
Luna Tradita Alla Regina Alfa
Retroferd · Completato · 220.8k Parole
Introduzione
Ma quando quattro Alpha pericolosamente potenti la reclamano come loro, lei si rifiuta di sottomettersi.
Lucian – oscuro, spietato, abituato a essere obbedito.
Dante – un guerriero selvaggio che si prende ciò che vuole.
Nikolai – un libertino peccaminoso che gioca a giochi malvagi.
Zephyr – freddo, calcolatore, e totalmente padrone di sé.
La desiderano. Se la contenderanno. Ma Laura?
Lei li farà inginocchiare.
Capitolo 1
Le dita di Laura tremavano mentre chiudeva il fermaglio d’argento alla gola: quel piccolo oggetto pareva ribellarsi alle sue mani, di solito così ferme. Nello specchio elegante davanti a lei, una donna la fissava, fiera e insieme incerta. Quasi una sconosciuta, ormai: la guardava con quegli occhi azzurri che un tempo brillavano di forza e adesso portavano ombre di inquietudine.
«Sono solo nervi», si mormorò, lisciandosi l’abito, scelto con tanta cura per l’incontro di quella sera.
L’incontro di Kieran. Il pensiero le si torse nel petto come una lama. Il suo compagno, negli ultimi mesi, s’era fatto freddo, e ogni giorno si tirava un po’ più indietro. Laura aveva continuato a ripetersi che era soltanto il peso del comando a schiacciarlo, che essere l’Alpha del branco Silver Moon pretendeva cose che nemmeno lei poteva capire.
Si sfiorò il ventre piatto, sentendo rifiorire dentro lo stesso dolore di sempre. Dove avrebbe dovuto crescere un bambino, c’era solo vuoto. Tre anni come Luna di Kieran, e ancora nessun figlio. Lui non lo diceva mai ad alta voce, ma lei avvertiva la colpa nel silenzio tra una conversazione e l’altra, nel gelo del loro letto.
«Mia signora.» Un bussare lieve spezzò i suoi pensieri. «La stanno aspettando.»
Laura inspirò a fondo, raccogliendo i cocci della propria calma. «Grazie, Mara. Arrivo.»
I passi della serva si smorzarono lungo il corridoio, mentre Laura posava ancora una volta la mano sul ventre. Aveva rinunciato a tutto per Kieran: al suo posto come combattente più forte del branco, ai sogni di aprirsi da sola una strada. Tutto offerto senza esitare, in nome del loro legame.
L’amore chiede rinunce, le aveva detto una volta sua madre. Ma quanto era troppo, da rinunciare?
Si raddrizzò e sollevò il mento. Qualunque cosa l’aspettasse oltre quelle porte, l’avrebbe affrontata con l’orgoglio di una Luna.
Il lungo corridoio si stendeva davanti a lei come se la conducesse alla rovina. Appena mise piede fuori, tra i lupi raccolti s’alzarono sussurri. Guerrieri che un tempo le erano stati accanto, fieri, ora distoglievano lo sguardo. Gli Omega chinavano il capo più del necessario. Persino gli anziani, la cui saggezza lei aveva sempre rispettato, all’improvviso trovarono il pavimento di pietra terribilmente interessante.
Un brivido le scese lungo la schiena. C’era qualcosa di terribilmente sbagliato.
Eppure si costrinse a disegnare sulle labbra un sorriso finto e proseguì con grazia. Le enormi porte di quercia della grande sala si aprirono quando si avvicinò, svelando il cuore della casa del branco. Dentro, membri di ogni rango se ne stavano immobili, rigidi. L’odore di pino e di fumo di legna gravava nell’aria, mescolandosi al profumo del banchetto disposto su tavoli lunghi—intatto, notò. Nessuno mangiava. Nessuno beveva.
Gli occhi di tutti la seguirono mentre entrava, poi scivolarono via in fretta.
E allora lo vide.
Kieran era sulla pedana rialzata, potente nella sua tenuta di pelle cerimoniale, i distintivi d’argento del rango a brillare sul nero. La vista di lui le toglieva ancora il respiro, persino adesso. Ma non era solo.
Una donna gli stava accanto, minuta e formosa là dove Laura era alta e forte. Ricci scuri le cadevano sulle spalle nude e il suo vestito, se così si poteva chiamare una cosa tanto piccola, le aderiva addosso come una seconda pelle. La manina poggiava sul braccio di Kieran, con le unghie smaltate di un rosso vivo che a Laura ricordò il sangue fresco.
Un’Omega. Giovane e bellissima. E con un odore che fece ululare il lupo di Laura, con una consapevolezza antica e profonda.
Fertile.
«Kieran?» Il suo nome le scivolò dalle labbra, dolce, interrogativo.
Lui non le rivolse nemmeno uno sguardo. Invece la sua voce risuonò nella sala silenziosa, limpida e gelida come l’inverno. «Stanotte ho qualcosa da dire a tutti.»
Laura fece un altro passo avanti, il cuore che batteva così forte da essere certa che lo sentissero tutti. I sussurri intorno a lei si fecero più alti, un mormorio in crescendo che non riusciva ad afferrare.
«Questa,» proseguì Kieran, la bocca che si piegava in qualcosa che non era proprio un sorriso, «è Elise. Sarà la mia nuova consorte.»
Quelle parole colpirono Laura come un pugno. Intorno a lei qualcuno ansimò, poi ricadde in fretta nel silenzio.
Per un istante il mondo le si inclinò sotto i piedi. Affondò le unghie nei palmi; il dolore acuto la tenne ancorata alla realtà mentre tutto il resto minacciava di crollare.
«Una consorte?» riuscì infine a dire, con una voce stranamente ferma nonostante il tremito nell’anima. «Non sapevo che le nostre leggi lo permettessero finché esiste ancora un legame di compagno.»
Elise si strinse di più a Kieran, gli occhi lucidi di una vittoria a malapena nascosta. «Che peccato,» fece con un sussurro carezzevole, ogni parola grondante di falsa pietà. «Una Luna che non riesce nemmeno a dare un cucciolo al suo Alpha.»
Il branco guardava in un silenzio greve. Non una sola voce si alzò in sua difesa. Nessuno fece un passo avanti.
Kieran finalmente si voltò a guardarla, quegli occhi ambrati — occhi in cui lei un tempo si era perduta — ora freddi e inquisitori. «Non sei mai stata abbastanza forte,» disse, e ogni parola era una lama che le scivolava tra le costole. «Mai abbastanza degna. E adesso sei sterile.»
Nella sala calò un silenzio mortale.
Laura sentì qualcosa spezzarsi nel petto, non il cuore, ma qualcosa di più profondo, più primitivo. Il legame di compagno, tirato fino allo stremo da mesi di indifferenza, tremò sull’orlo della rottura.
Aveva dato a quell’uomo tutto. La sua forza. La sua libertà e il suo futuro.
E quello era il prezzo con cui ripagava la sua devozione.
La verità la colpì con una chiarezza improvvisa: a Kieran non importava.
Non gli era mai importato.
E mentre Laura restava sola davanti al branco che un tempo era stato la sua famiglia, circondata da sguardi bassi e da un silenzio codardo, capì con una lucidità improvvisa, accecante.
Non gli importerà mai.
Ma forse, pensò, mentre dentro di lei si ridestava qualcosa di selvaggio e pericoloso,
Non dovrebbe importare nemmeno a me.
Ultimi capitoli
#162 Capitolo 6: La convergenza II
Ultimo aggiornamento: 7/3/2026#161 Capitolo 5: La convergenza
Ultimo aggiornamento: 7/3/2026#160 Capitolo 4: Il prezzo della libertà II
Ultimo aggiornamento: 7/3/2026#159 Capitolo 3: Il prezzo della libertà
Ultimo aggiornamento: 7/3/2026#158 Capitolo 2: La rottura delle catene
Ultimo aggiornamento: 7/3/2026#157 Capitolo 1: Il punto di rottura
Ultimo aggiornamento: 7/3/2026#156 Capitolo bonus: Echi nel tempo
Ultimo aggiornamento: 7/3/2026#155 Epilogo
Ultimo aggiornamento: 7/3/2026#154 Capitolo 154
Ultimo aggiornamento: 7/3/2026#153 Capitolo 153
Ultimo aggiornamento: 7/3/2026
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«Già?»
«Sì.»
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«Ungh…» gemo. «È così bello…»












