Per certi motivi, non erano in buoni rapporti. E Emily, a differenza di Aurora e Susan, non veniva da una famiglia ricca. I suoi genitori possedevano una piccola fattoria in un villaggio e amavano la vita di campagna. Emily, invece, aveva grandi sogni, perciò si era trasferita nella grande città di Churchill.
Una volta arrivate, Aurora osservò l'incantevole ingresso del ristorante. Non sapeva perché, ma quel posto le infondeva una sorta di pace. I bellissimi mobili in legno sulla terrazza, le piante esotiche e la brezza fresca che le scompigliava i capelli.
Le sembrava che sua madre le stesse accarezzando la chioma. Ah, i bei ricordi di sua madre. Un tempo era il centro del suo universo, ma dopo la sua morte erano rimasti solo lei e suo padre. Scosse la testa per scacciare i ricordi e si guardò intorno in cerca di un posto a sedere, ma la fortuna non era dalla sua parte.
Dentro non c'era un solo tavolo libero. Era quello il problema dei ristoranti piccoli e famosi: si riempivano subito dopo l'apertura. «Addio pranzo!» disse Aurora, con lo stomaco che le brontolava per la fame.
«Mangeremo in piedi, Aurora?» chiese Susan con la sua voce stridula, inarcando le sopracciglia in modo teatrale.
Aurora alzò gli occhi al cielo. «No. Adesso arriverà un cameriere per invitarci a entrare e darci il tavolo migliore» la imitò, ma fu come se Dio le avesse concesso un attimo di fortuna. Un uomo si avvicinò davvero e le invitò a entrare.
«Wow! È stato veloce» si rallegrò Emily.
Il delizioso profumo della cucina italiana, l'odore di aglio ed erbe aromatiche fecero venire l'acquolina in bocca ad Aurora.
L'uomo le accompagnò a un tavolino per tre in un angolo. Era un po' appartato rispetto agli altri tavoli e vicino all'ufficio del direttore.
«Ecco il menù, signore» disse il cameriere, porgendo loro la lista.
A differenza dei ristoranti a cinque stelle che Aurora frequentava di solito con suo padre, il menù non era rilegato in pelle. Era un cartoncino spesso, rosso e verde, plastificato per proteggerlo dal continuo contatto con le mani di innumerevoli persone.
«Il posto è piccolo, ma il profumo del cibo fa venire l'acquolina in bocca» sussurrò Susan. L'uomo si allontanò, lasciandole decidere cosa ordinare.
Emily aprì il menù e iniziò a leggere:
«Insalata Caprese con Pesto.
Panzanella.
Bruschetta.
Focaccia.
Pasta alla Carbonara.
Pizza Margherita.
Risotto ai Funghi.
Pasta con Pomodoro e Basilico. Bla, bla, bla!»
«C'è un sacco di scelta, Aurora. Mmmh! Sono indecisa» disse Emily, continuando a leggere il menù.
«Prova il risotto ai funghi. È delizioso» le disse, decidendo che anche lei avrebbe preso lo stesso, insieme a della focaccia e alla carbonara.
«Da bere?» chiese di nuovo Susan. «Sai che c'è? Ordiniamo un classico vino rosso italiano per noi. Aurora prenderà una limonata» disse, scegliendo al posto suo. Ad Aurora la cosa non piacque, ma le bastò un'occhiataccia da parte dell'amica per capire che il suo solito "so decidere da sola" stavolta non avrebbe funzionato.
A detta di Susan, Aurora avrebbe dovuto portare un cartello con su scritto: "Non datemi alcolici. Sono intollerante". Le bastava un solo bicchiere per perdere la testa.
Passarono quasi venti minuti, ma nessuno venne a prendere l'ordinazione. Cercarono il cameriere con lo sguardo, ma era come se fosse svanito nel nulla.
«Vado a cercare qualcuno, non posso aspettare che si accorgano di noi e vengano a prendere l'ordine» disse Aurora alle amiche, e si alzò. Stava per avvicinarsi a un cameriere che vide prendere un'ordinazione da una coppia di anziani quando, all'improvviso, un uomo le finì addosso e lei sussultò per il dolore.
«Non ci vedi?» si lamentò, massaggiandosi la mano per alleviare la fitta.
«Mi scusi, ma è stata lei a venirmi addosso» disse lui, spingendo Aurora ad alzare la testa per guardare l'uomo che osava darle la colpa del suo errore.
«Come scusa?!» sbottò lei, ma quando vide il suo viso rimase senza parole.
L'uomo di fronte a lei era bellissimo; non aveva mai visto nessuno come lui. Aurora King era sbalordita.
Continuò a fissarlo. Capelli castani, occhi azzurri, zigomi pronunciati. Doveva avere quasi trent'anni, o poco più. Era alto un metro e ottanta, perfetto. Aurora sentì qualcosa sfarfallare nello stomaco. Quell'uomo era troppo bello per essere vero.
Che mi stia prendendo una cotta? Quest'uomo è da leccarsi i baffi...
Ma la voce tagliente di lui la riportò bruscamente alla realtà. «Sì, è stato un suo errore...» disse, come se il mondo gli appartenesse.
Un mio errore? Che ipocrita! Al diavolo il suo essere "troppo bello per essere vero"! Se lui può essere sgarbato, posso esserlo anch'io. Non sa chi è Aurora King. Solo un bel faccino, senza buone maniere. Un arrogante maledetto!
«Senta, signor...»
«Gabriel» le disse lui, come se fosse il re del mondo e lei una sua suddita.
«Ecco, signor Gabriel. È stato lei a venirmi addosso...» ribatté.
Lui sospirò, grattandosi la tempia con l'indice. «D'accordo, è stato un mio errore. Lo ammetto.»
Aurora fece un sorrisetto soddisfatto. «Lo so che è stato un suo errore. Dovrebbe smetterla di comportarsi come un semidio e ammettere le sue colpe...» gli stava facendo la predica sul suo atteggiamento, quando lui la interruppe.
«Senta, signorina, non mi sono scusato perché fosse colpa mia, ma perché c'è gente intorno che ci guarda e non voglio attenzioni indesiderate. E poi, mio zio una volta mi ha detto di evitare gli stupidi, perché non c'è niente di buono a parlarci» le disse, per poi andarsene con nonchalance.
Le ci volle un attimo per capire che l'aveva appena chiamata stupida. Aurora rimase a bocca aperta. «Mi ha appena dato della stupida?» sussurrò tra sé.
«Argh!» strillò di rabbia e si guardò intorno per cercare quell'uomo, ma non c'era più traccia di lui, il che la irritò ancora di più.
Ora non desiderava altro che dargli una lezione che non avrebbe mai dimenticato.
Ultimi capitoli
#131 EPILOGO
Ultimo aggiornamento: 9/21/2026#130 CAPITOLO 130
Ultimo aggiornamento: 9/21/2026#129 CAPITOLO 129
Ultimo aggiornamento: 9/21/2026#128 CAPITOLO 128
Ultimo aggiornamento: 9/21/2026#127 CAPITOLO 127
Ultimo aggiornamento: 9/21/2026#126 CAPITOLO 126
Ultimo aggiornamento: 9/21/2026#125 CAPITOLO 125
Ultimo aggiornamento: 9/21/2026#124 CAPITOLO 124
Ultimo aggiornamento: 9/21/2026#123 CAPITOLO 123
Ultimo aggiornamento: 9/21/2026#122 CAPITOLO 122
Ultimo aggiornamento: 9/21/2026
Potrebbe piacerti 😍
La Moglie Contrattuale del Miliardario
Per vendicarmi del mio ex che mi ha tradito, ho avuto una notte di follia alla sua festa di fidanzamento.
Il mio delizioso errore? Lui—il CEO più ricco e spietato della città.
Ora, mi sta ricattando per un contratto di matrimonio temporaneo.
Lui ha bisogno di una moglie per portare a termine il suo piano. Io ho bisogno di una via di fuga dalla mia vita che sta crollando.
L'accordo era semplice: niente sentimenti e una separazione netta dopo cinque mesi.
Ma l'uomo che ha imposto questo accordo ora sta infrangendo ogni singola regola.
Aveva detto che era solo affari, allora perché sta lottando per rendere permanente il nostro matrimonio temporaneo?
Peccato Adottivo
È tutto ciò che ho sempre desiderato...
Finché tutti i miei sogni non mi crollano addosso.
Mio “fratello” mi odia.
Non è più lo stesso ragazzo che ha lasciato casa nostra diretto verso la grandezza. Non vuole avere niente a che fare con me e mi tratta peggio della sua peggior nemica.
Finché non lo vedo con una ragazza.
E all’improvviso non mi sembra più mio fratello.
Sembra il bell’atleta da cui tutte le ragazze del campus sbavano.
È sbagliato.
Non dovrei guardarlo in quel modo.
E lui non dovrebbe toccarmi come se fosse pronto a divorarmi.
È mio fratello.
O forse no?
I confini si confondono e la terra sotto i miei piedi trema tra desiderio e peccato.
Segreti sussurrati su pelle febbrile, baci proibiti rubati negli angoli bui.
Ma non basta mai.
Ne voglio di più.
Redimere Aaron
Lo rivedrò mai? Mi manca, eppure allo stesso tempo vorrei strangolarlo.
È il mio soldato spezzato che implora redenzione. Posso salvarlo dai suoi incubi?
Ma che diavolo... Mi sono passata un dito sulle labbra mentre lo guardavo allontanarsi in macchina.
Il calore si è accumulato nel mio ventre mentre ricordavo lo sguardo nei suoi occhi prima che mi baciasse.
Desiderio.
Desiderio crudo, nudo brillava nei suoi occhi.
Invece di rispondere alle mie domande, mi ha accarezzato la guancia con una mano, poi ha catturato le mie labbra con le sue. Il bacio era diverso da tutti gli altri.
Era tenero e la mia rovina.
Mi possiede.
Da amici ad amanti è un cliché vecchio come il mondo, ma Aaron Carter ha combattuto il suo amore per una delle sue buone amiche e compagne soldato per anni. Perché, chiedi? Perché si sente indegno del suo amore, sporco per le azioni del suo passato da soldato. Il suo PTSD lo ha spinto a cercare conforto tra le braccia di donne a caso per anni, sport estremi, gioco d'azzardo e qualsiasi cosa che gli permettesse di bloccare gli incubi che tormentano il suo sonno.
Rylan Danvers è un'ex chirurga dell'esercito diventata fisioterapista e da anni è innamorata di Aaron. Lui l'ha allontanata troppe volte e ora è determinata a andare avanti con la sua vita. L'ironia è che, ora che lei è decisa a farlo, lui è altrettanto determinato a conquistarla.
Riusciranno a fare quel salto di fede?
Segui Aaron e Rylan nella loro storia d'amore mentre sono legati insieme dal loro ardente desiderio e amore reciproco.
Il Re Eterno
Si dice che il Re Eterno fosse spietato, non mostrasse pietà e disprezzasse tutte le creature che non erano della sua stessa specie. Nei suoi diecimila anni di vita è stato avvistato sulla Terra solo una volta, per salvare la vita di suo fratello, poi mai più visto. Questo fino a quando non sentì nascere la sua compagna..
**
Negli ultimi 18 anni, il Re Kane ha cercato di unificare il suo regno con quello del Re Gabriel... il re di tutti i lupi mannari, licantropi, streghe, vampiri e tutte le altre creature soprannaturali. Si vociferava che i due regni stessero per diventare uno solo. I lupi mannari e i demoni non andavano affatto d'accordo, ma tutti i fedeli e leali membri del regno di Kane lo seguivano ciecamente e non mettevano mai in discussione le sue decisioni. Per quanto riguarda i membri del regno di Gabriel... alcuni erano molto contrariati...
**
Solo Gabriel, il suo secondo in comando, Balthazar, e il terzo in comando, Kol, sapevano perché Kane improvvisamente volesse unificare i regni. Ha aspettato tutta la vita per la sua compagna e non permetterà a nulla di ostacolare il loro stare insieme.
**
Riuscirà Kane a unificare i regni, mantenendo al sicuro la sua compagna?
!! Ci sono scene sessuali in questo libro, quindi se non riuscite a sopportare il calore, non leggete. !!
Copyright © 2024
Da “signora e basta” a CEO
Eppure mio marito, Arthur Smith, passava le sue giornate dedicandosi a un'altra donna, mentre i miei figli desideravano che sparissi definitivamente dalle loro vite.
Quando le mie dita spazzarono via la polvere dalla medaglia del Premio Nobel di mia madre, una risoluzione si cristallizzò dentro di me: da oggi in poi, vivrò per me stessa!
Marito? Non ne ho bisogno. Figli? Non ne ho bisogno nemmeno di loro.
Di nuovo in laboratorio, finalmente stavo sul podio che tutti guardavano con ammirazione.
Ma quando spinsi i documenti del divorzio nelle mani di Arthur, lui e i bambini crollarono completamente.
Mi liberai dalla loro presa disperata. Arthur improvvisamente cedette, cadendo in ginocchio davanti a me con gli occhi arrossati, la voce rotta mentre implorava, "Elaine... non lasciarmi..."
Da Migliore Amico a Fidanzato
Savannah Hart pensava di aver superato Dean Archer—fino a quando sua sorella Chloe annuncia di sposarlo. Lo stesso uomo che Savannah non ha mai smesso di amare. L'uomo che le ha spezzato il cuore… e ora appartiene a sua sorella.
Una settimana di matrimonio a New Hope. Una villa piena di ospiti. E una damigella d'onore molto amareggiata.
Per sopravvivere, Savannah porta un accompagnatore—il suo affascinante e impeccabile migliore amico, Roman Blackwood. L'unico uomo che è sempre stato al suo fianco. Lui le deve un favore, e fingere di essere il suo fidanzato? Facile.
Fino a quando i baci finti iniziano a sembrare veri.
Ora Savannah è combattuta tra mantenere la recita… o rischiare tutto per l'unico uomo per cui non avrebbe mai dovuto innamorarsi.
Compagna Rubata dell'Alfa
Ora la credono una spia nemica e lei deve fuggire prima che Kaius capisca chi è veramente e scopra tutti i segreti che ha tenuto nascosti. Il problema è che lei non è più la ragazzina spezzata che se ne andò quattro anni fa, e nemmeno lui è esattamente lo stesso freddo bastardo che la rifiutò. Con delle vite in gioco e senza più vie di fuga, riuscirà a scappare prima che tutto crolli?
Zanne, Destino e Altre Cattive Decisioni
Dopo aver scoperto che il suo fidanzato l'ha tradita, l'ultima cosa che si aspettava era di imbattersi in un uomo ferito in un vicolo. E sicuramente non uno con le zanne. Ma grazie a un mix di cocktail, vergogna e le sue scelte di vita discutibili, lo porta a casa. Si scopre che non è solo un vampiro qualsiasi—è un re. E secondo lui, lei è la sua compagna predestinata.
Ora, è bloccata con un succhiasangue iperprotettivo e cupo che continua a salvarla, una lista crescente di nemici che vogliono ucciderla, e un'attrazione innegabile che rende molto difficile ricordare perché innamorarsi di un vampiro è una pessima idea.
Perché se non sta attenta, non perderà solo il cuore—perderà la sua umanità.
Una Serie di Romanzi Paranormali Libro 1-5
Come consulente per il reclutamento paranormale e mezzelfa, Julia sa di dover stare lontana dai vampiri - per loro, lei è solo cibo.
Allora perché l'alfa assetato di sangue Nathaniel La Caz dovrebbe essere diverso? Quando si presenta all'incontro nella sua fabbrica, sente che c'è qualcosa di particolare in lui. Julia è improvvisamente sopraffatta dai suoi sensi e la sua magia impazzisce quando è vicino a lui. Le cose passano da strane a peggiori quando Julia assiste al rapimento di sua cugina Claudia. E quando altri elfi e fate iniziano a scomparire senza lasciare traccia, e senza alcun aiuto in vista, Julia sa che è l'unica speranza per sua cugina.
La polizia sospetta i vampiri. E se hanno ragione, potrebbe essere una trappola mortale di un giorno. Ma Julia è disposta a rischiare tutto per salvare Claudia, anche se significa che potrebbe diventare la prossima vittima di questo vampiro folle.
La Fuggitiva del Presidente del MC
Controllante. Violento. Ossessivo.
La notte in cui tentò di ucciderla, Rina scomparve.
Con addosso nient’altro che i vestiti che portava e un nome falso, fuggì dall’altra parte del Paese, finendo negli implacabili deserti del New Mexico. Senza un soldo e disperata, accettò un lavoro come ballerina al Devil’s Den, un famigerato strip club dove il contante è sovrano e le domande non si fanno.
Si giurò che se ne sarebbe andata non appena avesse messo da parte abbastanza soldi.
Poi Max Torres varcò quella porta.
Presidente spietato del Sons of Doom Motorcycle Club, Max aveva passato anni a costruire una fratellanza temuta in tutto il Sud-Ovest. Non mescolava gli affari con le donne, e di certo non si immischiava con le spogliarelliste.
Fino a Rina.
La splendida ballerina dagli occhi tormentati nascondeva qualcosa, e ogni istinto diceva a Max che era in pericolo. Quando l’uomo che la stava dando la caccia riuscirà finalmente a rintracciarla, scoprirà una brutale verità.
Rina Blakely può anche essere scappata da un mostro…
Ma adesso è sotto la protezione di uno ancora più pericoloso.
Legata dalla Mafia del Drago
Lo chef sembrava stesse pregando in silenzio che la morte lo portasse via.
Mi precipitai in avanti. «Amara. Smettila di traumatizzare questa povera gente.»
Lei si voltò di scatto, raggiante. «Sera! Bene, sei qui. Assaggia questo. Gli manca la disperazione.»
Il volto dello chef si trasformò in una crisi esistenziale.
Le afferrai il braccio. «Appoggia la spatola.»
«Ma—»
«Appoggiala.»
Con un’offesa teatrale, lasciò cadere la spatola e borbottò: «Va bene. Ma se qui dentro nessuno ha una visione artistica, non è colpa mia.»
Andò sotto copertura per smascherare un impero mafioso.
Lui le offrì trenta notti per salvarle la vita.
Quando la giornalista d’inchiesta Seraphine Vale entra negli abbaglianti bassifondi governati dal boss criminale miliardario Dante Vescari, crede di inseguire una storia di donne scomparse e corruzione.
Invece scopre un segreto più antico del sangue: un impero costruito su fuoco, peccato e draghi.
Legata a Dante da un patto proibito, Seraphine si ritrova intrappolata fra paura e desiderio, verità e tentazione.
Ogni notte la trascina più a fondo nel suo mondo di potere, passione e pericolo…
e più vicina al mostro che si nasconde sotto la sua pelle perfetta.
Trenta notti. Un solo vincolo.
E un amore che potrebbe ridurre il mondo in cenere.
Posseduta dall'Alfa Papà della mia migliore amica
Questa volta, tutto è diverso. Il potente e glaciale Alpha — il padre della sua migliore amica — si ritrova attratto da lei in modi che non avrebbe mai immaginato.
Con un sorriso, dice alla "migliore amica": «Angioletto, vieni a conoscere la tua nuova mamma».












